A Palazzolo, la cultura è viva grazie a La Torre. Incontriamo il presidente Ambrosi

“Far conoscere significa far amare. È così che si trasmette il valore di un territorio”. Inizia così l’intervista del Baco a Stefano Ambrosi (nella foto di Mario Pachera), il presidente dell’associazione La Torre di Palazzolo, gruppo che da oltre due decadi porta avanti una convinta – e indispensabile – opera di valorizzazione della sua corrispettiva frazione e di tutto il Comune di Sona, collaborando con tutte le altre associazioni locali.

Stefano, ci racconti dell’associazione La Torre. Com’è nata? Di cosa si occupa?
L’associazione La Torre è nata vent’anni fa. All’inizio era una realtà politica, ma dopo poco tempo ha visto cambiare il suo statuto diventando un’associazione culturale dedicata alla valorizzazione del territorio. Oltre a me, che ricopro il ruolo di presidente, ci sono altre sette persone del direttivo e circa 35/40 persone che collaborano come soci.

Quali sono gli ideali su cui si fonda La Torre?
La nostra associazione si è costruita sulle solide basi di una comunità che è da sempre molto unita. Siamo incentivati dalla buona partecipazione che riscontriamo ogni anno ai vari eventi, con molte persone provenienti anche da fuori comune o i turisti che sono di passaggio. Quello di cui ci occupiamo principalmente è organizzare manifestazioni e passeggiate di promozione territoriale, mostre tematiche e concerti in luoghi di rilevanza storica e artistica. Il tutto, come parte attiva del grande Forum associazionistico comunale.

Un occhio di riguardo che avete da sempre è per la pieve di Santa Giustina. In che modo ve ne prendete cura?
Uno dei principali siti a cui La Torre dedica i propri sforzi è proprio la Pieve di Santa Giustina, la chiesetta del Cimitero di Palazzolo considerata una piccola perla di architettura romanica sulle colline moreniche. La teniamo aperta ormai da dieci anni permettendone l’entrata ai visitatori, e grazie all’aiuto di alcuni professionisti come l’archeologo Gino Bombonato, noi dell’associazione siamo riusciti a rilevare importanti informazioni di livello storico e artistico. Nozioni che si sono rivelate essenziali per l’ottenimento dei fondi del PNRR per la sua restaurazione, ottenuti dal Comune grazie alle indicazioni fornite da noi. Oltre alle visite guidate, programmate per il primo sabato del mese alle 16 da marzo a novembre, e all’apertura domenicale tutte le domeniche d’estate dalle 10 alle 12, ci occupiamo di tenere pulita la Pieve e di valorizzarla attraverso diversi eventi culturali che hanno l’obiettivo di mantenerla viva. L’ultimo nostro evento per il 2022 si è tenuto proprio qui, ospitando alcuni esponenti del corpo bandistico di Sona.

E anche quando le persone non vanno alla pieve… è la pieve che va da loro. Giusto?
Una delle idee per il prossimo anno è quella di organizzare una mostra che tocchi tutte e tre le restanti frazioni del Comune, quindi Sona, San Giorgio e Lugagnano. Vogliamo diffondere il valore di questo patrimonio artistico e culturale espandendone la conoscenza a largo raggio, ma soprattutto rendendo consapevoli i cittadini del nostro Comune. Santa Giustina, in passato, non è mai stata valorizzata in modo adeguato: è un luogo con quasi 2000 anni di storia, dove in corrispondenza della chiesa sono stati ritrovati dei reperti romani – quattro pietre antiche risalenti al II sec. d.C. – e degli elementi longobardi. Grazie all’architetto Stefano Loda siamo riusciti a ricostruire, tramite fotografie e disegni, il ciborio e la pergula della pieve. Abbiamo già posizionato dei cavalletti con le stampe delle foto, che vogliamo esporre al pubblico. Oltre a questo progetto però, stiamo lavorando anche per dare luce ad altri ritrovamenti.

Di che ritrovamenti si tratta?
Si tratta dei resti di un antico muro situato sul monte Croce, probabilmente risalenti al IV sec. a.C. Ma la scoperta più interessante sta in un campo vicino all’autostrada: grazie ad immagini satellitari abbiamo rilevato la presenza delle fondamenta di una villa romana nascosta sotto un terreno coltivato ai confini di Palazzolo.

L’associazione è davvero molto attiva sul territorio. Quali sono state le attività di quest’anno?
Nel 2022 abbiamo ripreso a pieno ritmo dopo la pandemia, ma anche nel 2021 non ci siamo fermati: si è svolta la tradizionale passeggiata di primavera, quella al chiaro di luna e quella tra i colli di Palazzolo, ed infine un concerto proprio alla Pieve. Diverse anche le mostre tematiche: la donna nell’arte e nella Bibbia, il Beato Enrico e il suo tempo, e voglio sottolineare poi la Garda Lake Art Rock, un piccolo grande orgoglio che abbiamo proposto in occasione della sagra di Palazzolo. Si tratta di un’esposizione di fotografie che ritraggono il microscopico ed affascinante mondo della natura. L’artista, un geologo, ha raccolto delle rocce del Lago, le ha tagliate in una fetta sottilissima e le ha illuminate con la luce polarizzata del microscopio. Il risultato è stato uno spettacolo di forme e colori creato dai cristalli rocciosi, trasformato in arte. Inutile dire che la mostra è stata un successo.

Cosa bolle in pentola per questo 2023?
Ci troveremo a breve per definire le varie attività, ma posso confermare che riproporremo i consueti concerti primaverili e autunnali, la passeggiata di primavera e quella dedicata alla raccolta e alla conoscenza delle erbe spontanee. Infine, anche organizzeremo una mostra in concomitanza con la Sagra.

Presidente, un’ultima domanda. L’associazione La Torre cosa si auspica di realizzare in futuro?
Principalmente, l’associazione si prefigge tre obiettivi. Obiettivo numero uno è portare avanti la promozione culturale della Pieve di Santa Giustina e, soprattutto, riuscire nell’intento della sua restaurazione attraverso i fondi ministeriali. L’obiettivo successivo invece è di riportare all’interno della Pieve un antico tabernacolo che ad oggi è conservato alla Biblioteca Capitolare di Verona, risalente all’epoca longobarda. Abbiamo già chiesto disponibilità alla Curia. Infine, il terzo obiettivo a lungo termine è realizzare un parco archeologico diffuso che comprenda tutti i piccoli grandi siti storici che conserva il nostro territorio. Palazzolo è una zona di passaggio piena di bellezze tanto quanto il resto del territorio circostante: concepiamo il parco come fonte di ricchezza per tutta la comunità, non solo quella di Sona.

Valentina Farina
Classe '95 e originaria di San Giorgio in Salici, è cresciuta con la passione per la scrittura e l'amore per lo sport, soprattutto la pallavolo. Nel 2020 ha conseguito la laurea magistrale in Editoria e giornalismo all’Università di Verona, e dopo aver lavorato diversi anni come bibliotecaria, oggi prosegue, in campo professionale, sulla strada dell'informazione.