Al via a Sona la figura dell’Amministratore di Benessere di Condominio/Comunità

Ogni giorno molti di noi vivono un senso di disagio derivante dal lungo periodo di crisi e dalla perdita del senso di sicurezza solitamente dato dalla qualità dei legami sociali propri della comunità cui si appartiene. E’ possibile pensare ad un’inversione di tendenza?  L’Amministrazione di Sona ci crede e a tal proposito ha attivato un progetto per interrogarsi sulle cause di questo processo e per trovare le migliori condizioni di uscita.

“Siamo dentro un lungo periodo di crisi – afferma l’Assessore al Sociale e Vicesindaco Caltagirone – di cui non si vede la fine. Stare fermi è l’azione sbagliata, e diverse devono essere le risposte da mettere in atto e l’Amministrazione comunale deve essere capofila di queste risposte. Da questa crisi si esce solo cooperando tutti. Non ci si può salvare da soli ma insieme”. 

“Abbiamo costituito la Banca del Tempospiega Caltagirone – come riposta di cooperazione gratuita, e a questo affiancheremo un altro progetto a cui abbiamo dato nome ABC: Amministratore di Benessere in Comunità. Si tratta di una figura che ha lo scopo di ritrovare, mobilitare, ricucire quel tessuto di relazione che sembra ‘liso o addirittura strappato’, quel tessuto indispensabile per ricominciare a ricreare un futuro”.

Il nome Amministratore di Benessere di Condominio/Comunità è mutuato da quello più conosciuto di amministratore di condominio: mentre il primo gestisce contratti, logistica, immobili il secondo si occupa prevalentemente di due aspetti: da un lato far emergere tutto quello che ha a che fare con il malessere, intercettare i problemi che in qualche modo fanno stare male, sia piccoli che grandi (di salute, di relazione, organizzativi…) se possibile sin dal loro esordio perché cosi ci sono molte più probabilità di soluzione e dall’altro cercare di cogliere tutte le risorse che in una comunità esistono ma sono frammentate, e cercare di mobilitarle per trovare soluzioni partecipate/cooperative ai problemi intercettati. Questo progetto, con le azioni descritte ha lo scopo di rendere evidente la correlazione che esiste tra benessere del singolo e benessere della comunità, e come il benessere sia un patrimonio da tutelare dentro una cornice di responsabilità di tutti.

“Lo strumento ABC che si intende realizzare in questa progettualità – prosegue il Vicesindaco – è complementare ed anzi necessario per un miglior funzionamento della Banca del Tempo stessa. Entrambi concorrono in modi diversi al raggiungimento della finalità e obiettivi sopra descritti: la Banca del Tempo creando l’opportunità perché liberamente il cittadino possa scambiare parte del proprio tempo/competenza, l’altro, l’ABC, creando le condizioni perchè la Banca del Tempo possa essere sempre più partecipata ma anche, incontrando con grande delicatezza e rispetto le persone la dove abitano e vivono, tessere relazioni che promuovano un clima di fiducia e riservatezza necessari e preliminari allo sviluppo di una responsabilità sociale diffusa che permetta il realizzarsi di molte azioni che trasformino il malessere in benessere”.

“L’ABC favorirà un senso di appartenenza al proprio condominio/quartiere – spiega l’Assessore al Sociale – e favorirà il coinvolgimento possibilmente di tutti e non solamente ‘dei soliti’. Possiamo considerare quindi l’azione dell’ABC come un’azione di Sviluppo di Comunità; un’azione quindi che non è la semplice soluzione di un problema, ma è un modello organizzativo che mira a creare competenze e a sviluppare nei membri della comunità abilità nel processo stesso di organizzazione. Le persone coinvolte acquisiscono delle abilità collettive e sviluppano la capacita di fare affidamento su se stessi, riducendo la dipendenza della comunità dall’esterno e dai servizi gestiti dai professionisti. La finalità generale del progetto è quella di attivare processi di “community care” che aumentino benessere e coesione sociale”.

“Per la sperimentazione dell’ABC – prosegue l’Assessore – abbiamo identificato una zona residenziale nella frazione di Lugagnano. Le persone coinvolte sono poco meno di 800 tra maschi e femmine; un numero considerevole e comprendente 40 casi sociali (5%), gli over 65 (20,3%), gli under 18 (15,8%) e persone di diversa nazionalità 34 (4,5%). Al momento i partner dell’iniziativa, oltre al comune di Sona, sono la  Cooperativa sociale AZALEA, Banca del Tempo ‘Spazio al Tempo’ e vario Associazionismo e Volontariato cittadino; saranno coinvolte altresì l’Università di Verona e i medici di base. L’Amministrazione comunale intende valorizzare questo progetto richiedendo un contributo regionale sul bando ‘Programmi locali dei tempi e degli orari’ che prevede un contributo di € 30.000,00 da parte della Regione Veneto su progetti presentati dai Comuni aventi l’obiettivo di attuare e strutturare le politiche sociali attraverso interventi e servizi innovativi che abbiano particolare attenzione alle esigenze di conciliazione lavoro-famiglia. Ci sono sempre meno soldi nelle casse comunali e questa Amministrazione vuole valorizzare le buone idee attraverso fatti concreti e non parole”.

Un commento arriva anche dal Presidente di Azalea Giuseppe Turrini: questo progetto è un progetto di ricerca in quanto uscendo da modelli di servizio tradizionali cerca di produrre innovazione sociale. Possiamo dire che questa azione è una delle conseguenze positive della crisi perché permette di interrogarsi sul sistema attuale verificarne le lacune e ricercare nuove forme più partecipate, più responsabili e più sostenibili”.