“A cavallo tra le stelle”: Un maneggio inclusivo e senza barriere a Balconi di Pescantina

Mi trovo a Balconi di Pescantina per visitare un maneggio molto speciale: “A Cavallo tra le Stelle”. La struttura gode di ampi spazi in mezzo al verde e dista una decina di minuti dal centro di Verona. Non è soltanto un maneggio, ma un’associazione che si occupa di interventi assistiti con i cavalli, rivolti principalmente all’età evolutiva, bambini e ragazzi nello spettro autistico, iperattività ADHD e sindrome di down.

Incontro la dottoressa Maria Grazia Lonardi assieme al marito dottor Vincenzo Buson, fondatori dell’associazione dal 2014. Entrambi i coniugi hanno conseguito il medesimo percorso universitario: laurea in Scienze Sociali indirizzo Psicologia Sociale, educatori professionali Socio-Pedagogici, laurea in Psicologia Comportamentale e Cognitiva applicata, Master in Pedagogia Speciale disabilità Sensoriali e multifunzionali (Spettro Autistico e ADHD) Istruttori Equestri federati al CONI.

Chiedo a Maria Grazia di parlarmi di come è nata l’idea di questo maneggio e del lavoro che svolgono a tempo pieno con i ragazzi e con la loro equipe. La dottoressa nasce e cresce a Lugagnano, si trasferisce con il marito in Valpolicella dove cambiano radicalmente la loro vita. “Prima avevamo un’azienda che si occupava di cosmetici, ma la grande passione per i cavalli e i brevetti d’equitazione che già possedevamo, assieme all’amore per i bambini, ci hanno spinti a creare una struttura che mancava, dedicata all’età evolutiva. La parola chiave nel nostro centro è ‘inclusione’. Lavoriamo con bambini con disabilità, con disturbi del neuro sviluppo, ma anche con bambini normodotati che collaborano insieme facendo in modo che le differenze vengano appiattite grazie anche alla mediazione del cavallo. Favorendo l’inclusività. I cavalli hanno la possibilità di aiutare i nostri ragazzi non solo per quello che riguarda il movimento, ma mette in moto dei muscoli che normalmente non usiamo. Favorisce l’equilibrio dal punto di vista della psicomotricità non solo quella della relazione e soprattutto l’autostima, perché vedere un bambino o un ragazzo che è in grado di condurre un cavallo di fargli fare degli esercizi favorendo la lateralità, la destra e la sinistra, fermarlo e partire è una crescita personale molto importante. Quello che vogliamo insegnare sono delle abilità che possono essere poi utili tutti i giorni. Insegnare a chiudere un sottopancia al cavallo equivale a mettersi una cintura a chiudere i pantaloni o ad allacciarsi le scarpe da soli”.

Prosegue Vincenzo: “Abbiamo messo insieme quella che è la passione per i cavalli con la nostra formazione in ambito psicologico, sociale e pedagogico e, visto che dal 2015 il Ministero della Salute ci ha dato la possibilità e l’opportunità definendo le linee guide in accordo con le regioni, abbiamo fatto una scelta di vita: quella di dedicarci totalmente sia dal punto di vista educativo che psicologico e terapeutico nei confronti appunto della disabilità. In primis quindi nei confronti dei bambini, ragazzi e famiglie”.

La struttura ottiene dall’USL 9 Scaligera il 25 marzo 2019 il nullaosta come Centro per gli Interventi Assistiti con il cavallo. E’ l’unico centro ad esserne in possesso a Verona?
Siamo l’unico centro che ha l’autorizzazione dell’USL per quanto riguarda gli interventi assistiti con gli animali ad essere operativi sul cavallo, ci sono altri centri che lavorano con la Pet Therapy ed utilizzano altri animali che sono ammessi dalle linee guida. Di fatto quindi siamo l’unico centro che svolge attività di tipo terapeutico avendo un’autorizzazione, che ci consente di avere dei rapporti con le neuropsichiatrie locali e di confrontarci sui risultati.

Il vostro staff da quante persone è formato?
Siamo un’equipe di sei professionisti qualificati: psicologi, psicoterapeuti, neuro psicomotricista, fisioterapista e, naturalmente, una veterinaria che ha la competenza sul comportamento animale. Sono tutte figure multidisciplinari fondamentali per completare il quadro necessario come definito dalle linee guida. Dobbiamo alzare i livelli di questi centri e qualificarli il più possibile, per evitare che le attività per agevolare bambini e ragazzi con problemi comportamentali e/o relazionali vengano seguite da personale senza le giuste competenze rischiando di fare danni. Quando si lavora con un bambino serve un referente di intervento che si occupi solamente del bambino o ragazzo e serve un conduttore del cavallo che riesca a capire i segnali di stress dell’animale. Ci deve essere sempre una comunicazione non verbale. Si lavora sempre su un progetto che viene presentato sia alla famiglia che alla neuropsichiatria e vengono fatte delle relazioni dopo una decina di interventi. Il lavoro è molto monitorato. Non è solamente il semplice giretto a cavallo come tanti pensano, anche se solo quello per alcuni ragazzi è di grande aiuto.

Sono visibili alle famiglie i risultati?
Lo sono, e noi siamo molto gratificati dai genitori, perché anche a casa vedono questi miglioramenti ce li descrivono e li riportano nella vita quotidiana, per noi è una soddisfazione.

Quanto tempo dedicate al maneggio?
Siamo qui a tempo pieno dal lunedì al sabato e spesso anche la domenica. Per noi questo è il nostro mondo. E’ un lavoro impegnativo perché non si esaurisce con le attività, ma bisogna fare i progetti, studiare le diagnosi, confrontarci con i vari professionisti.

Quanti cavalli avete? da dove provengono e chi li sceglie?
Abbiamo 12 cavalli. Qualcuno era già nostro, perciò con noi da parecchio tempo, ci riconosce e abbiamo una relazione veramente molto forte. Gli altri sono cavalli che vengono preparati proprio per fare questo lavoro. Li scegliamo noi con il nostro veterinario. Devono essere cavalli pazienti, molto empatici, cavalli con i quali bisogna entrare in relazione con il respiro o con un movimento del corpo e capiscono quello che noi vogliamo. Una cosa molto importante: i cavalli che vengono nel nostro centro rimangono qui per tutta la vita. Non sono cavalli destinati all’alimentazione, non sono DPA (destinati alla produzione alimentare, NdR) sono animali d’affezione a tutti gli effetti e stiamo cercando di lottare anche a livelli più alti perché in Italia passi questo concetto. Dobbiamo trasmettere ai ragazzi una chiara percezione sia di accudimento nei confronti dell’animale che di amore per tutto quello che ci dà. E’ impensabile che dopo aver lavorato con noi tutta una vita o provenendo da altri maneggi dove hanno avuto una vita più complicata il loro destino venga lasciato senza sicurezza. Qui, ad esempio, abbiamo Quincy un cavallo famoso in Valpolicella per i suoi precedenti sportivi, lui ha 31 anni, è in perfetta forma ed è trattato come un Re. Esce ogni tanto con i bambini per farsi spazzolare, è il più coccolato di tutti. I cavalli che si trovano qui non vengono solamente utilizzati per interventi assistiti, fanno anche delle lezioni normali di trotto e galoppo, anche loro come cavalli hanno bisogno di muoversi facendo delle attività più dinamiche di divertirsi e di correre.

Organizzate delle attività durante l’anno?
Abbiamo un centro estivo che dura tutta l’estate e organizziamo delle attività anche a Natale, Pasqua durante la chiusura delle scuole e a Carnevale. Facciamo tutto quello che serve per intrattenere i bambini e farli divertire. La nostra più grande gioia è vedere che i nostri ragazzi per così dire “normodotati” sono quelli più attenti ad aiutare chi è in difficoltà. Il centro si occupa di 80 ragazzi certificati e 50 non certificati. Per noi il messaggio importante che deve passare è l’inclusività. Siamo aperti a tutti quanti.

Come riuscite a mantenere economicamente il maneggio?
I fondi sono sempre una nota dolente. Noi lavoriamo nell’ambito della disabilità e in questo ambito i costi che le famiglie devono sostenere sono sempre molto importanti e nel momento in cui aggiungiamo anche un’attività di questo genere che è una co-terapia è un costo ulteriore, quindi è evidente che ci appelliamo sempre alle istituzioni, ai Comuni per quanto possibile, che possono in qualche modo supportare le famiglie che ne hanno necessità. Con alcuni Comuni lavoriamo molto bene, per fortuna alcuni sono molto sensibili, finanziano dei progetti proprio dedicati a dei ragazzi in difficoltà. Però la maggior parte è tutta a carico delle famiglie. Ed è per questo che noi siamo appunto un maneggio sociale e abbiamo cercato di contenere i costi al minimo. La convenzione con l’università è importante, ma più che altro per una valenza scientifica che può dare al nostro lavoro. Questo è un lavoro che spesso è poco conosciuto, soprattutto da psichiatri e neuropsichiatri nell’ambito della medicina. Si pensa sempre all’ambiente medicalizzato. Ecco che una struttura come questa è importante perché i bambini vivono condizioni di attività educative terapeutiche in un contesto non medicalizzato. Naturalmente con i bambini e con i ragazzi non si parla mai di attività terapeutiche, pur essendo una finalità. Le convenzioni che abbiamo con l’università di Verona, Padova e lo IULM di Venezia e l’Unifortunato di Benevento ci consentono di lavorare con colleghi nel sud Italia e in altre regioni, riusciamo così ad essere collegati in progetti comuni per poterci confrontare sulla validità del lavoro che facciamo per condividere progetti ma soprattutto risultati.

Abbiamo così terminato la nostra intervista. Andiamo a visitare il maneggio e tutti i recinti coperti e non, dove spaziano le varie attività, i giochi e gli insegnamenti. I coniugi mi fanno conoscere la loro simpatica equipe e alcuni degli splendidi ragazzi che si trovano in quel momento alle prese con le loro attività. Mi portano a conoscere i cavalli e i loro pony che sono una fonte di divertimento. Ho avuto l’onore di salire a cavallo e provare alcune sessioni che i dottori usano durante le loro terapie, compreso gli esercizi di equilibrio sulla cavallina di legno per il volteggio.

Ho passato insieme a loro tre ore bellissime. La dottoressa Maria Grazia Lonardi e il dottor Vincenzo Buson oltre ad essere persone molto preparate possiedono una sensibilità ed una dolcezza che si rispecchia nei ragazzi e nei genitori che frequentano il centro. Posso dire con certezza che “A Cavallo tra le Stelle” si respira davvero serenità e inclusione. Grazie per la fantastica esperienza.

Le foto del servizio sono di Davide Rudari.

Lorella Zanini
Nata nel 1975 residente da sempre a Lugagnano, ultima figlia di una famiglia “rumorosa” composta da 5 fratelli, forse per questo mi trovo a mio agio dove c’è compagnia e allegria. Assistente e segretaria in uno studio odontoiatrico da oltre 25 anni. Amo tutti gli animali e detesto chi li maltratta. Adoro leggere, ascoltare musica e andare ai concerti. Sono dinamica e mi piace provare ogni genere di sport, dal paracadutismo allo yoga che pratico da anni. Ho un debole per le persone che si mettono in discussione.