Perché a Lugagnano si festeggia il 26 aprile anziché 25? Una vicenda storica poco conosciuta

La data di oggi 25 aprile, giorno in cui nel 1945 il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia proclamò l’insurrezione in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, è stata assunta in Italia quale Festa Nazionale di Liberazione dal Regime Fascista. Oggi nel nostro Comune è festeggiata su tutti i Monumenti ai Caduti e a Sona con l’inaugurazione dei lavori di restauro della Fontana dei Caduti in Piazza della Vittoria.

Ma perché, si chiedono in molti, a Lugagnano esiste una via chiamata 26 aprile in ricordo di quell’evento?

Il 29 aprile 1945 con delibera di Giunta n.1/23 il Comitato di Liberazione locale nominò Sindaco del Comune di Sona, Manzini Giuseppe di San Giorgio in Salici.

Il Sindaco Manzini, che resterà in carica fino alle elezioni amministrative del 24 marzo 1946, sostituì il Commissario Prefettizio Rinaldi Alfonso di Sona, nominato dopo l’ultimo Podestà di Sona Innocenti Guglielmo di Lugagnano, dichiarato decaduto dopo gli eventi dell’8 settembre 1943.

Con una delle prime delibere assunte dalla nuova Giunta Comunale, la 26/4 del 29 aprile 1945 ad oggetto “modifica toponomastica nella frazione di Lugagnano”, fu modificata la titolazione della via 28 ottobre, (anniversario della marcia fascista su Roma del 1922) in via 26 aprile “data di passaggio delle truppe alleate”.

In effetti in quella data transitò dal paese di Lugagnano, provenienti da Sud e diretti verso il lato veronese del lago di Garda, la prima colonna delle truppe alleate di Liberazione.

Nella foto i combattenti e reduci di Lugagnano della Seconda Guerra Mondiale.

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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