100 donazioni a San Giorgio

È con grande entusiasmo e commozione che voglio complimentarmi con mio padre, Spinelli Pierino, di una famiglia con già altri quattro donatori, per aver varcato la soglia della centesima donazione di sangue. Raggiungere un traguardo così importante suscita dentro di sé un orgoglio che è dato sia dalla soddisfazione personale che dalla certezza di aver salvato molte vite dalla malattia e dalla morte. Una soddisfazione vera e propria anche perché frutto di un impegno conseguito fin da giovane con buona volontà.

 

Mio padre infatti ha iniziato la sua ‘carriera’ di donatore quando aveva 24 anni e i centri trasfusionali non erano ancora in funzione. Allora le donazioni venivano effettuate solo ogni tre o quattro mesi, quando i medici disponibili si presentavano a San Giorgio in Salici per effettuare le trasfusioni nelle aule parrocchiali.

 

A questo proposito colgo l’occasione di ricordare che la FIDAS è nata nel 1997, attraverso l’unione di tre altri gruppi di volontariato veronesi: il Gruppo Francescano dal 1952, il Gruppo Samaritano dal 1955 e il Gruppo San Camillo dal 1962, del quale mio padre precedentemente faceva parte.

 

Le attività principali di questa associazione sono rivolte soprattutto ai giovani, nel tentativo di trasmettere loro un messaggio di solidarietà umana finalizzata alla donazione del sangue, alla promozione e alla propaganda dell’aiuto verso chi ne ha bisogno e, soprattutto, per garantire in questi termini l’autosufficienza di tutti gli ospedali.

 

Per queste e per molte altre ragioni, di non secondaria importanza, la FIDAS rappresenta una corporazione di volontariato sempre attiva. Per far parte di questo gruppo e intraprendere così la propria strada nella donazione occorrono impegno e diligenza, ma soprattutto convinzione e disponibilità per il prossimo. Deve essere un gesto partito dal cuore, senza il desiderio di una qualsiasi ricompensa che non sia interiore. Non è fare per avere è fare per essere.