A volte ritornano: Post gara F1 Silverstone 2024

Ho sudato, sofferto, tremato, urlato e pianto. E non sono di certo “el Sir” Lewis Hamilton, care butele e butei, né tantomeno ho preso parte alla corsa fisicamente ma mai come oggi mi sono sentito in macchina con lui, specialmente in quegli ultimi maledettamente interminabili cinque giri. La gara a cui abbiamo assistito domenica 7 luglio passerà alla storia insieme a molte altre gare di questo mondiale 2024. Una cosa è certa: durante l’intera la gara i battiti di tutti erano sui 120 bpm, se non di più, come quelli del presentatore di Sky TV Davide Camicioli mentre veniva “allegramente scorrazzato” sul circuito di Silverstone dall’altra presentatrice Sky TV, la pilota Vicky Piria, alla guida di una McLaren Artura nel pre-gara.

Al solito, andiamo con ordine. Where are we? Siamo sullo storico circuito britannico di Silverstone, dodicesimo in calendario, il weekend è stato introdotto da un risultato finale dalle qualifiche inaspettato e alquanto soddisfacente da vedere. Tripletta all’inglese: primo George Russell sulla freccia nerargento Mercedes, secondo Lewis “Hammer” Hamilton sull’altra freccia anglo-germanica e terzo Lando Norris su McLaren “Papaya”. A loro seguono Max Verstappen su Red Bull (quarto in qualifica col fondo vettura devastato, ma chi è???), Oscar Piastri su McLaren, Nico Hülkenberg su Haas Haassolutamente (ha ha ha…) on fire, Carlos Sainz su Ferrari decisamente meno on fire, Lance Stroll su Aston Martin (non c’è più religione), Alex Albon su Williams (ribadisco) e chiude “Nando” Alonso su Aston Martin.

Avanti, chiedetelo dai… E Leclerc? Ecco appunto… Fuori in Q2, undicesimo in griglia e appena davanti a Logan Sargeant! Cosa sta succedendo??? Necessito di risposte e di staccarmi dal pulsante del punto esclamativo!!! Calma, anche perché è solo la qualifica…

Domenica di gara, tempo atmosferico che definirlo “britannico” sarebbe un eufemismo (peraltro in nord Italia ci battiamo bene). Alla partenza Verstappen si fa subito vedere su Norris e lo passa all’esterno, piazzandosi subito al terzo posto. Nel frattempo Leclerc risale qualche posizione finendo nono. Passa qualche giro e finalmente riesce a sorpassare Stroll portandosi ottavo dietro a Sainz. Bene, direte voi. Piàn col bùro vi dico io…

Passano altri giri e nel frattempo arriva ora di cena. Faccio giusto in tempo ad entrare in cucina che inizia una lotta bellissima tra Norris e Verstappen (come la settimana scorsa, l’importante è che non stia guardando la tv in quel momento, ho capito…). Norris passa Verstappen all’interno seguito dal compagno Piastri che fa lo stesso, Hamilton sorpassa Russell e si porta in testa. Inizia a piovigginare, le macchine che montano gomme gialle cominciano ad accusare delle scodate ed ambo le Mercedes prendono una curva in maniera un po’ troppo larga ed escono. Norris ne approfitta per prendere la posizione su Russell, poi prende anche Hamilton, poi Piastri supera Russell, poi passa Hamilton. Ecchèè? una gara o la battaglia d’Inghilterra? Non ci sto più dietro!

Ora è davvero il caso di passare tutti alle gomme intermedie, quindi pit stop generale. Passano altri giri e… lo scandalo, altro che Beautiful: il team radio della Mercedes di Russell mostra il messaggio George, ritira la macchina … Pardon? Che sta succedendo? Si parla di guasto fatale al sistema di raffreddamento (ricordiamo che è importante prevenire le power-units dalla rottura, sennò son… multe). Ho risentito l’acidità di stomaco di Bahrain 2020, terribile sensazione… Un’altra gara bellissima beffata malamente. Caro George, hai tutta la mia solidarietà.

La sessione di intermedie non dura molto, torna il sole (benvenuti nell’estate 2024), meglio iniziare a pensare ad una nuova sessione di pit stop, ove Norris arriva “leggerissimamente” lungo in sosta costringendo il team a doverlo “recuperare” per installargli le rosse e perdendo un prezioso secondo. Hamilton ritorna in testa, anche lui su rosse montate poco prima. E Verstappen? L’unico con le bianche e penso: “Ecco, se è l’unico con le hard vuol dire per forza che il team ha fatto la scelta giusta. È così, punto”. E non mi sbagliavo. Eccolo che va a sorpassare con facilità Norris (niente frattaglie stavolta) dando inizio ai cinque giri finali più estenuanti dai tempi di Monza 2019. Il gap tra Max e Lewis si riduce progressivamente, questo (Verstappen) va sicuramente a vincere a meno che Hamilton non dia l’anima! Ma ricordatevi, seppur Verstappen sia un titano, Hamilton è pur sempre vincitore di sette (per qualcuno otto) titoli mondiali e quel nomignolo di “Hammer” non gli è stato conferito a caso. Lewis è un martello e, fra il tripudio generale delle urla del pubblico anglosassone (secondo solo ai Tifosi Ferraristi), passa per primo sotto la bandiera a scacchi agitata da niente po’ po’ di meno che Brian May dei Queen.

Mi getto sulla sedia stremato e grondante di sudore, ho vint… cioè, Lewis ha vinto! Mentre “Il Vanz” Carlo Vanzini ci assorda con le sue urla di gioia, nel box Mercedes si piange di felicità e anche Hamilton si lascia andare alle lacrime di chi non vinceva da Jeddah 2021, mentre ringrazia come di consueto il team cui è sempre devoto. Bellissimo! Fa persino fatica a scendere dalla macchina, tanta è l’emozione, che poi scaturisce in una corsa sotto le tribune dei suoi tifosi munito di Union Jack. Ciliegina sulla torta i commossi abbracci al padre Anthony e alla madre Carmen. Persino durante il podio è un piacere immenso (cosa impensabile fino al 2021) udire le note di God Save The King e del Deutschlandlied. E forse non sarà bello da dire ma è inutile prenderci in giro: ormai quando vince chiunque che non sia Verstappen è festa grossa collettiva.

Griglia finale: Hamilton, Verstappen, Norris (delusissimo), Piastri, Sainz, Hülkenberg, Stroll, Alonso, Albon, Tsunoda, Sargeant, Magnussen, Ricciardo, Leclerc, Bottas, Ocon, Pérez e Zhou. Russell e Gasly ritirati.

Pillole finali e menzioni d’onore:

1 – Red Bull: oltre che avere un campione, il team si riconferma essere indiscutibilmente il migliore nelle strategie, nei pit stop, in… tutto perbacco!

2 – Nico Hülkenberg: ora che ha una Haas seria si sta rivelando essere un fenomeno a cui piace proprio quel sesto posto. Confidiamo in risultati ancor migliori perché ce la può fare. Anche il Gladiatore Magnussen può far lo stesso, ma prima devono dargli la stessa macchina di Nico con tutti gli aggiornamenti del caso. Questi due sono bravissimi, non sottovalutateli.

3 – Andrea Stella: il Team Principal di McLaren (un ex Ferrari per la cronaca…) è un piacere da ascoltare nell’immediato post gara: sportivissimo verso Mercedes e semplice nel riconoscere gli errori di strategia commessi – come l’utilizzo delle soft anziché delle medie – senza il minimo giro di parole. Un T.P. che sa (o è libero di) parlare chiaro.

4 – Ferrari: salvo il punticino aggiuntivo di Sainz per il giro veloce, con Leclerc ed la squadra si sta a galla tanto quanto Jack Dawson in Titanic. Sempre peggio, tornati alle strategie sbagliate e con un Leclerc demoralizzato quasi fosse lui a lasciare il team l’anno prossimo al posto di Sainz che, invece, va come un treno. A tal proposito…

5 – Mea culpa, Sir Hamilton: per quanto il Vostro prossimo arrivo in Ferrari mi lasci ancora oggi perplesso, non è vero che siete un pilota navigato. Se ci mostraste altri risultati così l’approdo in Ferrari potrebbe rivelarsi un bagno di pomodoro anziché di sangue.

In radio c’è la stupenda All I Need degli AIR insieme a Bette Hirsch, posso finalmente rilassarmi. Amen.

Nicola Franchini
Nato nel 2004 e Palazzolese doc, si è diplomato al liceo linguistico Medi di Villafranca nel luglio 2023. Frequenta attualmente il corso di Scienze della Comunicazione all'Università di Verona ed ha iniziato a collaborare con il Baco da Seta nel novembre 2023 come corrispondente per Palazzolo. Cresciuto secondo il culto dell'automobile, negli anni ha collezionato centinaia di modellini e riviste del settore dell'automotive e visto tutti gli episodi del celebre programma britannico "Top Gear". Ascoltatore sin da neonato dell'emittente radiofonica che trasmette "musica di gran classe", nel tempo libero si diletta ad ascoltare (per ore) la musica, suonare (per altrettante ore) la chitarra e nuotare (fin dai tempi dell'asilo).