Sul vagone della Shoah in piazza Bra anche i nomi di due concittadini di Lugagnano e Palazzolo. Chi erano?

Da alcuni anni la Giornata della Memoria viene ricordata dalla Prefettura e dal Comune di Verona con l’esposizione in piazza Brà di un carro ferroviario utilizzato per le deportazioni dei cittadini italiani ebrei nei campi di sterminio nazisti in prossimità e durante il Secondo Conflitto Mondiale.

Anche quest’anno, la scorsa settimana, è stato possibile visitare l’interno di quel carro, un luogo tetro e completamente spoglio, che fu testimone di calvari dolorosi, anche per molti cittadini veronesi.

Scritta carro ferroviarioFra i nomi che sono elencati al suo interno abbiamo trovato anche quelli di due concittadini di Sona dei quali, assieme ad altri, scriveremo sul terzo libro storico che Il Baco da Seta pubblicherà durate il corrente anno.

Ma chi erano i due sfortunati concittadini presenti in quel tragico elenco?

Il primo è Mazzi Luigi di Gianbattista, nato a Sona il 29 gennaio del 1915 e morto nel Campo di Concentramento di Majdanek.

Abitava a Lugagnano al numero 101 (seguendo una vecchia numerazione anagrafica dovrebbe essere l’attuale via 24 maggio) con tre fratelli, Bianca nata nel 1911, Bianco nel 1912, e Cesarina nel 1920. Sposò Ballarini Antonia di San Massimo. La sua morte “in Germania il 20 settembre del 1943” fu segnalata dal Comune di San Massimo, ove si era trasferito con la famiglia nel 1923.

Presso l’ANED (Associazione ex Deportati) abbiamo avuto l’informazione che la data della morte è quella della sua cattura, con trasferimento al lager. Venne prelevato dal campo di raccolta di Peschiera nella prima massiccia deportazione effettuata dai tedeschi dopo l’occupazione dell’Italia l’8 settembre 1943. Era il 20 settembre 1943 ed il convoglio con 1.788 deportati giunse il 22 settembre a Dachau. Fu classificato AZR (Lavori forzati), matricola 55126. Pare si trattasse di un Mazzi del ramo Fagliero.

Il secondo nostro concittadino presente in quel drammatico elenco è Manzati Ferdinando o Fortunato fu Albino, nato a Palazzolo il 31 marzo del 1907, deportato in Germania dalla Francia dove era andato a lavorare nel 1929. La sorella Maria rinunciò a chiedere la pensione di guerra perché non fu in grado di ottenere un atto di “morte presunta”. Morì nel campo di concentramento di Sachsenhausen il 27 marzo del 1945, a trentotto anni.

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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