Al Liceo Medi di Villafranca un pieno di riflessioni e di emozioni per la prima giornata delle Scienze Umane

 

Martedì 25 marzo si è svolta nell’aula Magna del Liceo Enrico Medi di Villafranca la prima Giornata delle Scienze Umane. Presentato da Massimo Coserini, noto presentatore di numerosi eventi socio-culturali nel veronese, a cui si sono aggiunti nei vari interventi la professoressa di Scienze Umane Annalisa Tiberio, il professore di letteratura italiana e direttore d’indirizzo Carlo Giallombardo, le professoresse di Scienze Motorie Anna Baraldo ed Elena Germiniani ed il dirigente scolastico Marco Squarzoni.

La giornata, iniziata alle ore 8, ha avuto come primo ospite Giampaolo Trevisi, direttore della Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato di Peschiera del Garda. Oltre ad essere direttore, Giampaolo è anche uno scrittore di libri per l’infanzia, il cui ultimo è “Mannaggia agli struzzi” (“con un po’ di fantasia, ha detto l’autore, lo si può cambiare in ‘Mannaggia agli s*****i’”).

Gli struzzi sarebbero una metafora per indicare coloro che nascondono la testa davanti alle ingiustizie che capitano ogni giorno, come per esempio nei numerosi casi riguardanti le violenze di genere, e proprio noi nascondiamo la testa, non volendo vedere espliciti casi di violenza (come un occhio nero, dei lividi) sintomo chiaro di quella che è una relazione tossica e malata.

E’ poi intervenuto, a metà della mattinata, Sergio Santin, presidente e fondatore dell’Associazione Bottega dei Talenti, assieme a Caterina e Francesca, due ragazze di 18 anni affette da SLA, una terribile malattia che le ha costrette a rimanere in carrozzina, impossibilitate a parlare o a muoversi.

Queste due ragazze, grazie all’aiuto del padre, della madre e di due operatrici, visitano spesso gli studenti nelle scuole e altri luoghi culturali.

Per esempio, il 17 marzo sono stati ospiti, insieme alla Italian Diplomatic Academy, al Teatro della Gran Guardia, in un incontro molto toccante creato per promuovere l’inclusione e la tolleranza, per insegnare a guardare oltre la carrozzina di Caterina e Francesca, ostacolo che non ha impedito loro di terminare il percorso scolastico in un indirizzo professionale socio-sanitario.

L’ultimo incontrò in tarda mattinata ha visto protagonisti tre ex studenti: due del Medi (Leonardo Bertaso e Leonardo Bertasini) e uno del Marconi (Andrea Bandoria), che hanno fondato dopo il Covid l’associazione sportiva culturale-Ociò, creata per “riallacciare” i rapporti tra le varie persone, tramite sport e cultura. Questi tre ragazzi hanno già terminato il percorso all’università, come Bertaso, o lo stanno per finire, come gli altri due.

Il primo si è laureato alla IUSVE, Istituto Universitario Salesiano Venezia, e ci ha illustrato la sua tesi, che volgeva su un rebrending dell’Aeroporto Valerio Catullo di Verona, tramite il cosiddetto Progetto Romeo 2024. “Questo progetto – ha spiegato Leonardo – deve essere ultimato per il 2026, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina. Il problema principale del Catullo è che non c’è una solida brand identity; stiamo cercando quindi di prendere esempio da alcuni importanti aeroporti d’Europa, come Swedavia Airports. il London City Airports e lo Zurich Airport. Prendiamoli come modello per capire le preferenze del consumatore”.

Andrea Bandoria, invece, frequenta attualmente il quinto anno di giurisprudenza alla Facoltà di Trento. La sua tesi verterà sul cosiddetto Hate speech, ovvero la promozione e l’incitamento di odio che avviene spesso online. In Italia non vi è una vera e propria legislazione per impedire questo fenomeno, e vi sono stati tre importanti casi che sono degni d’essere citati:

  • 2019: Il social Facebook chiude la pagina del movimento neofascista e di estrema destra Casapound, affermando che incita all’odio. Quest’ultimi fanno ricorso al Tribunale di Roma, che accoglie il ricorso, affermando che “non si può limitare la libertà d’espressione”
  • 2019: Un esponente di Casapound di Siena viene bannato da Facebook, quindi fa ricorso al tribunale della sua città e viene respinto; secondo il giudice è “Facebook che stabilisce le sue regole”.
  • 2020: Ancora Facebook chiude la pagina di un altro movimento di estrema destra, Forza Nuova. Viene fatto ricorso di nuovo al Tribunale di Roma, che stavolta, a differenza dell’anno prima, nega il ricorso.

Secondo Andrea non si può continuare, nel 2024, a non avere una legislazione sull hate speech online, è quindi necessario al più presto che venga creata una legge che limiti e punisca comportamenti del genere.

Infine abbiamo la tesi di Leonardo Bertasini, laureato all’Università di Verona in Economia e Commercio, sul Crowdfunding, ovvero una raccolta fondi per un progetto online. Praticamente l’imprenditore pubblica su una piattaforma il progetto e richiede i un contributo ai vari utenti.

Esso si divide in: Crowdsourcing (lo sviluppo collettivo di un progetto da parte di una moltitudine di persone esterne all’azienda ideatrice. Uno dei più grandi esempi è la realizzazione dell’Oxford English Dictionary. Il progetto partì con una richiesta basata sul contribuire a catalogare tutte le parole della lingua inglese e a fornire esempi per ogni loro singolo uso) e il Crowdinvesting (prevede una raccolta di una somma di denaro, con controparte una remunerazione del capitale, a titolo d’investimento. Ne è un esempio la costruzione del piedistallo per la Statua della Libertà nel 1884. Fu finanziato dai cittadini di New York tramite un annuncio su un giornale che invitava gli abitanti della città a contribuire alla costruzione).

Se da una parte il Crowdfunding comporta alcuni vantaggi, come la capacità di ottenere maggiore reputazione più in fretta grazie al proprio progetto e un metodo di finanziamento più veloce, dall’altra comporta alcuni rischi molto elevati, come la pericolosità di perdere il capitale e tutta la remunerazione in pochi attimi.

Questa è stata dunque la prima giornata delle scienze umane, esperienza che molto probabilmente si ripeterà nei prossimi anni.

Francesco Valle
Classe Terza L - 16 anni. Ho due principali passioni, la musica di Fabrizio de André e il calcio. Mi considero un giovane vecchio dentro con l'idea di vivere in un mondo di folli che si credono normali e normali che si credono folli.