8 marzo, il fiore e la lotta: la mimosa come memoria delle conquiste delle donne

È ormai risaputo che la mimosa, per via del suo costo non molto elevato e per la sua fioritura che cade proprio tra febbraio e marzo, è diventata simbolo della giornata dell’8 marzo. Questa data ha molta importanza, poiché è dedicata al ricordo di tutte le conquiste ottenute dal genere femminile.

Per diverso tempo si è pensato che questa giornata fosse stata istituita in seguito ad un incendio avvenuto a New York, nel quale morirono diverse operaie donne, in numero nettamente maggiore rispetto agli uomini. L’origine che, invece, venne data in seguito riguarda l’importanza e l’impatto che ha avuto la rivendicazione dei diritti delle donne.

È stata celebrata per diversi anni in date differenti nei vari paesi. Negli Stati Uniti, primo Paese ad averla istituita, si era scelta l’ultima domenica del mese di febbraio. La data più diffusa era l’8 marzo, dalla Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste nel 1921. Ciò accadde anche in Italia in cui si decise di celebrarla solo nel 1944 a Roma, con l’Unione Donne Italiane. Durante questa giornata è giusto valorizzare le conquiste principali che le donne hanno conseguito e raggiunto, per dare maggiore rilievo alla forza che hanno dovuto avere.

A partire dal 1946, in Italia, il diritto di voto è stato esteso al genere femminile e, da questo punto in avanti, le donne rivendicheranno in modo sempre più elevato i loro diritti. Si imbatterono prima nell’ambito del lavoro, quando si capì che l’indipendenza economica era un punto fondamentale per il raggiungimento di una propria autonomia. Con il fine di realizzare sé stesse, senza dipendere da un’altra persona, ma contando solo su sé stesse, comprendendo che ciò non è un’idea irrealizzabile ed irrazionale come invece si pensava. Successivamente le donne iniziarono ad essere tutelate grazie all’introduzione del divieto di licenziamento imposto al datore di lavoro durante la gravidanza della donna.

La percentuale di figure femminili presenti nelle università e nel mondo del lavoro aumenta sempre di più negli anni, per facoltà e settori scientifici, ma anche in professioni che prevedono una certa forza fisica, come quella militare, da sempre considerata ambito “maschile”. Iniziarono, poi, ad essere tutelate anche per quanto riguarda l’ambiente familiare tramite norme che prevedono la parità tra i due coniugi. Con le leggi sul divorzio, in cui le donne acquisirono la facoltà di poter interrompere il matrimonio, e con le norme sull’aborto, per avere libera scelta sulla propria gravidanza.

Le donne si sono battute per rivendicare i propri diritti con manifestazioni e lotte, fino ad acquisire tanto di quello che spetta loro. Ad oggi tutto ciò a volte viene dato per scontato, senza attribuire il giusto peso al lavoro svolto in passato per godere delle libertà che viviamo quotidianamente. Inoltre, l’idea di un mondo perfetto, in cui tutto è garantito, ci distacca dalla realtà e ci fa dimenticare di quanto noi, qui, possiamo ritenerci fortunati ad aver già conquistato tutte queste possibilità, che in molti Paesi, purtroppo, non sono ancora state raggiunte e di cui le cittadine vengono private.

Sicuramente, con l’evoluzione della società e del mondo, negli anni serviranno ulteriori e necessari cambiamenti e nuove integrazioni ai diritti che ci vengono già riconosciuti e difesi ma che non sono ancora assolutamente sufficienti. Non per questo bisogna scordare che nella storia dell’emancipazione abbiamo raggiunto, con fatica e lottando, grandi conquiste. Che devono essere valorizzate nel modo corretto, soprattutto in questa giornata.

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