Alcolismo: un’emergenza da non dimenticare, anche a Sona

Vogliamo parlare in questo articolo di un problema che sta assumendo dimensioni notevoli e che non può passare inosservato agli occhi di nessuno: l’alcolismo.

La definizione di alcolismo, cronico si intende, data per esempio dall’enciclopedia Treccani è “abuso di bevande alcoliche nei suoi aspetti sociali e medici.” Che cosa significa? Significa che un individuo beve a tal punto da perdere la cognizione di sé stesso, la sua memoria vacilla, il suo atteggiamento si fa polemico e litigioso e in molti casi perfino violento. E questo solo per l’aspetto sociale, se ci spostiamo infatti su quello medico innumerevoli sono le conseguenze provocate dall’alcol: a livello fisico si hanno tremori, disturbi digestivi, alterazioni della funzionalità epatica che nei peggiori dei casi necessitano di trapianti d’organo e infine, ma non meno importante, subisce forti danneggiamenti anche il cuore, la pompa della nostra stupenda macchina, il corpo umano.

E a livello psichico? L’alcol è una sostanza psicoattiva che porta ad assuefazione e condiziona negativamente lo stile di vita. Le patologie che possono insorgere sono tantissime, ma le alterazioni più comuni riguardano un decadimento del senso etico, uno stato delirante, folle… mortale. In molti forse non sanno che l’alcol è stato classificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come una droga. È a tutti gli effetti giuridicamente legale, ma rimane una sostanza molto tossica, più di molte droghe illegali, ed è causa di una dipendenza il cui grado è superiore rispetto alle droghe più conosciute.

Per affrontare questo tema abbiamo avuto il piacere di incontrare coloro che si occupano in maniera attiva e premurosa di tutte quelle persone e delle loro famiglie che vivono queste situazioni complicate.

acatLoro sono Alberto Perina, presidente di ACAT (Associazione Club Alcologici Territoriali) Villafranca “Castel Scaligero” e servitore insegnante del club di Lugagnano e Mara Cameraria, vicepresidente.

Entrambi hanno deciso di intraprendere questo duro percorso in seguito a vicissitudini personali e quindi sanno bene cosa vuol dire dover convivere con persone quali amici, familiari o conoscenti, con questo tipo di problema. Si sono iscritti ai corsi formativi e sono diventati servitori insegnanti, ovvero le figure di riferimento durante la serata di incontro con il club. È una formazione dura e che pone sé stessi davanti a interrogativi da affrontare prima da soli e poi con il gruppo di famiglie.

Raccontatemi come si svolge un incontro con il gruppo ACAT di Lugagnano: quando, dove, chi? Cosa si fa e come lo si fa?

Il club si riunisce presso il Circolo Anziani di Lugagnano ogni martedì sera alle 20.30. Il servitore insegnante accoglie i “pazienti”, anche se non è il termine con cui ci piace definirli, e le loro famiglie. Li fa disporre seduti in cerchio e ad ognuno chiede il numero di giorni di astinenza. Non per forza tutti sono già in questa fase, ci sono persone che continuano a bere ma che desiderano smettere e noi cerchiamo di aiutarli, come cerchiamo di sostenere la perseveranza di chi ha già smesso da tempo. In seguito chiediamo a chi vuole di leggere la propria testimonianza.

In che senso testimonianza?

È una sorta di compito per casa che noi assegniamo. Invitiamo ciascuno a stendere delle proprie riflessioni in merito alla storia personale o a sensazioni provate di settimana in settimana e poi, chi se la sente le legge davanti a tutto il gruppo e questo costituisce il punto di partenza su cui poi svolgere l’intera serata.

All’incontro settimanale partecipano anche le famiglie. Perché?

Il nostro metodo, ma come il metodo che utilizzano tutti i servitori insegnanti dell’ ACAT, è basato su un sistema scientifico ideato dal neuropsichiatra dell’università di Zagabria, Vladimir Hudolin nel 1964.

In che cosa consiste?

Il metodo parte dal presupposto che l’alcolismo sia un disturbo che spinge l’individuo verso l’isolamento, la distruzione sociale e intima. Tutto ciò non è dipeso esclusivamente dall’alcol,  ma è spesso condizionato da disagi psichici e relazionali radicati nell’essere, oltre a fare un utilizzo improprio di altre sostanze psicoattive. Il professor Hudolin ha quindi introdotto la “terapia familiare” che si basa su incontri periodici degli alcolisti, accompagnati dalle loro famiglie in modo tale da affrontare insieme e in maniera unita i problemi.

Quindi non si tratta solo del problema alcol?

No assolutamente. I problemi che emergono sono di qualsiasi tipo, dai sociali ai culturali, etici e persino ludici. In questo sono fondamentali le famiglie per diverse ragioni, la maggiore di queste è che forniscono supporto e fiducia, due moventi senza i quali non si potrebbe intraprendere un percorso di riabilitazione.

E il servitore insegnante?

La nostra figura si astiene dal giudicare e dal dare qualsiasi tipo di consiglio. Non siamo psicologici, medici o altro, siamo semplici figure di riferimento che spingono una parte di comunità che condivide lo stesso problema a riunirsi settimanalmente. Col nostro operato vogliamo garantire un posto dove potersi esprimere senza timori e paure, un nido dove rifugiarsi, dove mettersi a nudo, dove la consapevolezza di poter star male è essa stessa uno star bene, vogliamo fornire un luogo dove liberare la propria anima e renderla pura. Gestiamo la serata ed evitiamo che argomenti ostici interferiscano con il nostro scopo.

Il Club ACAT di Lugagnano ha compiuto lo scorso 4 ottobre i quindici anni di attività. Per festeggiare è stata organizzata una grande festa in cui hanno partecipato tutte le persone che in questi anni hanno trascinato  il progetto oltre a coloro che sono stati i fruitori del servizio.

Credo che col tempo abbiano dato vita ad una realtà molto interessante e sotto un certo punto di vista anche piacevole. Con il Club ACAT si possono affrontare problemi personali con uno spirito diverso, anche se l’ostacolo sembra insormontabile, la forza che un gruppo di dieci famiglie può dare è impareggiabile.

Quindi, per concludere, nessuno vieta o impone di abolire lo spritz ad aperitivo e la birra al bar con gli amici, quello che conta è prendere coscienza di quello che l’alcol è, una sostanza che può avere conseguenze gravissime e finire nel giro dell’alcolismo è veloce come un battito di ciglia.

Basta un carattere debole, una relazione finita male, una perdita… Stiamo attenti, sensibilizziamo chi ci è affianco e aiutiamo chi vediamo in difficoltà.

Per tutti coloro che volessero saperne di più è possibile contattare ACAT Villafranca “Castel Scaligero” – Associazione Club Alcologici Territoriali, Sede Via Fantoni, 1 Villafranca di Verona. Telefono 045.987337, sito internet www.acatcastelscaligero.it.

.

Giorgia Adami
Nata a Bussolengo il 4 aprile 1994, risiede a Lugagnano. Infermiera di Pronto Soccorso alla Clinica Pederzoli di Peschiera del Garda, collabora con Il Baco da Seta dalla primavera del 2013.