Sono tanti i Caduti non presenti sui Monumenti di Sona, una ricerca del Baco riscopre i loro nomi

Nell’ultimo anno, in occasione della ricorrenza del Centenario della Prima Guerra Mondiale tutti i quattro monumenti ai Caduti sono stati rivisitati, con restauri più o meno importanti.

Ultimo in ordine di tempo, è stato l’intervento su quello del Capoluogo che versava da anni in una condizione di abbandono veramente riprovevole. L’inaugurazione del restauro si è tenuta in occasione delle recenti celebrazioni del 25 aprile 2017.

I monumenti ai Caduti, tutti costruiti a pochi anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale sono di due tipologie, anche nel nostro Comune. Tre monumenti furono costruiti su iniziativa di ex-Combattenti in ricordo dei loro compagni morti in condizioni tragiche nelle trincee, fra assalti alla baionetta e aggressioni con gas tossici. Sono quelli di Palazzolo, costruito nel 1919,  di Lugagnano nel 1920 e di San Giorgio nel 1922.

Per molti anni furono meta il 4 novembre ed in altre occasioni, di madri, mogli e parenti che li infioravano con vasi e arredavano con lumini accesi, sostando in preghiera. Quei monumenti avevano lo stesso significato di una tomba, sulla quale si sostava in ricordo doloroso del congiunto perduto.

Il monumento ai Caduti di Sona: il restauro è stato inaugurato il 25 aprile 2017 (foto Pachera).

Il quarto monumento, quello di Sona, fu costruito nel 1927 dall’Amministrazione comunale, retta da alcuni anni da un Podestà ed ha le caratteristiche di tutti quelli costruiti durante il Fascismo, che riportavano la simbologia del Regime. Non con il pianto ed il dolore si dovevano ricordare i Caduti, ma con l’orgoglio “guerriero” che doveva spronare il Paese lungo una strada aggressiva, alla ricerca della “gloria”.

Da qualche tempo il gruppo degli storici del Baco ha completato una ricerca, che fra qualche mese porterà alla pubblicazione del III Volume sulla storia civica del Comune per il periodo 1926-1951. All’interno di questa ricerca abbiamo potuto verificare che  i nomi di molti Caduti della Seconda Guerra Mondiale ed alcuni anche della Prima, non sono stati incisi sui monumenti.

Nel primo caso la causa principale è dovuta al fatto che molti militari, dati per dispersi in Russia, furono dichiarati morti (morte presunta) a distanza di anni con provvedimento della Magistratura.

I monumenti del Comune riportano oggi quarantanove nominativi della Seconda Guerra Mondiale; i morti reali furono invece settantacinque. Inoltre sono stati rilevati anche ventiquattro nominativi di civili morti per cause di guerra, bombardamenti o incidenti con armi e munizioni. Anche questi ultimi dovrebbero essere indicati, pur con elenco a parte, sui monumenti.

Forniamo queste informazioni alle Associazioni Combattentistiche ed all’Amministrazione comunale affinchè, in un prossimo passaggio restaurativo, i monumenti possano accogliere i nominativi mancanti. 

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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