Sona e quella scala con tre pioli, un’anomalia all’interno di un dibattito storico ancora aperto

Lo stemma comunale della città di Verona, il vessillo delle Arti veronesi, è rappresentato da una croce d’oro in campo azzurro e nasce intorno alla metà del tredicesimo secolo, quando Verona si presentava ancora come libero Comune.

L’altro simbolo di Verona è, invece, il vessillo scaligero rappresentato da una scala bianca, con quattro o cinque pioli, in campo rosso. Una scala presente anche negli altri due simboli, quello con i due cani rampanti ai lati della scala e quello con l’aquila imperiale in cima alla scala, voluti da Alboino della Scala e Cangrande I della Scala in quanto vicari imperiali, così creati dall’imperatore Enrico VII di Lussemburgo.

Ma su quei quattro o cinque pioli tra gli storici si discute ancora.

Arche Scaligere: la scala con quattro pioli.

Se visitiamo quel capolavoro di scultura gotica del XIV secolo che sono le Arche Scaligere a Verona che ospita le tombe dei signori della Verona Medievale, tra le quali quella di Cangrande della Scala, quella di Mastino II e quella di Cansignorio, possiamo infatti notare che la scala riprodotta tra i fori della recinzione sul lato della tomba di Mastino II non è identica a quella presente sull’inferriata di Cansignorio: la prima ha quattro pioli, la seconda cinque.

Una differenza che ritroviamo in altre riproduzioni dell’emblema scaligero riguardanti associazioni o gruppi, come la Provincia di Verona che sfoggia la scala a cinque pioli, mentre nel logo ufficiale dell’Hellas Verona tra i due mastini i pioli sono quattro.

Come spiega una ricerca dell’Accademia Fabio Scolari, questa discrepanza non è causale ma ha una base storica.

La discordanza sul numero di pioli è infatti presente anche in alte situazioni, come gli stemmi dipinti sull’arco della chiesa di S. Anastasia che mostrano la scala dorata a quattro pioli e l’urna di Cangrande in S. Maria Antica che è retta dai due cani coronati portanti lo scudo sempre con la scala a quattro pioli.

Per capire quando vi fu il passaggio dai quattro ai cinque pioli vengono in aiuto alcune campane custodite a Castelvecchio. Quelle che portano la data di fusione 1321 e 1358 ospitano l’emblema della scala a quattro gradini, mentre quella fatta fondere nel 1370 da Cansignorio mostra la scala con un piolo in più.

Un quattrino di Bartolomeo della Scala, con la scala a quattro pioli.

Perché quindi Cansignorio avrebbe voluto modificare il secolare simbolo della sua famiglia? E’ qui che la ricerca storica si ferma, senza riuscire a dare ancora una risposta. La teoria più accreditata – spiega la ricerca dell’Accademia Fabio Scolari – vuole che un ambizioso Cansignorio intendesse innalzare (anche solo di un piolo) il nome e le intenzioni della sua casata, così da poter arrivare più vicino alla sommità, come vuole il motto “Ad summa per gradus”, e da lì ammonire i suoi successori a non scendere, non fermarsi, “Nec descendere, nec morari”.

Una discussione storica ancora aperta, quindi, ma che trova una sua declinazione del tutto originale, e che pochi conoscono, proprio sul nostro territorio, nel capoluogo di Sona. Come mai, infatti, la targa marmorea a ricordo della dominazione della Serenissima di Sona (foto in alto sotto il titolo), affissa sulla parete accanto al Municipio nel 2011 dall’Amministrazione guidata dall’allora Sindaco Gualtiero Mazzi, riporta addirittura una scala con soli tre pioli invece dei quattro o cinque presenti negli stemmi ufficiali?

Una domanda che negli anni si sono fatti in molti, e che qualche giorno fa ci hanno posto nuovamente alcuni studenti del nostro Comune.

La targa che celebra la fondazione dell’Hellas fuori dal Liceo Maffei, con la scala a tre pioli.

Quei tre pioli sulla targa presente a Sona a prima vista sembrano solo una svista. Eppure. Eppure quella scala è proprio uguale alla scala presente sulla targa celebrativa della nascita dell’Hellas Verona, posta davanti al liceo classico Scipione Maffei. Che presenta infatti proprio tre gradini.

Fu quindi un errore quello di porre sulla targa a Sona solo tre pioli, sbagliando la citazione storica, oppure vi fu la precisa volontà di richiamare (senza alcun motivo apparente) la targa che ricorda la fondazione dell’Hellas?

Chissà, lo può sapere solo chi quella targa l’ha voluta.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco. Dal 2008 ricopre il ruolo di Presidente.

Related posts