A Sona l’ultimo saluto a Luca Falcon è diventato un inno alla vita e alla forza dell’esempio che salva il mondo

C’è un bellissimo libro scritto da un autore brasiliano molto noto nel mondo per la sua capacità di narrare storie che permettono al lettore di entrare in contatto con l’essenza profonda del proprio io. Lui è Paulo Coelho è il libro per eccellenza da lui scritto che accompagna in questo viaggio è L’Alchimista.

E’ un dolce e intenso racconto di un giovane pastore Andaluso che compie un viaggio che parte dalla sua terra natia e, attraverso tutto il deserto nordafricano, arriva fino alle piramidi d’Egitto. Nel suo peregrinare un giorno incontra il Vecchio Alchimista, che diventa il suo Maestro. Il saggio Maestro lo guiderà a seguire i suoi sogni e costruire la sua propria “Leggenda Personale”. Accompagnandolo con un consiglio: “Realizzare la propria Leggenda Personale è il solo dovere degli uomini. Tutto è una sola cosa. E quando tu desideri qualcosa tutto l’Universo cospira affinché tu realizzi il tuo desiderio”. E conclude dicendo: “Ascolta il tuo cuore, esso conosce tutte le cose…”.

Il vecchio alchimista altri non è che la vita. Che ti accompagna da quando vieni al mondo fino al tuo trapasso, che sa essere generoso e accogliente ma anche duro e a volte spietato, che non ti regala niente e ti fa vivere le sofferenze delle difficoltà, che ti da e ti toglie senza darti spiegazioni a volte generandoti dolori che ti spezzano nell’animo. La leggenda personale è il percorso che ognuno di noi costruisce nella propria vita.

Nella storia di Luca Falcon, di sua moglie Giulia e dell’associazione “Karma on the Road” a cui hanno dato vita, vedo molte similitudini con questo narrato. Il Vecchio Alchimista non ha risparmiato a Luca le prove e le sofferenze nella sua pur breve vita e nel momento in cui lui era alla ricerca del perché gli fosse toccato in sorte il dolore, ha iniziato a tracciare in lui il cammino per costruire la sua Leggenda Personale.

La storia di luca non è una metafora della vita, è vita vissuta. Un bellissimo viaggio che lo ha portato a spendersi totalmente per aiutare altri individui che, come lui, hanno subito una menomazione fisica. Tante persone in Africa, molte delle quali bambini e adolescenti, possono godere di una vita più dignitosa grazie all’impegno di Luca e Giulia, che hanno portato loro protesi dismesse nel nostro Paese rigenerate e pronte per essere riusate.

Quando li ho intervistati su queste colonne ho avuto la netta sensazione che il Vecchio Alchimista avesse chiaramente tracciato in loro la via per costruire la loro leggenda personale. E che il loro cuore, che conosce le cose, si fosse fatto ascoltare. E che questa alchimia avesse dato vita ad una splendida storia di resilienza e riscatto.

Luca ha desiderato, con tutto se stesso, di essere testimone in prima persona dell’andare oltre la sofferenza. Anche se pur per breve tempo, troppo breve, l’Universo lo ha assecondato. Ha cospirato perché lui realizzasse il suo sogno, e poi ha cospirato perché questo sogno durasse poco, troppo poco, a causa del tragico incidente del 3 marzo scorso in Angola, quando Luca è stato travolto e ucciso da un camion mentre era in sella alla sua moto.

Luca è stato salutato per l’ultima volta oggi, domenica 24 marzo, con una cerimonia laica molto partecipata e molto sentita preso gli impianti sportivi del West Verona Rugby a Sona. Un luogo ideale per i valori sportivi che lo sport del rugby trasmette dove ricordare e stringersi attorno a una persona e ai suoi famigliari che, del valore della solidarietà, ha fatto una ragione di vita.

All’arrivo del feretro – che è stato posizionato accanto alla sua amata moto – è stata data voce ad una sua registrazione vocale di tempo addietro in cui Luca trasmetteva tutto il senso del “Ce l’ho fatta!” urlato al mondo, dopo aver raggiunto una delle tappe dei suoi viaggi, tra mille difficoltà.

La mamma Marta ne ha tracciato un ricordo splendido che solo una mamma può fare, con le parole che solo una mamma sa trovare. Un marea di persone presenti: famigliari, conoscenti, amici, volontari di associazioni legate al modo del motociclismo. A fare da contorno una giornata di inizio primavera altalenante tra sole, vento e nubi minacciose. Quasi a salutare, con forti contrasti di luci e ombre, una vita che se ne va che è stata una vita tumultuosa e piena di energia dirompente.

Qual è il senso di una perdita così dura da comprendere e accettare? Impossibile trovarla nel pensiero logico razionale, li non c’è. Forse il senso è che tutto è una sola cosa. Il Vecchio Alchimista scompiglia le carte, fa nascere le storie di vita e le fa morire. Le può fare evolvere però in leggende personali. Affinché siano fonte di ispirazione per chi è in cammino, come lo è stato Luca, alla ricerca della propria leggenda da realizzare. Qualunque essa sia.

C’è una bellissima frase da riportare ad una persona che ha lasciato un segno importante nell’umanità. Diceva così: “Le parole insegnano, gli esempi trascinano“. Era un uomo vissuto tra il 300 e il 400 dopo Cristo. Il suo nome era Agostino d’Ippona, divenuto poi Sant’Agostino.

Alfredo Cottini
Sono nato a Bussolengo l'8 ottobre 1966. Risiedo a Lugagnano sin dalla nascita, ho un figlio. Sono libero professionista nel settore della consulenza informatica. Il volontariato è la mia passione. Faccio parte da 30 anni nell'associazione Servizio Operativo Sanitario, di cui sono stato presidente e vicepresidente. Per diversi anni sono stato consigliere della Pro Loco di Sona. Amo il mio cappello da Alpino per quello che rappresenta. Ritengo che la solidarietà, insita nell’opera del volontario, sia un valore che vale la pena vivere ed agire. Si riceve più di quello che si dà. Considero la cooperazione tra le organizzazioni di volontariato di un territorio uno strumento utile per amplificare il valore dei servizi, erogati da ognuna di esse, al cittadino