30 ottobre 1932: come oggi a Sona si festeggiava il decennale della Rivoluzione Fascista

Dopo una notte di affannati incontri e discussioni fra alte cariche dello Stato e dell’Esercito, nel primissimo mattino del 28 ottobre del 1922 il Governo Facta II decise lo Stato d’assedio, avendo preso atto che alcune migliaia di attivisti fascisti si erano radunati da Perugia a Napoli con mezzi ed armamenti occasionali pronti a partire per occupare Roma.

L’Esercito fu inviato a bloccare ogni accesso alla Capitale e le linee ferroviarie furono interrotte. Il Re non firmò il Decreto del Governo, che quindi decadde, invitò Mussolini a Roma e gli affidò l’incarico di formare un nuovo Governo. Era iniziato il Ventennio Fascista.

La Marcia su Roma, che in effetti fu solamente minacciata, verrà celebrata negli anni come il prologo della “Rivoluzione Fascista” e il suo anniversario divenne il punto di riferimento per il conto degli anni secondo “l’Era Fascista”.

Il 30 ottobre 1932 – come oggi – il Podestà di Sona, Tonelato Luigi, organizzò una imponente celebrazione per il “Primo Decennale della Rivoluzione“. L’organizzazione dei festeggiamenti fu accurata e valorizzata con l’inaugurazione di opere pubbliche, il cui merito venne assegnato all’attività del Partito.

Si stamparono cinquanta manifesti, si impegnò, fatto non consueto, un fotografo per immortalare la cerimonia, furono posti fiori ed archi verdi al monumento dei Caduti del capoluogo, sugli alberi del parco della Rimembranza e su quelli del Municipio le bandiere tricolori fecero bella mostra su tutte le finestre della piazza e delle vie adiacenti. Rigido il protocollo per l’ordine della sfilata del corteo: Banda Musicale, Ghirlanda, Bambini dell’Asilo, Piccole Italiane, Balilla, Avanguardisti, Fascio Giovanile, Milizia, Premilitari, Associazioni Combattenti, bandiera del Comune, Sindacato e Società.

Il corteo sfilò partendo dal vecchio Municipio, attuale trattoria il Bagolo, dirigendosi per via Franzadora (ora via Guglielmo Marconi), Gesuiti, Piazza della Vittoria.

Il manifesto che annunciava i festeggiamenti per il decennale della rivoluzione fascista. Sopra la piazza di Sona
Il manifesto che annunciava i festeggiamenti per il decennale della rivoluzione fascista. Sopra foto storica della piazza di Sona

Gli esercizi pubblici dovettero chiudere dalle ore 15,30, inizio della manifestazione, fino al suo termine.

I portabandiera furono così designati: per la frazione di San Giorgio in Salici Principe Giuseppe Fiamma Fascio e per il Capoluogo Carletti Giacinto con Gagliardetto, Totola per il Sindacato, Carcereri per l’Agricoltura. Le frazioni di Lugagnano, Palazzolo, Sona erano presenti con la Fiamma Fascio.

Numerosi gli inviti, quasi 100: Prefetto, Parlamentari, Amministrazione provinciale, Sindaci, Comandanti Militari, Forze dell’Ordine, Amministrazione Scolastica Provinciale.

Rigido e predefinito fu anche l’ordine degli interventi e dei pezzi musicali che dovevano essere suonati: Ricevimento Autorità con musica “Giovinezza”, inaugurazione della nuova sede comunale con benedizione da parte del Parroco e taglio del nastro con musica “Marcia reale”, discorso del Podestà con musica “Scaligera”, (inno della XL^ Legione della Milizia), discorso del Segretario Politico con musica “Giovinezza” (di nuovo), discorso Parolini con musica “Piave”, Canto dei Fanciulli e, per finire, nuovamente “Scaligera”.

Seguì la visita alla casa del Fascio, con distribuzione delle tessere e trasferimento al campo sportivo ove si tennero, con servizio di buffet, gare di vario genere come salto in alto, corsa podistica sui 1000 metri (“aperta ad Avanguardisti e Gioventù fascista”) ed inoltre tiro della fune e gare di tamburello e di pallone elastico. L’iscrizione alle gare era gratuita, i premi ai vincitori erano di L.70 per le gare di atletica e L.40 per le altre.

Un appunto scritto a mano, probabilmente segnato ad uso del Podestà per il discorso, segnalava che il nuovo Municipio era costato L. 140.000, il campo di calcio L. 2.000 e l’allargamento del Cimitero del capoluogo L. 18.000 (la casa ove era stata posta la sede del Fascio era di proprietà comunale) per un totale di L. 160.000 pari ad 190mila euro ai nostri giorni.

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