A San Giorgio in Salici l’addio a Rosa Perotti, “Rosetta” che non mollava mai

Smiling older woman with red hair and glasses, wearing a pearl necklace, outdoors near water.

A San Giorgio in Salici certe persone non hanno bisogno del cognome. Basta un nome detto sottovoce, con quella confidenza che si usa solo con chi è di casa. In questi giorni il paese saluta Rosa Perotti. Per molti era semplicemente “Rosetta”: un modo di chiamarla che racconta già tutto, perché a San Giorgio era presenza, abitudine, riferimento.

Nata nella classe 1940, Rosa Perotti era una figura conosciuta e apprezzata da sempre. Una vita divisa tra professione e comunità, con il filo continuo dell’impegno per il suo paese. Commercialista, ha avuto incarichi anche alla direzione provinciale del tesoro e come direttore amministrativo e tesoro alla Banca d’Italia a Verona.

Nella prima metà degli anni Settanta fu la seconda dottore commercialista donna iscritta all’albo di Verona: un primato che allora significava aprire una strada in salita, in un mondo ancora quasi tutto maschile. L’anno scorso aveva ricevuto la medaglia per i 50 anni di professione, un traguardo che suonava come un sigillo su una carriera lunga e riconosciuta.

Ma la comunità la ricorda soprattutto per il suo modo di stare in mezzo agli altri: “si è sempre data da fare per gli altri”, racconta la figlia Giovanna, con San Giorgio nel cuore e la parrocchia come uno dei luoghi dove la sua energia diventava concretezza.

Anche qui, la competenza professionale non restava sulla carta: diventava aiuto, supporto, disponibilità. E alle spalle c’era una storia di famiglia radicata: la madre era una Quagini, un cognome che a San Giorgio in Salici dice appartenenza e memoria.

L’impegno civico arrivò anche in Comune. Con la lista civica Il Maestrale fu assessora del Comune di Sona con il sindaco Raffaele Tomelleri. La scelta, a quanto emerge dal racconto familiare, nacque dalla natura civica del gruppo e da un’idea di politica concreta che all’inizio l’aveva colpita nel modo di fare del sindaco Franco Conti. Non una militanza di bandiera, ma il gusto di “mettere mano” ai problemi, e di non lasciarli lì.

A San Giorgio, è cosa nota, Rosa Perotti è stata “l’artefice” del centro servizi: un’idea inseguita e spinta con ostinazione, perché quel luogo doveva essere un punto di aggregazione reale, nel cuore del paese.

A lei stava a cuore anche un altro tema concreto: avere la farmacia a San Giorgio. E in quegli anni c’era una battaglia che si capiva già dal tono delle telefonate, dagli incontri, dalle lettere: la Posta. Quando si profilò la chiusura dell’ufficio, si oppose categoricamente, scrivendo addirittura al ministro e al prefetto per tenerlo aperto. È uno di quei gesti che, fuori dai piccoli paesi, rischiano di sembrare dettagli. Qui sono la misura di una comunità: una posta che resta aperta è un servizio, ma è anche un segnale di dignità, di presenza dello Stato, di vita quotidiana che non si spegne.

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Il ricordo di chi l’ha avuta accanto come amministratrice restituisce il ritratto di una donna instancabile, capace di essere istituzione senza perdere familiarità. Raffaele Tomelleri, che fu suo sindaco, la descrive in una dichiarazione che porta dentro il suono del paese e la stoffa del carattere.

“La chiamavano tutti Rosetta, confidenziale, come fosse una di casa. E a San Giorgio, bastava dire ‘Rosetta’ e tutti sapevano, ‘è la Rosa Perotti’. Un vulcano di idee, una valanga di pensieri dedicati a San Giorgio. Il suo paese. ‘Per me, il più bello del mondo’. Di San Giorgio, Rosa è stata per anni un riferimento, un porto sicuro. C’è un problema? ‘Rosa, proa a sentir el sindaco’. Era consigliere e assessore ben prima di diventarlo”.

“L’avevo conosciuta – prosegue Tomelleri – quando divenne sindaco Franco Conti. Lei s’era avvicinata al Maestrale, ma ne era rimasta ai margini. Pur segnalando con la sua forza e il suo entusiasmo, ogni minimo problema che riguardasse San Giorgio. Così, quando divenni sindaco e Rosa era in lista, fu semplice nominarla assessora. Alla scuola, con un occhio di riguardo per San Giorgio”.

Three professionally dressed individuals posing together; the woman on the right holds a gift box with a red ribbon.
Rosa Perotti riceve nel 2025 la medaglia per i 50 anni di professione da commercialista.

“‘Dobbiamo fare il Centro Servizi’ fu il suo debutto in Giunta. ‘San Giorgio l’aspetta da sempre, non possiamo tradire le attese’ – racconta ancora l’ex sindaco -. Però, non si limitava a questo. Perché Rosa era assessora 24 ore al giorno, 365 giorni l’anno. E se piantava un chiodo, era dura toglierlo, senza darle ragione. Era così, determinata e tenace, senza andare mai sopra le righe. Sapeva chiedere, ma era la prima a dare”.

“Ho avuto la fortuna di lavorare con lei, di apprezzarne l’impegno, la passione, che andava al di là dell’appartenenza a questo o quel gruppo. Se un avversario politico aveva una bella idea, Rosa non si chiamava fuori. ‘Vale la pena ascoltarlo’. Generosa e irriducibile, a volte confusionaria – le sue borsette contenevano di tutto e di più…-, ma sempre sul pezzo. E quando vide finalmente realizzato il ‘suo’ Centro Servizi, nel cuore di San Giorgio, era la donna più felice del mondo. La sentii arrivare quel giorno, in sala Giunta. Sapevo che era lei, aspettai che bussasse. Entrò, era emozionata. Mi disse solo una parola. ‘Grazie’. La stessa parola che oggi dedico a lei. Ecco – conclude Raffaele Tomelleri – butto lì un’idea. Se il Centro Servizi non avesse ancora un nome, il suo ci starebbe proprio bene.”

Il funerale si tiene sabato 2 maggio, alle ore 15 a San Giorgio in Salici. Rosa Perotti lascia la figlia Giovanna. E lascia, soprattutto, quella traccia che nei paesi si misura in cose piccole e decisive: un servizio difeso, un’idea trasformata in luogo, una comunità che sa dire un nome e capire immediatamente di chi sta parlando.

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Mario Salvetti
Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è tra i fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti del Veneto. Nel tempo libero suona (male) la batteria.