100 anni di Gianni Rodari: Verona (e la filatelia) in festa

Il 23 ottobre 1920 nasceva il grande Gianni Rodari, e quest’anno se ne festeggia il centenario.

Un evento culturale sentito lungo tutta la Penisola, a partire dai luoghi a lui più cari – Omegna che gli diede i natali, Milano dove studiò, Roma dove lavorò e divenne attivo anche politicamente, Torino dove aveva sede Einaudi Editore che ne pubblicava i libri – fino… alla nostra Verona.

Nonostante – e anzi, nel pieno rispetto – delle restrizioni dovute alla emergenza sanitaria, la Biblioteca Civica ha allestito la mostra “Un Rodari a Verona”, prorogata in via straordinaria fino al 14 novembre. La sezione Ragazzi, colorato e fornitissimo punto di riferimento per bambini e giovani che la frequentano con interesse, si arricchisce dei testi che è possibile prendere in prestito per approfondire un autore che sembra riservare una sorpresa a ogni lettura.

In particolare, in emeroteca si può seguire un percorso bibliografico che guida il visitatore tra le pubblicazioni di uno scrittore senza tempo, che i “grandi” conoscono da sempre e i “piccoli” (ri)scoprono con curiosità.

Pochi sanno che la nostra città fa da sfondo a tre suoi racconti, “Il conte di Stallavena”, “La sposa faraona”, “Il geometrico geometra di Borgo Venezia”.

Fu il primo italiano a essere insignito del Premio “Andersen”, equivalente al Premio Nobel della Letteratura per l’infanzia. Raccolte come “Il libro degli errori”, “Favole al telefono”, “Il libro dei perché” o veri e propri romanzi come “La freccia azzurra”, “La gondola fantasma”, “Le avventure di cipollino”, da decenni utilizzati nelle scuole primarie per la loro valenza anche pedagogica, sono in grado di risvegliare in ciascuno di noi testimonianze dolcissime, sopite nella memoria in cui si custodiscono le cose care, quando ci si poteva raggomitolare in una fiaba o in una filastrocca come in una coperta calda e rassicurante.

Il francobollo commemorativo emesso da Poste Italiane.

Questa, la forza forse ineguagliabile di Rodari, garantire l’immortalità alle righe di una scrittura semplice ma mai banale, accessibile ma non scontata, difficilmente imitabile col medesimo risultato che è evocativo e permanente nel lettore di ogni età.

E questo, il senso di un tributo così corale per il centenario: ovunque si sono succedute mostre, letture pubbliche ed eventi interessanti e partecipati, in presenza e a distanza, con un entusiasmo genuino che nemmeno il periodo storico che stiamo vivendo ha potuto smorzare. Ovunque si è respirata la gratitudine del singolo, che ha potuto condividere – e ritrovare, e rivivere – con la moltitudine ricordi personali e affettuosi.

Non è mancato l’omaggio filatelico di Poste Italiane: è stato emesso un francobollo di tariffa base, raffigurante un disegno firmato dallo stesso Rodari, poi divenuto il simbolo della biblioteca della sua Omegna. Stilizzato ed essenziale, vede un bimbo dall’espressione allegra tenere in mano un palloncino, sinonimo di spensierata leggerezza: la stessa che ha saputo regalare a migliaia di lettori con le sue storie.

La Scheda

La Mostra: “Un Rodari a Verona”, presso la Biblioteca Civica di Verona.