“A Sona serve un’amministrazione delle manutenzioni? Ed il sindaco vada oltre la questione Mazzi”. Il ritorno di Leoni in consiglio comunale

Concludiamo il nostro viaggio all’interno dell’opposizione del Consiglio comunale di Sona incontrando il consigliere Mattia Leoni (nella foto di Mario Pachera), capogruppo consiliare di Sona Domani. Questo ciclo di interviste è stata un’occasione per ampliare il tavolo di discussione politica, raccontando la coralità dei punti di vista esterni dalla cabina di regia del nostro Comune

Leoni, entrato ufficialmente in Consiglio comunale il 12 marzo scorso in sostituzione al Consigliere dimissionario Nicolò Ferrari, nella passata legislatura ricopriva per la maggioranza del sindaco Mazzi il ruolo di presidente del Consiglio Comunale.

A partire dagli scranni della maggioranza, passando per la presidenza del Consiglio e arrivando ai banchi dell’opposizione: qual è, oggi, la sua opinione dopo aver visto la sala consiliare da tutte le prospettive?
Una bella domanda, che mi piacerebbe integrare con qualche ragionamento. Come detto nelle comunicazioni al mio primo Consiglio comunale il 12 marzo scorso, e come mi è già stato confermato da diversi politici, il saper fare politica passa necessariamente da fare opposizione. Io integro questa triangolazione di prospettive anche con un altro punto di vista: dalle scorse elezioni fino a marzo scorso io sono stato fuori dal Consiglio, e ciò mi ha permesso di valutare i fatti e le vicende politico amministrative con una misura differente e con un certo equilibrio, indubbiamente diverso da chi appartiene all’agone politico. Un equilibrio che permette di capire che certe battaglie apparentemente epocali e gargantuesche spesso acquisiscono un risultato da “addetti ai lavori” e, a mio avviso, meno importante degli obiettivi di programma.

E relativamente alla sua esperienza in minoranza, che impatto ha avuto?
Innanzitutto, rispetto al precedente incarico da presidente del consiglio, essere in minoranza mi spoglia di un ruolo super partes e mi permette di essere più libero di esprimermi, anche in relazione al programma e ai progetti che abbiamo presentato come Sona Domani, in grado di migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini, e sempre in coerenza al mio approccio politico. Reputo che un consigliere di minoranza debba lavorare attraverso il dialogo e la mediazione nel momento in cui la maggioranza presenterà delle proposte di delibera. Perché non è vero che tutto ciò che propone la maggioranza a priori debba essere scartato. Ecco, non farò battaglie su intitolazioni di vie nel Comune di Sona o altre azioni politiche che provano a sgretolare l’unione della presente maggioranza e che non portano ad alcun risultato concreto ai cittadini. Credo che sapere se la prossima via verrà intitolata a un uomo o a una donna di una determinata appartenenza politica interessi poco alla cittadinanza.

Forse anche il fatto che un ex sindaco sia stato tagliato da una foto può interessare relativamente? Con tanto di scontro in Consiglio comunale.
Ecco, a me interessa poco. Più importante, a mio avviso, è coinvolgere tutti, maggioranza e minoranza, ad eventi sul territorio. Si sta creando un’estremizzazione del principio secondo cui l’amministratore è a servizio dei cittadini. Ecco, forse dovremmo tornare a parlare di loro e con loro, piuttosto che di noi. Infine – e questa è una mia riflessione personale – reputo un po’ strano il fatto di essere stati per dieci anni tutti insieme e che tutto venga estremizzato in questo modo e male. Mi farei due domande.

Non so se questa sia una delle sue domande: la mancata sua elezione in qualità di vice presidente del consiglio comunale (cui alla fine è stata eletta Antonella Dal Forno di Scelta per Sona, NdR) può essere un aggravamento di questa situazione? In occasione delle scorse elezioni, infatti, il candidato sindaco che sostenevate, Corrado Busatta, sembrava che desse ampissimo spazio ai giovani: l’elezione di Antonella Dal Forno è una contraddizione rispetto a quanto dichiarato.
Io posso fare una riflessione in merito. La mia candidatura a vice presidente del consiglio è stata fatta anche in un’ottica di continuità di ragionamento politico.

Ci spieghi.
Attualmente il partito di Sona Domani in consiglio comunale è sottorappresentato: secondo i calcoli del Metodo D’Hondt, alla nostra lista spetterebbe un numero di consiglieri pari a quello di Scelta per Sona, ossia due. La scelta – assolutamente legittima – di Corrado Busatta, che era candidato sindaco di tre liste, ossia Scelta per Sona, Sona Domani e Fratelli d’Italia, di entrare a far parte del gruppo Scelta per Sona (portando il numero dei Consiglieri a tre, NdR) ha creato, in termini proporzionali, una sotto-rappresentatività al nostro gruppo. Infine, dato che ritengo doveroso dar conto della rappresentatività in consiglio alla cittadinanza, e visto che Nicolò Ferrari è stato il candidato più votato alle scorse elezioni e ricopriva il ruolo di vice presidente del consiglio, ci sembrava legittimo che questa carica spettasse a Sona Domani. Ora, anche se questo gesto può essere considerato, diciamo, un’arroganza istituzionale, ne prendo atto in modo sereno, non farò battaglie su questo argomento…

…come la Lega di sei anni fa.
Chiaramente i cittadini, ammesso che interessi a qualcuno, trarranno le proprie conclusioni. Di certo, ecco, non monopolizzerò il mio tempo a parlare di Gianluigi Mazzi e delle sue scelte politiche in minoranza, perché altrimenti rischiamo di perdere tempo. Lo faccio presente anche alla maggioranza, dato che spesso i dibattiti vertevano su questi temi. A me interessa tornare a parlare di programmazione amministrativa.

Al primissimo Consiglio comunale il 16 giugno dell’anno scorso subito dopo le elezioni, il neo eletto Nicolò Ferrari fece un intervento dai banchi dell’opposizione molto duro e polemico nei confronti dell’attuale maggioranza; ora sembra essere avvenuto un cambio di registro, dato che, ad oggi, il suo approccio sembra essere molto collaborativo e conciliante. È dello stesso parere?
Premesso che io e Nicolò siamo persone molto differenti, e che ci troviamo bene insieme anche per questo motivo: le qualità dell’uno compensano quelle dell’altro, e viceversa. Il primo consiglio comunale soffriva della reazione amara della sconfitta, visto che il nostro gruppo ha corso bene e con qualità alle scorse elezioni; ma un gruppo civico che si rispetti continuerà la propria attività di programmazione e promozione del territorio in parallelo all’attività consigliare, come abbiamo già fatto in passato in tempi non sospetti. Certo, alcune cose cambiano, anche il mio approccio è diverso. Non posso dichiarare che farò un’opposizione dura, ma mi domando: rispetto a che cosa? D’altro canto, sarò spietato se alcune dinamiche verranno disattese.

Dato che, alla luce delle risposte che mi sta dando, non si evincono preconcetti o scelte dettate a priori, un eventuale passaggio in maggioranza è una scelta da non precludersi?
Io sto dove Sona Domani è. Il mio gruppo ha fatto delle scelte e un bel percorso che rivendico. Da qui al 2028 c’è un grande percorso da fare e il mio obiettivo di breve termine è di portare la politica fuori dagli scranni comunali e tra le persone.

Sull’ultimo numero del Baco abbiamo dato un ampio servizio alla vicenda legata all’ampliamento del museo degli alpini di Lugagnano. Come giudica la scelta di spostare parte delle risorse destinate a questa struttura a favore di quella che in futuro sarà una struttura polifunzionale?
Io sono stato informato di questa scelta al pari vostro, quindi in consiglio comunale e dalle delibere approvate e pubblicate. Pertanto, mi riservo di valutare i progetti definitivi una volta approvati. Mi auguro solo che questa scelta politica sia stata fatta all’interno di un ragionamento che preveda il completamento dei lavori. Ma faccio un’ulteriore considerazione.

Prego.
Cinque anni sembrano tanti, ma per un amministratore sono indubbiamente pochi; peraltro, essendo lo sforzo di programmazione non indifferente, il rischio è di arrivare alla fine del mandato quinquennale con poche opere pubbliche in cantiere o realizzate. Va bene, questa maggioranza si è definita “amministrazione delle manutenzioni”, ma verrà valutata sulla qualità delle manutenzioni. Ripeto: non vorrei che si perdesse troppo tempo a parlare di Mazzi e della sua amministrazione passata, piuttosto che sul futuro e sui progetti in cantiere. Se fossi io il sindaco, probabilmente avrei portato a termine il progetto del museo, trattandosi di un’opera già iniziata.

Durante la scorsa campagna elettorale due vostri cavalli di battaglia sono stati la valorizzazione dell’area intorno alla Casa di Alice e il rifacimento della piazza di Sona; due progetti indubbiamente ambiziosi, ma che avrebbero richiesto uno sforzo decisamente significativo per le casse comunali. Li ritiene ancora progetti realizzabili per il nostro territorio?
Si tratta di progetti in cui credevamo e crediamo fermamente tuttora; il progetto della cittadella delle associazioni intorno alla Casa di Alice può essere realizzato attraverso, ad esempio, una programmazione a stralci funzionali. Se, ad oggi, non è stato fatto nulla, forse perché non ci sono progetti o azioni che convergono verso un simile obiettivo.

E se capitasse una situazione come quella dell’ampliamento del Museo degli Alpini? In quel caso nel giro di una manciata di anni i prezzi sono raddoppiati, il valore della perequazione non era più sufficiente per completare l’opera e si è dovuto attingere copiosamente alle casse comunali. Il rischio del cambiamento dei prezzi per progetti così grandi e ambiziosi, come quello della cittadella delle associazioni o della piazza di Sona, può risultare pericoloso? Il rischio di trovarsi, quindi, in una situazione in cui la conclusione dell’opera è lontana e, allo stesso tempo, le casse comunali sono in sofferenza anche per far fronte alla manutenzione ordinaria?
Il bilancio comunale ha risorse indirizzate agli investimenti e altre alle manutenzioni. Ritengo, però, che pensare a una progettazione di medio-lungo termine sia funzionale per chiunque, anche per chi amministrerà fra dieci anni. Ci sono situazioni strategiche, come l’idea intorno a Casa di Alice, per cui è necessario avere un progetto tra le mani al fine di beneficiare di eventuali bandi o finanziamenti. Al di là di ciò, la logica alla base è procedere a stralci funzionali.

In concreto cosa significa?
Lo stralcio è una parte del tutto, ma questo deve essere funzionale, ossia autonomo e idoneo a rispondere a determinate esigenze. Essendo l’area intorno all’ex Agripol già acquisita per un importo pari a 800 mila Euro, prima o poi dovremo riqualificare l’area. Ad esempio, in questo modo abbiamo realizzato la nuova scuola a Lugagnano quindi non è una procedura nuova o impossibile.

A qualcuno del vostro gruppo, tuttavia, questo modo di procedere non era piaciuto: cinque-sei anni fa la nuova Silvio Pellico è stata definita “una scuola a metà”.
Osservazione giusta. Però, in fin dei conti, un amministratore, a prescindere dal colore politico, viene chiamato a rispondere alle esigenze dei cittadini, e risponde per ciò che riesce a dare. Io mi auguro che su questo si faccia attenzione: affermare che si faranno solo manutenzioni significa banalizzare il tema della progettazione. Perché a questo punto potrei chiedere: com’è lo stato delle manutenzioni a Lugagnano? Abbiamo la percezione che con il cambio dell’amministrazione la qualità delle manutenzioni sia migliorata? Io non noto questo cambio di passo.

Il secondo vostro progetto “nel cassetto” era il rifacimento della piazza di Sona, il cui costo, come già annunciato in diverse circostanze, sarà ridimensionato.
Lo stato attuale della piazza mi fa piangere un po’ il cuore. I lavori attualmente in corso sono stati pianificati da tempo, ma non sono inerenti al rifacimento come da progetto. Ciò che mi chiedo è: dove finiranno i soldi destinati a Sona? Parliamo di circa 1,4 milioni, che avrebbero contribuito non solo alla riqualificazione della piazza, ma anche tutto il centro storico, come i parcheggi dietro alla chiesa. Vedremo come queste risorse verranno gestite, ma credo che Sona capoluogo meriti di più di interventi “a tappezzeria”. Ecco, potrei continuare citando i difetti, alcuni pericolosi, del campetto accanto alla sala consiliare o lo stato decadente del campetto Fasoli, sempre a Sona. Questi sono i temi per cui chiamo l’amministrazione delle manutenzioni a rapporto, non sui nomi delle vie.

Gianmaria Busatta
Nato nel 1994 e originario di Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di servizi. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.