La storia: i Vesentini di Palazzolo detti “Peagni”, una vicenda del nostro territorio

Giuseppe Vesentini, che veniva da Lazise ma la famiglia era di origini veneziane, era molto alto di statura e per questo fu soprannominato Peagno.

I peàgni erano quattro pali squadrati lunghi dal pavimento al soffitto che servivano a sostenere la peagnà fatta di taoloni di cannuccia palustre, sui quali si allevavano i bachi da seta detti caaleri che erano alimentati con la foglia di moràr (gelso). Era un’attività praticata per secoli da gran parte delle famiglie di Sona, da quando il baco da seta arrivò dalla Cina e fino agli anni sessanta del secolo scorso quando fu soppiantata dall’arrivo delle fibre artificiali.

1949, Vesentini Giacomo e Gina Viali sposi. Sopra, Maria Falconi e Giuseppe Vesentini.

Giuseppe era un uomo pio e silenzioso, faceva il bracciante agricolo alla Bertacchina e per sfamare la numerosa famiglia di nove figli, sei femmine e tre maschi, andava a pescare nelle paludi e laghetti dei dintorni. Inoltre coltivava un bell’orto in via Bellaria di sopra dove abitava insieme alla moglie Maria Falconi, che parlava anche per lui.

Tutti i nove figli incominciarono presto a lavorare: le ragazze ai frutteti di S. Francesco al Maran, alla filanda di Danese e al saponificio Pinali di Bussolengo, a servizio nelle famiglie benestanti, i ragazzi in piccole attività commerciali o nell’edilizia.

Il terzogenito Luigi era partito militare, fu mandato in Russia dove trovò la morte in combattimento il 19 gennaio 1943, ma la notizia fu comunicata il 12 maggio, come annotò il parroco don Pietro Fattori nel registro dei morti.

La figlia Angelina nel gennaio del 1945 era ricoverata all’ospedale di Bussolengo, quando venne ricoverato anche un bambino di nove mesi, Valter Bettinazzi, che era stato ferito il 3 gennaio nel mitragliamento del trenino per Caprino e Garda, presso Pesina, sul quale si trovava con la mamma Alda Beghini, che rimase uccisa insieme alla nonna e altre due persone.

Il padre Pietro era in giro per il mondo e nessun parente era venuto a cercarlo. Il dottor Carteri cercava qualcuno cui affidarlo e Angelina commossa portò il bambino a casa con la sua bicicletta e venne così accolto nella già numerosa famiglia: i suoi tutori legali erano lei ed il fratello Giacomo.

A Palazzolo Valter è cresciuto ed ha frequentato le prime tre classi elementari con il maestro Andrea Fiorini, insieme ai bambini di Palazzolo nati nel 1944 ed ha mantenuto i contatti con Alberto Massagrande. Poi le “zie”, come lui chiamava Angelina e la sorella Carmela chiamata Nella, emigrarono in Svizzera ed egli, per interessamento del curato Don Pietro Stellini, entrò all’Istituto don Calabria, dapprima a Quinzano quindi alle Golosine. Lavorò in seguito col padre allo scavo della galleria Mori-Torbole, poi come cameriere a Trento e infine fu assunto come portalettere alle Poste di Rovereto quale orfano civile di guerra.

Angela e Nella dopo aver lavorato in Svizzera, a Zurigo in negozi commerciali, rispettivamente per sei e tre anni, hanno condotto un bar a Palazzolo per otto anni, dapprima da Bortolo Manzati (Bortolo Becàr) in via Cavecchie e poi dal fratello Giovanni (Gioanin Becàr) in Via 4 novembre. Quindi si sono trasferite al bar del Crosòn di Bussolengo che in seguito hanno acquistato e Nella, dopo la morte di Angelina continua da sola la gestione. Oggi Valter Bettinazzi vive da pensionato a Rovereto con la moglie Renata e il figlio Loris.

La vicenda è stata narrata nel libretto “Il Baldo” edito dal Centro Turistico Giovanile di Caprino nel 2008. Inoltre è stata raccontata anche in occasione della mostra “Fameje e soranomi”, allestita dall’Associazione La Torre di Palazzolo durante la sagra 2010; anche Valter è venuto con la moglie Renata a visitare la mostra e vedere la sua storia.

Questi i nove figli di Giuseppe Vesentini (Lazise 1872-Palazzolo 1957) e Maria Falconi (Bussolengo 1889-Palazzolo 1968): Rosa (Rosa Peagna, 1911-2000) ha sposato Mario Facci (1907-1999); Luigia (Bigeta Peagna, 1913-1983) ha sposato Davide Tacconi (1908-1963); Giuseppina (Bepa Peagna, 1915-2007) ha sposato Leone Zendrini (1912-1973); Giacomo (Nino Peagno, 1917-1995) ha sposato Gina Celeste Viali (Roncà 1927); Luigi Angelo (1919-Russia 1943); Angela (Angelina Peagna, 1921-2006); Giovanni (Moro Peagno, 1924-2001), ha sposato Noretta Podavini (Salò 1934), Assunta (Sunta Peagna, 1926-1989) ha sposato Sante Montresor (1920-1989) e Carmela (Nella Peagna, 1929).

About Luigi Tacconi

Vive a Palazzolo dalla nascita (10.9.1939). Laureato in Scienze Agrarie a Bologna, ha una moglie e due figlie. Ha operato nell’Amministrazione comunale di Sona per vent’anni, dapprima Consigliere, poi Assessore e infine Vicesindaco. Appassionato di scienze, natura, tradizioni e storia locale, raccoglie fotografie di persone di Palazzolo e redige alberi genealogici. Ha curato il libretto “ Don Pietro Fattori, un prete buono che ha plasmato una comunità” ed ha partecipato alla stesura delle pubblicazioni “Sona, appunti di storia”, “Lugagnano, Palazzolo, S. Giorgio, Sona” , volumi primo e secondo. Fa parte dell’Associazione La Torre di Palazzolo e del Gruppo di Ricerca per la Storia Locale della Biblioteca comunale. Nel 2006 ha iniziato la collaborazione con il Baco da Seta, dal 2012 regge la redazione di Palazzolo ed è alla ricerca di collaboratori.

Related posts