A Sona il temporale abbatte alberi e scoperchia tetti: timori per il nuovo fronte

Fallen tree uprooted and lying across a dirt slope in a wooded area, with red-and-white caution tape nearby. Roots are exposed where it toppled.

Il temporale arriva sempre con un anticipo di segnali: l’aria che si fa dura, le foglie che girano su sé stesse, poi quel colpo secco che sembra un portone sbattuto dal cielo. E quando passa, resta una geografia nuova fatta di rami spezzati, lamiere piegate, pezzi di tetto dove non dovrebbero esserci. Anche il territorio di Sona è entrato dentro la notte del maltempo che lunedì ha investito il Veneto e ha messo Verona al centro della bufera.

Il quadro generale, fotografato nelle ore successive, parla di oltre 90 interventi dei Vigili del fuoco in regione, con la provincia di Verona in testa: nel solo capoluogo le uscite sono state 40, tra alberi abbattuti, rami pericolanti, coperture danneggiate e tetti scoperchiati. La mappa dell’emergenza si è allargata a macchia di leopardo: veneziano, padovano, trevigiano e vicentino hanno contato decine di chiamate, mentre a Verona arrivavano anche rinforzi con mezzi speciali per lavorare in quota nelle ore più critiche.

Dentro questo scenario, Sona ha il suo elenco di ferite, molto concreto e tutto ravvicinato. Nel parco di Villa Romani, nel centro del capoluogo, un grosso cedro è crollato durante il temporale ed è già stato rimosso. Nello stesso parco si sta intervenendo anche su un cipresso giudicato a rischio di caduta verso una casa vicina: un lavoro di pazienza e sicurezza, perché quando il vento ha già mostrato i muscoli non si lascia nulla al caso.

Sparsi sul territorio si segnalano tetti di abitazioni scoperchiati e la caduta di un grande platano sulla statale, un punto che in poche ore diventa inevitabilmente sensibile: alberi così, quando cedono, non “cadono” soltanto, occupano spazio, bloccano passaggi, costringono a deviazioni e controlli. I danni maggiori, da quanto emerge, hanno colpito soprattutto proprietà private nella zona di San Giorgio in Salici, dove la forza del vento si è tradotta in riparazioni urgenti e conti che iniziano a crescere.

Il caso più delicato, però, è a Lugagnano, in via Canova: qui è stato scoperchiato un capannone con tetto in Eternit, e i detriti si sono sparsi per centinaia di metri. Non solo un tappeto di frammenti in strada: parti del materiale avrebbero colpito e si sarebbero depositate anche in varie abitazioni vicine, causando danni e alimentando una preoccupazione. Sul posto sono intervenuti Vigili del fuoco e servizio ecologia; per la rimozione completa si attende una ditta specializzata.

E mentre si lavora a rimettere in ordine il possibile, resta addosso un’altra inquietudine: le previsioni meteo non buone di oggi.

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Alessandro Ceradini
Nato nel 1980 residente al Basson da generazioni, ragioniere diplomato all’Istituto Tecnico Commerciale Lorgna. Lavora al Consorzio di Bonifica Veronese. Adora la compagnia, la buona cucina, viaggiare e passare del tempo con i suoi cani. Oltre a scrivere, grazie alle patenti conseguite, realizza video ed immagini con l’uso di droni.