8 marzo, in tribunale con Ravachol: non basta punire, bisogna spezzare le cause

E’ il 1892. Un uomo si trova in un tribunale francese, accusato di essere il fautore di molteplici attentati dinamitardi di matrice anarchica. Quell’uomo è François Koenigstein, noto alla polizia e all’opinione pubblica con il nome di Ravachol. Durante il suo processo, François pronuncia una frase: “Ebbene, signori, non vi sono criminali da giudicare ma le cause del crimine da distruggere”.

Ovvero: cari giudici, potete mandare alla ghigliottina tutti gli anarchici che volete, ma finché la società resterà divisa tra padroni che dominano e servi sfruttati, non cambierà assolutamente nulla.

Perché l’otto marzo è sì la giornata per i diritti della donna, in cui si ricordano le dure battaglie che esse hanno dovuto combattere (dalle suffragette di Emmeline Pankhurst a Rosa Parks) per ottenere la parità di trattamento con gli uomini, seppur in molti casi essi ne abbiano ancora molti non concessi alla controparte femminile. Ma soprattutto in questa giornata si ricordano spesso le numerose violenze, abusi, vessazioni che sono costrette a subire, spesso in silenzio, con la paura di parlare ad alta voce, di denunciare. Per questo la frase di Ravachol calza a pennello in questa giornata.

In questi anni ho sentito parlare di pene gravissime per chi commette questi crimini, come la pena di morte o la castrazione chimica (e in alcuni casi anche quella manuale). Ed è ovviamente giusto punire i colpevoli, ma non dobbiamo dimenticarci che lo scopo principale del carcere è quello di riabilitare il cittadino al fine che possa rientrare in società dopo aver scontato la pena. E per prevenire questi crimini la soluzione non è pene sempre più severe al fine di scoraggiare la violenza, ma l’educazione.

Insegnare fin dalla più tenera età il rispetto verso le donne, compiendo un lungo percorso di educazione in famiglia e a scuola, in quest’ultima introducendo finalmente un programma serio di educazione sessuale, che non insegna soltanto cosa sono gli organi genitali o cos’è e quando viene il ciclo mestruale, ma anche che in un rapporto ci sono dei limiti segnati da dei NO. E che una volta detti, quei NO devono essere rispettati.

Questo è un insegnamento che andrebbe intrapreso in tutte le associazioni giovanili: nelle squadre sportive, nei circoli parrocchiali, negli scout. Quante storie sentiamo ogni giorno di giovani ragazzi e ragazze abusati, e che non hanno il coraggio di parlarne, in primis perché non hanno idea di cosa abbiano subito.

In conclusione a questo articolo, mi permetto di citare un altro grande anarchico francese, il cantautore George Brassens: “La sola rivoluzione possibile è cercare di migliorare se stessi, sperando che gli altri facciano lo stesso percorso”.

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Francesco Valle
Teatrante amatorialissimo, appassionato di cantautorato ed eterno ricercatore di passione in un mondo cinico che ha perso il piacere nel vedere il colore delle cose.