“Alcune precisazioni”, interviene la Dirigente Scolastica di Lugagnano

La Dirigente Scolastica del Plesso di Lugagnano Dottoressa Piera Cattaneo (nella foto) chiarisce la posizione della scuola circa due polemiche nate in merito all’uscita anticipata dei bambini che prendono il pullman e al contributo economico delle famiglie alla scuola.

Ecco le sue risposte, inviate a tutte le famiglie che hanno figli nel plesso di Lugagnano.

Nel corso di questa prima parte dell’anno scolastico, i genitori del Comitato e i genitori rappresentanti, dei vari Consigli e del Consiglio d’Istituto, hanno più volte e con mezzi vari, posto con forza 2 problemi :
1. I tempi dell’uscita delle classi dal plesso “S. Pellico”
2. L’utilizzo della piccola somma di contributo volontario che le famiglie versano all’atto dell’iscrizione.

Credo sia giusto mandare a tutti voi la voce ufficiale della scuola.

PUNTO 1) – I tempi di uscita delle classi dal plesso “S. Pellico”
La viabilità nelle strade intorno al plesso “S. Pellico” ha una sua storica irrisolvibile criticità, che neppure l’istituzione dei sensi unici ha risolto. Per questo ogni inizio anno, per dare una risposta concreta al bisogno espresso con forza proprio dalle famiglie di organizzare un’uscita dei bambini da scuola il più possibile sicura, la scuola ha sempre adottato la soluzione di far uscire i bambini delle classi prime 5 minuti prima delle altre.

Di questo ad inizio d’anno se ne dà comunicazione scritta alle famiglie interessate: le classi 1^ escono al mattino alle 12.35 e al pomeriggio alle 15.35. Questa misura permette il deflusso sicuro ed ordinato degli alunni più piccoli e consente alle famiglie di individuare e prelevare con tranquillità il proprio figlio. Ma da sola non basta e da quest’anno per tutte le classi si sono anche diversificati i cancelli di uscita. 

Poi c’è il problema dei pullman, che dovendo attendere i bambini di tutte le classi sono fermi in via don Minzoni. E lo sarebbero fino alle 12.45/12.50, dovendo aspettare l’uscita di tutte le classi e la salita di tutti i bambini, ostruendo naturalmente la visibilità del cancello e restando poi ingabbiati nel traffico che nel frattempo nella concitazione dell’uscita si è venuto a creare, liberando la strada a fatica e creando situazioni di pericolo. Praticamente una ventina di minuti di grande confusione. 

Si è deciso, quindi, di mettere in condizione i pullman che stazionano davanti all’uscita, di partire qualche minuto prima del suono della campana dell’uscita. Ovviamente per mettere in tempo utile sul pullman tutti i bambini interessati, senza “dimenticarne” nessuno, l’unico modo efficiente è che il personale ausiliario li prenda in consegna nelle classi, li raduni e li accompagni ai pullman. Tutte azioni che richiedono un po’ di tempo.

E’ evidente quindi che questi bambini devono lasciare le aule un po’ prima dei loro compagni. Si tratta comunque di alcuni minuti, al massimo 10 per alcuni…

Preciso che questa organizzazione, come si può facilmente immaginare, è “gravosa” per il personale della scuola: sia docenti che collaboratori. Sarebbe più semplice far uscire tutti al suono della campana e poi si arrangi chi può. Ma, ripetiamo, ci siamo fatti carico delle richieste delle famiglie ed abbiamo dato una risposta concreta ad un bisogno reale. Come sempre, questa è una soluzione possibile. Nulla vieta di trovare delle soluzioni più efficaci. Negli ultimi vent’anni abbiamo trovato queste.

Per quanto riguarda l’osservazione fatta da alcuni che questi bambini “perdono ore di lezione”, è necessario fare delle precisazioni richiamandosi alla normativa vigente.

L’ultima riforma delle scuola, quella chiamata Gelmini, stabilisce quanto segue:
1. … nell’ambito degli obiettivi di cui all’articolo 64 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nei regolamenti (previsti dal comma 4 del medesimo articolo 64) e’ previsto che le istituzioni scolastiche della scuola Primaria costituiscano classi affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.
2. … nei regolamenti si tiene, però, conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una più ampia articolazione del tempo-scuola e si assegna alle scuole un organico calcolato su 27 ore settimanali, utile per un’organizzazione scolastica flessibile.

Va da sè quindi che il tempo utilizzato per l’uscita di questi bambini non viene sottratto alle attività didattiche vere e proprie, che si sviluppano nelle 24 ore previste ma rientra in quella “flessibilità organizzativa” consentita alle singole scuole dall’autonomia. Il nostro Istituto per la scuola Primaria ha un’organizzazione articolata su 28.30 ore settimanali, ore che comprendono, quindi, sia le 24 ore delle attività didattiche che le 4,30 ore necessarie per i servizi connessi al funzionamento e cioè entrata/uscita/ricreazione/mensa/cambio di insegnante… quindi la preoccupazione dei genitori del “tempo perso” è legittima ma assolutamente priva di fondamento e smentita dai fatti. Forse è mancata un po’ di attenzione nei momenti in cui la scuola ha comunicato le novità sul tempo scuola dopo la riforma, sui tagli, sui cambiamenti…

PUNTO 2) – L’utilizzo della piccola somma del contributo volontario
A memoria è sempre accaduto che le scuole chiedessero un contributo alle famiglie, giustificato dalle varie spese sostenute a favore dell’alunno (cartellino di riconoscimento, libretto delle assenze, assicurazione ecc.) e l’attuale normativa legittima in pieno questa prassi, stabilendo che
– “la riscossione delle rette, delle tasse, dei contributi e dei depositi di qualsiasi natura, poste a carico degli alunni, è effettuata anche mediante il servizio dei conti correnti postali” (comma 3° art. 9 del Regolamento di contabilità per le scuole dell’autonomia, D.I. 1.2.2001 n. 44)
– “Il personale della scuola, i genitori e gli studenti partecipano al processo di attuazione e sviluppo dell’autonomia assumendo le rispettive responsabilità” (art. 16 del Regolamento dell’autonomia scolastica, D.P.R. 8.3.1999 n. 275).
– “Ogni istituzione scolastica predispone, con la partecipazione di tutte le sue componenti, il Piano dell’offerta formativa” (art. 3 del Regolamento dell’autonomia scolastica, D.P.R. 8.3.1999 n. 275);
– “Le Istituzioni scolastiche provvedono all’autonoma allocazione delle risorse finanziarie derivanti da entrate proprie o da altri finanziamenti dello Stato, delle Regioni, di Enti locali o di altri Enti, pubblici o privati, sempre che tali finanziamenti non siano vincolati a specifiche destinazioni” (art. 1 del Regolamento di contabilità per le scuole dell’autonomia D.I. 1.2.2001,n.44).

Quindi è buona pratica anche della nostra scuola al momento delle iscrizioni chiedere ai genitori un contributo per le spese di didattica per l’anno successivo (cartoncini, pennarelli, materiale di facile consumo per le classi, fotocopie …), e questo avviene con la massima trasparenza con il Consiglio di Istituto che, come di competenza, delibera che il contributo volontario è destinato unicamente all’ampliamento dell’offerta formativa. “… gli Organi collegiali della scuola, che – se si esclude il Collegio dei Docenti – prevedono sempre la rappresentanza dei genitori, sono tra gli strumenti che possono garantire sia il libero confronto fra tutte le componenti scolastiche sia il raccordo tra scuola e territorio, in un contatto significativo con le dinamiche sociali. (…) Il Consiglio di istituto [che include, oltre al dirigente scolastico, rappresentanti dei genitori, dei docenti e del personale ATA ed è presieduto da un genitore] elabora e adotta gli indirizzi generali e determina le forme di autofinanziamento della scuola; delibera il bilancio preventivo e il conto consuntivo e stabilisce come impiegare i mezzi finanziari per il funzionamento amministrativo e didattico. […]. Fatte salve le competenze del collegio dei docenti e dei consigli di intersezione, di interclasse, e di classe, ha potere deliberante sull’organizzazione e la programmazione della vita e dell’attività della scuola, nei limiti delle disponibilità di bilancio, per quanto riguarda i compiti e le funzioni che l’autonomia scolastica attribuisce alle singole scuole. In particolare adotta il Piano dell’offerta formativa elaborato dal Collegio dei Docenti”.

Infine la legge 2 aprile 2007, n. 40 ammette la detraibilità delle “erogazioni liberali a favore degli istituti scolastici di ogni ordine e grado, statali e paritari (…) finalizzate all’innovazione tecnologica, all’edilizia scolastica e all’ampliamento dell’offerta formativa”.

Come da delibera n° 60 del C.d.I. del 29/01/09, l’ammontare del contributo per finanziare le spese didattiche e amministrative (assicurazione alunni, libretto scolastico, materiale e attrezzature didattiche) per l’a.s. 2012/13 è il seguente:
€ 35,00 per alunno di cui € 6,50 per l’assicurazione € 2,00 per il libretto pers. € 26,50 per mater. e attrezz.
€ 45,00 per 2 al. frat. freq. di cui € 12,00 per 2 assicurazioni € 4,00 per i libretti pers. € 29,00 per mater. e attrezz.
€ 50,00 per 3 al. frat. freq. di cui € 19,50 per 3 assicurazioni € 6,00 per i libretti pers. € 24,50 per mater. e attrezz.
€ 55,00 per 4 al. frat. freq. di cui € 26,00 per 4 assicurazioni € 8,00 per i libretti pers. € 21,00 per mater. e attrezz.

Ringrazio tutti per l’attenzione e porgo cordiali saluti.

LA DIRIGENTE SCOLASTICA
dott.ssa Piera Cattaneo