Agricoltura a Sona: a che punto siamo? “Tanti problemi, ma anche possibilità di crescita”. Il Presidente di Coldiretti Marconi

Immerso nella pianura Padana in posizione strategica a metà strada tra il Lago di Garda e la città di Verona, il Comune di Sona è sempre stato, ed è tuttora, un Comune a vocazione rurale. L’agricoltura ne è, di fatto, la prevalente attività economica nonostante nel corso degli ultimi decenni siano sorte numerosissime attività commerciali ed industriali in particolare nel paese di Lugagnano e dintorni.

Riteniamo pertanto che sia importante fare un’analisi della situazione complessiva del comparto agricolo del nostro territorio e per fare questo abbiamo incontrato il Presidente di Sona della Coldiretti Andrea Marconi. Andrea ha parlato non solo in qualità di Presidente ma, soprattutto, come giovane agricoltore che ha a cuore il futuro del suo lavoro e del suo territorio.

Ci ha spiegato che nel nostro Comune esistono delle importanti realtà nel settore viticolo e peschifero, anche se quest’ultimo in fase di regressione, e che il settore agricolo sta attraversando una fase di forte evoluzione a causa di nuovi fattori sociali, ambientali ed economici.

E’ importante sottolineare che la crisi della pesca risale in realtà già agli anni ‘90, con l’arrivo di diverse malattie che hanno più che dimezzato le produzioni. Strettamente legato va ricordato anche il problema della mancanza di ricambio generazionale poiché pochi giovani hanno proseguito l’attività dei padri nel comparto agricolo, in quanto considerata poco gratificante e remunerativa.

Negli ultimi anni sembra ci sia un ritorno verso questo settore in conseguenza della crisi degli altri comparti economici e, grazie anche ai contributi che sono destinati ai giovani dalla Comunità Europea, in particolare per nuove attività collegate all’agricoltura come l’agriturismo, le fattorie didattiche e le vendite a km 0.

Esiste da qualche anno un progetto di Coldiretti chiamato “Campagna Amica” che ha, tra i vari obiettivi, proprio quello di riavvicinare il cittadino al mondo dell’agricoltura, fornire una cultura alimentare e sensibilizzare la popolazione sui problemi del mondo agricolo. Problemi che riguardano tutti e che, pertanto, devono essere conosciuti e compresi.

Primo fra tutti è il flagello della cimice asiatica, che si è trasformata in una vera e propria calamità e che ha portato in alcuni casi alla perdita di quasi tutto il raccolto, soprattutto di mele e pere. La cimice asiatica è un insetto originario del sud est asiatico che si riproduce molto facilmente, si è adattato bene al nostro clima ed è molto resistente a tutti gli antiparassitari in commercio. Va continuamente trattato di notte, settimanalmente, quando con l’umidità l’insetto ha difficoltà a volare ed infesta anche i giardini ed i parchi pubblici dei nostri paesi. Si sta anche sperimentando una lotta biologica, con l’inserimento nel suo habitat di un insetto antagonista, la vespa “Samurai” proveniente dalla Cina che si ciba delle uova della cimice. Ma ci vorranno anni per il raggiungimento di risultati rilevanti e, soprattutto, bisogna operare cautamente per non scatenare disequilibri nel sistema biologico del nostro territorio.

Quest’anno, inoltre, la primavera è stata pessima a livello meteorologico: le gelate tardive e le grandinate estive hanno danneggiato seriamente i raccolti e, di conseguenza, il mercato della pesca è risultato ampiamente al di sotto di ogni aspettativa e sicuramente sottocosto. A tutto ciò si è aggiunta un ulteriore aggravamento della patologia della morìa dei kiwi, che ha portato in pochi anni all’abbandono di molti impianti. Non è difficile infatti vedere impianti di kiwi fatiscenti passando in bicicletta nelle nostre campagne.

Non va dimenticata, inoltre, l’invasione dei nostri mercati subita durante l’estate della frutta proveniente dall’estero, in particolare dalla Spagna e dalla Grecia che dopo la crisi degli ultimi anni si è strutturata notevolmente, ha molti terreni e soprattutto riesce a produrre a costi decisamente inferiori ai nostri.

Si è chiuso da poco il periodo della raccolta dell’uva e della frutta invernale e nel nostro Comune si aggiunge il problema della mancanza di manodopera, con la recente modifica della normativa sui voucher che sta mettendo notevolmente in crisi le nostre aziende agricole.

Le cooperative vengono utilizzate solo durante la stagione del pieno raccolto e solo da poche aziende mentre la maggior parte sono costrette a stipulare contratti a tempo determinato, anche per periodi brevi, con l’aggravio costi ed adempimenti burocratici difficilmente gestibili. C’è quindi il rischio che aumenti il cosiddetto “lavoro nero” che non offre alcuna tutela ai lavoratori, Inoltre con i voucher si potevano assumere ogni anno gli stessi lavoratori che quindi conoscevano già il lavoro e non dovevano essere formati ogni stagione. Era una soluzione utile anche per gli studenti che potevano così dare una mano alle famiglie durante le pause dagli studi. Gli agricoltori cercano di tamponare utilizzando una rete di parenti o servendosi di qualche pensionato ma purtroppo sono rimedi parziali e sicuramente inadeguati.

Con il decreto flussi 2019 il Governo ha inoltre ridotto notevolmente il numero dei lavoratori extracomunitari destinati al nostro territorio che si sono ridotti a trecento rispetto ai mille richiesti ed alcuni non sono nemmeno arrivati a causa di disguidi burocratici. La Coldiretti di Verona si sta battendo per ottenere una revisione delle quote ed ha provato a lanciare un progetto sperimentale per ottenere i nominativi di persone richiedenti asilo politico che potrebbero essere interessati a lavorare nelle nostre campagne. A tutt’oggi non è riuscita ad ottenere nulla.

L’augurio che si fa il Presidente di Coldiretti Sona Andrea Marconi è che i giovani capiscano che il mondo dell’agricoltura è un comparto economico importantissimo in fase di evoluzione e, anche se non è più così redditizio come una volta, può comunque rappresentare una valida risorsa economica.

Nel settore vinicolo ad esempio a Sona esistono varie iniziative per rivalutare il settore perché la concorrenza della Valpolicella è fortissima. Le cantine sociali storiche come la Cantina Sociale di Custoza stanno facendo operazioni di fusione e collaborazione e ci sono cantine private che hanno avuto coraggio di fare investimenti importanti con prodotti moderni ed innovativi. Ci vorranno anni per vedere i risultati e nel frattempo l’esborso economico è notevole ma la speranza è che ci sia un futuro per il settore che è determinante per il Comune di Sona.

A questo punto, collegandomi al problema della viticultura, chiedo al Presidente Andrea Marconi se la realizzazione della TAV, la linea ferroviaria ad alta velocità, nella nostra zona porterà grandi sconvolgimenti, dato che andrà ad occupare una fetta notevole dei nostri campi coltivati a viti.

A questo punto il Presidente intende rimarcare come rappresentante della Coldiretti che la sensibilità verso l’agricoltura deve tornare ad essere una priorità nel nostro Comune ed invita tutti i cittadini a fare un giro in bicicletta e verificare con i propri occhi quanto sia bello e curato il nostro territorio.

Bisogna pertanto imparare ad amarlo e a rispettarne i tempi e le dinamiche senza lamentarsi, ad esempio, quando vengono fanno i trattamenti necessari, che sono sempre programmati con normative serie concordate anche con il Comune. “Tendenzialmente i nostri fondi sono aperti all’accesso del privato ma ci vuole sempre il buonsenso di chi entra nei terreni coltivati”, precisa Andrea Marconi perché ci sono stati alcuni episodi spiacevoli che hanno costretto i contadini a chiudere i fondi per tutelarsi.

E’ una materia molto delicata ma nel dubbio il Presidente invita tutti i cittadini interessati ad andare a visitare le aziende agricole dove saranno accolti e istruiti sul mondo dell’agricoltura. A tal proposito mi spiega che esiste una collaborazione con l’Assessore del Comune di Sona Elena Catalano per cui sfruttando il portale del Comune si cerca di informare il cittadino sulle tempistiche dello svolgimento dei lavori agricoli.

Mi spiega inoltre che nel nostro Comune, a Lugagnano in particolare, esistono alcune aziende di allevamento che sono sorte vicino ai centri abitati in periodi in cui non erano previste distanze di sicurezza e senza opere compensative con conseguente disagi alla cittadinanza. E’ pertanto auspicabile che con la redazione di un nuovo PAT ci sia collaborazione con l’Amministrazione Comunale nel momento in cui ci fosse la necessità di insediare nuove aziende agricole, in modo da tutelare sia l’agricoltore che i cittadini.

“Per fortuna – spiega Marconi – con l’attuale Amministrazione esiste una buona collaborazione e sembra che, dietro richiesta della Coldiretti, venga ripristinata la Commissione Agricoltura a tutela delle aziende agricole, del Made in Italy e delle vendite km 0”.

Il Presidente Marconi conclude la sua analisi con l’esortazione a tutti i cittadini a consumare principalmente prodotti del nostro territorio o perlomeno prodotti in Italia perché sono molto più sicuri e controllati di quelli provenienti dall’estero e, nel contempo, per dare una mano a questo settore sicuramente in difficoltà ma che merita di essere aiutato.

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