25 aprile 1945, una tragedia a Sona: Un attacco aereo a soldati tedeschi causa la morte di Maria Castioni

Il 25 aprile è una ricorrenza che viene ogni anno festeggiata da tutti gli italiani, in ricordo della liberazione dai nazifascisti che avvenne in quel giorno del 1945.

In realtà, a Sona capoluogo nella stessa data si verificò una delle più tristi tragedie della sua storia. Durante un’incursione aerea, infatti, avvenuta proprio sul centro abitato, ci fu una vittima tra la popolazione civile. Raccontiamo il fatto nei dettagli.

Maria Castioni, di 57 anni, abitava in via Roma, e quel giorno stava accudendo alle faccende domestiche. Un giorno come gli altri, si sarebbe detto, a parte una certa trepidazione in giro per l’attesa della fine della guerra.

Era una tenera nonna, in braccio teneva la nipotina di un anno d’età, Celina Giardini, al suo fianco la sorellina di questa, Luciana, di cinque anni (nella foto sopra, Maria e Luciana insieme, qualche tempo prima dei fatti che stiamo raccontando). Un quadretto di intimità familiare che in pochi minuti sarebbe stato sconvolto da una serie di tragiche fatalità che si stavano accavallando al di fuori di quella tranquilla abitazione.

Una corriera di soldati tedeschi stava transitando per via Roma e, alla vista di una pompa dell’acqua (nella foto sotto, come appare oggi, dopo il restauro di alcuni anni fa), si fermò, forse perché alcuni avevano sete, forse per mettere acqua nel radiatore.

Non è chiaro per quale motivo quell’automezzo  passasse per il centro di Sona; probabilmente si trattava di militari in fuga precipitosa, che avevano scelto una strada secondaria – anziché la Statale 11 –  per sfuggire ai mitragliamenti, si parlò anche di trasporto di denaro. Qualunque fosse il motivo, non potevano fare una scelta più sbagliata!

Un cacciabombardiere inglese, infatti, li avvistò: non si sa se passasse di lì per caso o fosse stato informato della presenza del nemico in quel luogo. Dall’aereo partirono delle mitragliate micidiali, che incendiarono la corriera.

Purtroppo, un proiettile penetrò nella finestra di una casa lì vicino, quella di Maria Castioni, che fu colpita all’inguine. La povera donna morì dissanguata in poco tempo. Fu un vero miracolo che le due bambine fossero rimaste illese!

Ricordiamo, allora, la tragedia di Maria Castioni, che fu una della vittime civili della seconda guerra mondiale nel Comune di Sona. Un evento luttuoso che ci fa riflettere sulla crudeltà di quel conflitto, che fu causa di morte non solo  per i soldati al fronte, ma anche per tanti semplici cittadini inermi.

Fra coloro che accorsero alla notizia dell’uccisione di Maria Castioni, c’era anche un bambino, Carlo Antonio Modena, che oggi vive a Perugia; divenuto anziano, egli scrisse un libro di ricordi d’infanzia sul tempo in cui abitava a Sona (edito on line dal Baco nella sezione “Pubblicazioni” di questo sito), e da quelle pagine riportiamo una poesia i cui versi ci fanno comprendere come tutta la popolazione del paese rimase scossa di fronte a quel lutto che rese amara la fine della  guerra.

I tedeschi?… Bei che scapè via
quando par destino una coriera
se ferma dove gh’è la farmacia.
A contarla, no la par gnanca vera.
Un soldà che tira l’acqua al siòn
a l’ultimo giorno de ‘sta sporca guera.
E la gente tuta in confusion
par un caccia che in meso ala strada
mitragliava sensa compassion.
La Maria, sentada sò e spaentada
tegneva sui senoci la Celina
e l‘è restà copà… dissanguada.
Ma el so Angelo Custode stamatina
erelo andà via lontan da Sona?
A Lugagnan opure a Pescantina?
La nona… l’è morta lì in poltrona,
che desgrassia, Signore, che spegasso!
E tuti i core a vedar… Pora nona
sentada sò con la neoda in brasso.
L’unico luto a Sona par la guera,
morta in poltrona e no sul materasso.