A Lugagnano viene rimossa l’ultima cabina telefonica. E si chiude un’epoca

E così anche a Lugagnano finisce un’epoca. Da martedì 16 agosto viene infatti rimossa l’unica cabina telefonica ancora presente nella frazione, posizionata in pieno centro in via XXIV aprile.

La cabina aveva resistito fino ad oggi in maniera quasi eroica, basti pensare che l’ultima cabina a Sona capoluogo era stata rimossa ben cinque anni fa, ancora il 20 novembre del 2011. Ma nonostante tanto stoicismo nulla ha più potuto contro l’onda lunga degli smartphone e di internet. E ora anche lei deve cedere il passo e arrendersi, accettando di essere definitivamente rottamata.

JpegQuante ne avrebbe da raccontare quella cabina, se solo potesse parlare.

Quante mani, quante orecchie, quante labbra, quante voci e quante parole. Ha vissuto sicuramente anni eroici, quando i cellulari non esistevano ancora e se si voleva, per dirne una, chiamare la morosa senza essere “intercettati” dai genitori diventava una risorsa fondamentale.

Ha vissuto stoicamente il passaggio dai gettoni color bronzo che ci riempivano le tasche (li ricordate?) alle tessere telefoniche, sempre comunque pronta a servire il telefonista di turno.

Ti accoglieva in quell’ambiente ristretto, angusto e vetrato, che in estate si trasformava nei pochi minuti della chiamata in una serra tropicale e che in inverno ti si presentava accogliente come una spigolosa tomba di ghiaccio. Sempre lì, pronta ad aprire quelle sconnesse porte a soffietto, che immancabilmente si incastravano.

Eppure, eppure quanti nostri concittadini hanno passato tempo (tanto tempo) asserragliati dentro, con quella cornetta all’orecchio, la testa appoggiata al vetro e la mano sul disco con i numeri, aspettando una risposta, un sì, un no, un forse, un sospiro. Mentre fuori qualcuno inevitabilmente scalpitava per poter telefonare a sua volta, indicando ostentatamente con il dito sull’orologio il tempo che passa e scuotendo la testa.

Ci sono oggetti che non sono indifferenti nelle nostre vite. Oggetti che vanno oltre il loro stretto significato e segnano il passare degli anni e il mutare delle abitudini e della società. Il mutare di noi stessi. Sicuramente lo scomparire delle cabine telefoniche rientra in questo fenomeno. Erano in qualche maniera il simbolo di un’Italia più semplice, più ingenua, meno social. Rimandano ad immagini scolorite di ventenni durante la naja che chiamano a casa, di mariti che avvisano trafelati che faranno tardi, di fidanzati che si struggono d’amore, di amici che cercano amici mai raggiungibili. Altri tempi.

Meritano rimpianti? No, sicuramente, è solo il mutare inevitabile delle cose. Eppure, come tutto ciò che passa e che non torna, un attimo di noi possiamo concederlo. Come un simbolico onore delle armi.

Addio quindi cara cabina, buon riposo. E sappi custodire con la tua solita discrezione i tanti visi, le tante voci, le confidenze e gli amori, le storie allegre e anche quelle purtroppo tristi che sono passate attraverso te.