Accuse ai vertici della Nord Bitumi

La Nord Bitumi avrebbe modificato le ciminiere senza comunicarlo alle autorità competenti. Di più: avrebbe installato anche nuovi punti di emissione di fumi sempre senza rispettare la normativa ambientale.

 

Sono le due nuove accuse, oltre a quella di molestie olfattive, contro i vertici della Nord Bitumi nell’inchiesta sull’inquinamento atmosferico che sta provocando problemi, secondo il comitato Cielo e Terra, a 10.000 residenti tra la Val di Sona e nei dintorni.

 

Delle ipotesi di reato si discuterà a partire dal prossimo 15 ottobre, durante il processo a carico di Massimo Pongiluppi, 56 anni, il legale rappresentante della società di via Campagnola in località Valle vicino a Sona. I nuovi capi d’imputazione rappresentano la sorpresa che emerge dal «decreto di citazione diretta a giudizio», firmato dal pubblico ministero Pier Umberto Vallerin. Nei giorni scorsi, il sostituto ha concluso l’inchiesta sull’inquinamento provocato dalla società produttrice di supporti bituminosi, iniziata nell’ottobre 2007.

 

A parere della procura, quindi, a quell’epoca i camini della società avrebbero subito modifiche sostanziali a partire dai generatori di calore senza, però, che chi doveva controllare, ne fosse informato. Secondo il pm Vallerin, la Nord Bitumi avrebbe tra l’altro anche modificato la linea di alimentazione del carbonato di calcio, installando un sistema di trasporto che provocava nuove emissioni in atmosfera. Questo nuova camino sarebbe stato costruito «senza averne data preventiva comunicazione alla competente autorità», riporta ancora il provvedimento del pm Vallerin. Resta, infine, l’accusa di molestie olfattive, perchè sostiene la procura, sono state disperse sostanze gassose provenienti dagli impianti della Nord Bitumi. Quegli inquinanti provocavano odori «atti a molestare le persone», riporta il capo d’imputazione.

 

Questa accusa, in realtà, è molto controversa ed è già stata trattata sia dal gip Laura Donati che dal tribunale del riesame in occasione del sequestro degli impianti, disposta dalla procura il 31 ottobre scorso. All’epoca, il legale della società di Sona, l’avvocato Marina Zalin, aveva chiesto di togliere i sigilli ai camini perchè non era stata provata la provenienza dei cattivi odori dalla Nord Bitumi. La tesi difensiva era stata accolta prima dal giudice delle indagini preliminari che doveva convalidare il sequestro e poi dal tribunale del riesame al quale si era appellata la procura. Nel novembre scorso, la replica di Giuliano Castellini, portavoce del comitato Cielo e Terra, costituitosi per tutelare i cittadini di tutta la zona di Sona e dintorni, non si era fatta attendere: «Nei giorni di stop dei lavori nell’azienda, nessuno si è mai lamentato della presenza di cattivi odori» ha tagliato corto.