Tra cavalli abbandonati e coltelli in strada. La “movida” a Sona negli anni 30 del secolo scorso

Con il sopraggiungere dell’estate i giornali tradizionalmente si riempiono anche di notizie curiose, perché forse i giornalisti si concedono un periodo di riposo e i lettori cercano argomenti meno complessi. Quest’anno sembra però che il problema “leggero”, scelto dai giornalisti, siano soprattutto le “movide” nelle grandi città, con discussioni accese sui rumori molesti in orario notturno e sulla maleducazione giovanile.

Ciò che sorprende leggendo sull’argomento è che, sempre di più, i Sindaci sembra stiano trasformandosi in “sceriffi”, con atteggiamenti e comportamenti che non sono né nella tradizione, né nelle reali competenze degli stessi.

E’ pur vero che “il loro potere di ordinanza” non ha, sulla carta, limiti ma sorprende vedere che con l’uso di tale potere spesso fanno concorrenza ai Questori ed ai Marescialli dei Carabinieri.

Non intendiamo in questa sede aprire un dibattito per capire le ragioni di tali cambiamento, ma partendo da questa considerazione abbiamo cercato, all’interno delle ricerche storiche che siamo portando avanti per la pubblicazione del terzo volume storico su Sona del Baco “Il Ventennio Fascista ed il ritorno alla Democrazia”, che uscirà a breve, cosa succedeva in questo campo negli anni passati. E le sorprese non mancano.

Nel periodo anteguerra l’attività di controllo del territorio da parte del Comune è stata sempre importante, anche se in effetti per questioni di modesta entità e per infrazioni che ai nostri giorni appaiono irrisorie. Le contravvenzioni non si lesinavano e raramente venivano appellate. Forniamo alcune notizia di infrazioni relative all’ordine pubblico nel periodo, con verbalizzazioni assai originali.

Nel 1935 fu curioso l’intervento dell’Usciere Castioni, che elevò contravvenzione ad una persona che “ha abbandonato il proprio cavallo nella via principale di Lugagnano davanti alla salumeria di Mazzi Luigi, detto Giure, lasciandolo slegato e scoperto per un’ora, (dalle ore 16 alle 17) e per di più faceva vento e nevicava sino che la povera bestia impaziente si mosse facendo un semi giro attraverso alla via. Il sottoscritto ha dovuto recarsi nell’osteria di Mazzi Carlo, detto Patina, per avvisare il sig. Zampini Angelo all’attenzione del proprio animale avvertendolo che è in contravvenzione”. Il verbale, indirizzato al Podestà, chiudeva con “Fascisticamente la riverisco”.

Sempre lo stesso Stradino, in altra occasione sanzionò una signora emettendo una verbalizzazione assai articolata “perché il giorno 2.3 alle ore 15 dopo tutto il lavoro del sottoscritto di mettere tutta la possibilità per la pulizia della frazione di Lugagnano si è permessa di versare una grossa brenta di acqua sporca lungo la Via di Mezzo. Questa non è la prima volta, avvisata più volte sempre negava, lei non era stata, questa volta ho potuto giustificare personalmente il fatto. Il sottoscritto intimò la contravvenzione e lei rispose con parole minacciose tirando il cassetto della tavola impugnando il coltello dicendo che era stata ancora al Manicomio e non ci bada a tornare. Spero in un rimedio…”.

Molteplici le multe comminate a ragazzi che giocavano in strada con il pallone.

Nel 1928 “furono sorpresi e diffidati” dall’Usciere Castioni alcuni ragazzi sorpresi a giocare a pallone nel piazzale delle scuole comunali di Sona ed il padre di un ragazzo fu sanzionato perchè il proprio figlio giocando alla palla sulla pubblica via aveva rotto una lampadina dell’illuminazione pubblica, con “oblazione benefica della contravvenzione con Lire 5”.

Pare però che l’intenso lavoro dello Stradino Castioni a Lugagnano non ottenesse i risultati voluti se, a fronte di una contravvenzione elevata ad un genitore perche il figlio giocava a pallone in via 4 novembre a Lugagnano, si sentì dire dal genitore “che aveva molte osservazioni da fare più importanti di quelle fatte ai suoi figli per il gioco della palla” e lo stesso depositò in Comune una relazione, manifestando tutto il proprio sconforto per dover continuamente indirizzare osservazioni ai genitori (allegò un elenco) “per il male contegno (tenuto dai figli) che usano verso l’ordine pubblico, per il gioco della palla sulle pubbliche vie, per il disturbo che rendono alle signore insegnanti di Lugagnano arrampicando sulle finestre delle scuole e per tirare sassi nell’abitato con la fionda”.

Sempre nel 1928 furono i Carabinieri della Stazione di Sommacampagna ad intervenire, segnalando al Podestà il frequente lancio di sassi contro i treni da parte di ragazzi di S. Giorgio in Salici chiedendo un’ordinanza Podestarile che vietasse la permanenza lungo le scarpate della ferrovia comprese tra il cavalcavia Ponte S. Caterina e quello Ravignani. Il Maresciallo, che nella nota elencò i nomi di trenta ragazzi (due ragazze comprese) chiedeva anche un intervento nei confronti dei genitori.

Il Podestà fece seguito alla nota dei Carabinieri inviando a Parroci delle frazioni una lettera, da leggere e commentare dall’altare, ricordando anche “la gravità degli atti teppistici ed incivili contro le lampadine e sbeffeggiando i poveri mendicanti o disgraziati”.

Anche due pastori, uno di Lugagnano ed uno abitante in località Bosco, furono sanzionati dal Comune perché, il primo pascolava le proprie capre “nel fossato della strada del Pizzarel a Palazzolo” ed il secondo perché pascolava un gregge di 43 pecore lungo i fossi laterali alla strada Statale 11, Padana Superiore.

Nel 1938 il sopra citato Stradino, che non frattempo era diventato anche Stradino capo, nonchè Capo squadra della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale, elevò contravvenzione in base degli art. 688 e 724 C.P. “per ubriachezza e bestemmie contro la Divinità a due persona durante la notte dal 10 all’11, alle ore 24,15 ed alle 1,00 nella pubblica via di Mezzo a Lugagnano”.

Come possiamo concludere, se non scrivendo che ogni tempo in materia di ordine pubblico ha registrato leggi e regolamenti in linea con i nuovi modi di vivere e di convivere ed inoltre che è capibile che i giovani nei periodi estivi siano portati a concedersi delle sregolatezze.

I limiti imposti dall’educazione e dal rispetto della vita altrui, che continua senza soste rilassanti anche se è estate, non dovrebbero però mai essere superati.

Nella foto sopra, titolari e maestranze della Ditta Mazzi Giocarle di Lugagnano negli anni venti.

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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