2024: Alla ricerca di semplicità e uova fresche

È tornato quel periodo dell’anno in cui Mario (direttore de “Il Baco da Seta”), inaspettato e preciso, mi chiede quello che continuo a pensare di non saper fare, ma che alla fine faccio lo stesso: un editoriale per il Baco. Ma questa volta non mi ha chiesto di occuparmi di un editoriale qualsiasi, no no. Devo scrivere una riflessione per il 2024. Poche responsabilità, insomma.

La prima cosa che cerco di delineare è il tema su cui voglio porre l’attenzione in questo articolo: magari potrei parlare dei buoni propositi per il 2024? No, troppo banale. Forse allora potrei scrivere di un argomento che non c’entra nulla con Capodanno, ad esempio facendo una riflessione sulla continua e inesorabile scomparsa delle lucciole nelle nostre campagne. No, forse è troppo fuori luogo.

Sapete allora che c’è? Che mo’ vi racconto i fatti miei: ovvero, ciò che desidero io per l’anno nuovo. E cosa può essere? Una maggiore stabilità economica? Una carriera professionale di successo? Un fidanzato, con cui magari creare una famiglia? Ma no: per il 2024 il mio desiderio è prendere due galline.

Voglio provare l’impagabile sensazione di alzarmi la mattina e, prima ancora di bere il caffè, uscire a raccogliere le uova fresche e spargere il becchime per questi meravigliosi volatili. Desidero un ritorno alla natura e alla semplicità che la mia generazione, cresciuta davanti ad uno schermo, non ha mai sperimentato.

“Ma perché volere proprio due galline? Con tutto quello che una persona può desiderare!”. Mi sono ritrovata a capire che, alle volte, la fonte della mia infelicità deriva proprio dalla sensazione di avere tutto, anzi troppo. Non solo: provo ansia all’idea di dover mantenere in piedi la vita che mi sono costruita, sentendomi comunque socialmente costretta a cercare di avere sempre di più.

Eppure, riflettendoci, cosa mi manca (a parte qualche zero in più sul conto in banca)? La risposta è che non mi manca praticamente nulla. Ecco che allora comincio a pensare che forse potrei smettere di aggiungere ma cominciare a togliere o, meglio, semplificare. Forse proprio in questo modo potrei sentirmi più appagata, serena, rilassata e quindi, in poche parole, felice.

Credo che questo possa essere un bell’esercizio di riflessione, un po’ controcorrente, che non solo aiuta indirettamente a renderci conto di quanto già possediamo, ma può aprirci ad avere un approccio diverso rispetto alle nostre idee per il raggiungimento della felicità. Concludo quindi l’articolo con un doveroso, ma non scontato, stimolo di riflessione: Tu che leggi, cosa vorresti… togliere in questo nuovo anno?

Agnese Bonetti
Credo che ognuno di noi dovrebbe muoversi attivamente per creare il mondo a cui aspira, facendo un passo dopo l'altro. Questo desiderio per me si è concretizzato con la possibilità di dare nuova vita alla Biblioteca di Sona, facendone un luogo di contaminazione e arricchimento culturale, creando uno spazio di aggregazione per i giovani. Da qualche mese ho anche la fantastica opportunità di lavorare come libera professionista nell’ambito della comunicazione e della grafica, collaborando con realtà come Lino's & Co., 311 Verona e, ovviamente, Il Baco. Sono una sangiorgiana, nata il 13 ottobre 1992.