Affi, la pietra accende la West Star: l’ex base NATO apre per la prima volta al pubblico

Five adults stand behind a wooden table, each holding an event flyer, with a red banner and ornate wood backdrop.

Per decenni la montagna ha custodito silenzio, cemento, porte blindate e segreti militari. A settembre, lungo le gallerie della West Star di Affi, quel buio verrà attraversato da una materia antica quanto la roccia che avvolge il bunker: la pietra lavorata dall’uomo, trasformata in scultura, oggetto, memoria.

La mostra “West Star & Stone – Dalla roccia alla forma”, in programma dal 7 al 27 settembre, sarà il primo vero utilizzo pubblico dell’ex base NATO nell’ambito del percorso di recupero avviato dal Comune di Affi. Non una semplice esposizione collocata in uno spazio insolito, dunque, ma l’apertura concreta di una nuova fase per uno dei luoghi più enigmatici del territorio veronese.

L’iniziativa è stata presentata mercoledì 5 agosto nella Sala Rossa del Palazzo Scaligero, alla presenza del presidente della Provincia Flavio Pasini, del sindaco di Affi Marco Giacomo Sega, del sindaco di Sant’Ambrogio di Valpolicella Roberto Albino Zorzi, del presidente di ASMAVE – Consorzio Marmisti Veronesi Andrea Yachy Lavezzi, della curatrice Laura De Stefano e dei rappresentanti degli enti coinvolti.

Il percorso espositivo occuperà circa 300 metri della galleria principale. Una lunga linea sotterranea nella quale la storia militare della struttura si intreccerà con la produzione artistica e con la capacità manifatturiera del comparto lapideo veronese.

Da una parte troveranno spazio pannelli, fotografie d’archivio e materiali storici dedicati alla costruzione della base, al suo ruolo durante la Guerra Fredda e alla successiva dismissione. Dall’altra, sculture e opere contemporanee prenderanno possesso di ambienti nati per funzioni militari, cambiandone radicalmente il linguaggio.

La scelta della pietra non è soltanto legata alla tradizione produttiva veronese. È la materia stessa dentro la quale la West Star è stata scavata. La mostra costruisce quindi un confronto diretto tra il ventre roccioso della montagna, l’imponente infrastruttura realizzata al suo interno e il lavoro di chi, attraverso tecnica e creatività, dà forma alla materia.

A curare l’allestimento sarà Laura De Stefano, che ha concepito l’esposizione in stretta relazione con gli spazi dell’ex base. Il bunker non farà soltanto da contenitore: diventerà parte del racconto, con le sue pareti, i corridoi, le profondità e le tracce lasciate da una stagione storica che ha segnato l’Europa.

Saranno esposte le opere dei maestri scultori Sergio Capellini, Matteo Cavaioni, Gabriele Gottoli, Alessandro Guardini, Dario Marconi, Luciano Padovani e Oscar Sandri. Accanto a loro entreranno nella West Star anche i lavori degli allievi della scuola di formazione professionale San Zeno – Area Arte e Automazione del Marmo, della scuola d’arte Paolo Brenzoni e dell’Accademia di Belle Arti di Verona.

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La presenza degli studenti aggiunge al percorso un passaggio importante. Nelle stesse gallerie si confronteranno esperienze consolidate e nuove generazioni, tecniche tradizionali e strumenti contemporanei, manualità e automazione. Non soltanto opere finite, quindi, ma differenti modi di immaginare il futuro della lavorazione della pietra.

L’ultima parte della mostra sarà dedicata al design contemporaneo. Oggetti e complementi d’arredo mostreranno come il materiale lapideo possa uscire dalla dimensione monumentale o puramente artistica per entrare negli spazi quotidiani, mantenendo qualità, precisione e forza espressiva. Numerose aziende contribuiranno a costruire una panoramica sull’innovazione del settore veronese.

La collaborazione con ASMAVE – Consorzio Marmisti Veronesi lega direttamente l’esposizione a uno dei comparti produttivi più riconoscibili della provincia. La West Star diventa così il punto d’incontro tra la pietra naturale, il lavoro, la formazione e la creatività, dentro un luogo che proprio nella roccia ha trovato protezione e identità.

L’apertura arriva inoltre a pochi mesi dall’annuncio di un finanziamento statale da 7 milioni di euro, destinato alla bonifica e alla futura musealizzazione dell’ex base. Risorse che dovranno sostenere il cammino, complesso e inevitabilmente lungo, necessario per restituire stabilmente il sito alla collettività.

Negli ultimi quattro anni il Comune di Affi ha lavorato anche per ottenere il riconoscimento dell’interesse culturale della struttura. La mostra di settembre rappresenta il primo tassello visibile di quel percorso: non ancora l’apertura definitiva della West Star, ma un passaggio capace di mostrare quale ruolo il bunker potrebbe assumere nel futuro culturale e turistico del territorio.

Per tre settimane le gallerie smetteranno quindi di essere soltanto ciò che sono state. Il luogo costruito per resistere a una possibile guerra ospiterà opere nate per essere osservate, toccate con lo sguardo, interpretate. Dove un tempo prevalevano controllo e segretezza entreranno visitatori, studenti, artisti e lavoratori della pietra.

La mostra sarà aperta al mattino, su appuntamento, dalle 10 alle 13. Nel pomeriggio sarà visitabile dalle 16 alle 19, mentre il sabato e la domenica l’apertura sarà continuata dalle 10 alle 19. Per informazioni è possibile scrivere a info@asmave.it oppure telefonare al numero 045 6862369.

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