A Lugagnano nasce l’Albero delle possibilità, su cui fioriranno progetti di solidarietà e inclusione

Tra i colori e i profumi di un timido autunno che porta con sé ancora un po’ di sole e clima dell’estate, a Lugagnano fiorisce l’Albero delle Possibilità: una bellissima festa per la comunità del nostro territorio che sabato 8 ottobre ha partecipato all’inaugurazione di questo importante progetto di inclusione sociale e formazione.

L’Albero delle Possibilità è un centro che ospita associazioni e realtà del terzo settore accomunate dai principi di solidarietà, inclusione e reciprocità. Nei trecento metri quadrati della casa, gestiti dalla cooperativa sociale “I Piosi”, troveranno spazio i progetti di ANTS – Onlus per l’Autismo per supportare le famiglie con figli autistici e far conoscere e capire l’autismo; i corsi e laboratori coreografici di Diversamente in Danza per avvicinare le persone diversamente abili al linguaggio della danza e di sensibilizzare il mondo artistico al tema della disabilità; e, infine, il laboratorio di ristorazione di Food Loop, il food truck che offre un’opportunità ai Neet, ossia i giovani che non studiano e non lavorano.

Il momento di inaugurazione della Casa dell’Albero delle Possibilità è stato aperto da monsignor Giovanni Ottaviani, presidente della Fondazione Dal Corso, nonché parroco di Lugagnano, che ha sottolineato il fine ultimo del progetto, richiamando l’enciclica “Fratelli tutti” di Papa Francesco: “Il servizio è in gran parte avere cura della fragilità. Servire significa avere cura di coloro che sono fragili nelle nostre famiglie, nella nostra società, nel nostro popolo. La Casa delle Possibilità – conclude don Giovanni – è aperta a tutti”.

La parola è passata successivamente al sindaco di Sona Gianluigi Mazzi, che ha rimarcato il ruolo del volontariato come occasione importante e preziosa, in grado di “creare qualcosa che sarà comunità, aggregazione e inclusione”. Dell’amministrazione comunale è intervenuta anche l’assessore Monia Cimichella, che ha posto l’accento sulla fiducia maturata da Amedeo Dal Corso attraverso il suo lascito testamentario nel donare la proprietà di Via Capitello 13 alla fondazione che porta il suo nome con la finalità di utilizzare beni e risorse a favore delle persone in difficoltà.

Sono intervenuti anche Franca Pedrini, presidente della cooperativa “I Piosi”, il dottor Raffaele Grottola, direttore dell’ULSS 9 Scaligera e Thomas Chiaramonte, segretario di ADOA (Associazione Diocesana Opere Assistenziali), che con gioia ed entusiasmo hanno evidenziato non solo l’attenzione verso i bisogni dei più fragili, ma anche la capacità di sviluppare sinergie con il territorio. “Il sociale non è assistenza, ma l’atto di stare insieme – asserisce il dott. Grottola – e solo questo approccio migliora i servizi che offriamo”.

Le formalità istituzionali si sono poi momentaneamente interrotte e hanno lasciato spazio al toccante racconto di Francesca Valentini, che, sullo sfondo di una coreografia di cinque ballerine di Diversamente in Danza, ha descritto l’Albero come “un crocevia dove incontrarsi, trovare opportunità di crescita, di condivisione, di valorizzazione. Un luogo dove contaminarsi e sostenersi nelle difficoltà. Un albero che stende i suoi rami a chi per le strade la strada l’ha già trovata e ora vuol farla in compagnia, crescendo ancora, insieme”.

Il momento di inaugurazione si è concluso, infine, con la benedizione del sito e il taglio del nastro da parte del vescovo di Verona Domenico Pompili (nella foto in alto, accanto a Monsignor Giovanni Ottaviani e al sindaco Gianluigi Mazzi nel momento del taglio del nastro), per la prima volta ospite nel nostro Comune. “L’uomo vive nella possibilità, è un eterno incompiuto – afferma il vescovo Pompili –, ma tutto ciò che per noi è un limite diventa lo slancio per superare noi stessi. Ecco che la Casa dell’Albero delle Possibilità diviene la scoperta della dimensione della nostra incompiutezza, ma allo stesso tempo rappresenta un’occasione per dilatare il nostro orizzonte. L’uomo spirituale, infatti, non si lascia definire dai limiti o dal presente – conclude il vescovo di Verona –, ma sa di andare oltre. Perché lo slancio è come ci ha fatti Dio”.

La giornata di festa è poi terminata al centro parrocchiale di Lugagnano, dopo l’innovativo e bellissimo spettacolo teatrale e coreutico “I cinque Malfatti” di Diversamente in Danza, seguito da un momento conviviale fornito da Food Loop.

Qui di seguito il video del momento del racconto di Francesca Valentini e la coreografia di Diversamente in Danza.

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, scrive per il Baco dal 2013. Con l'impronta del liceo classico e due lauree in economia, ora lavora con numeri e bilanci presso una società di revisione. Nel (poco) tempo libero segue con passione la politica e la finanza e non manca al suo inderogabile appuntamento con i nuovi film al cinema (almeno) due volte a settimana. E' giornalista pubblicista iscritto all'ordine dei giornalisti del Veneto.