Il Comune di Sona nei dizionari geografici dell’Ottocento, un territorio in cui si vive bene

Nell’Ottocento vennero pubblicati alcuni dizionari geografici d’Italia. Si trattava di opere, anche in più volumi, in cui venivano descritti i vari paesi e città del Belpaese, in ordine alfabetico, fornendo informazioni più o meno ampie a seconda della loro importanza. Per curiosità abbiamo voluto sfogliarne alcuni, e vedere che cosa si diceva a proposito del Comune di Sona.

Cominciamo, in ordine di tempo, dal libro di G. B. Rampoldi “Corografia dell’Italia”, edito nel 1833. Questa la relazione sintetica del nostro territorio: “Sona, o Sonna, villaggio degli Stati Veneti, provincia e distretto di Verona, dalla cui città è distante 5 miglia verso ponente ed altrettanto a levante da Peschiera. Alla sua comunità stanno i villaggi e casali di Messedaglia, di Mancalacqua, di Santagiustina di Palazzuolo, Sanrocco di Palazzuolo, Sangiorgio in Salici, e Lugagnano”.

Da almanacchi pubblicati in quel periodo, conosciamo anche alcuni nomi dei personaggi più in vista: Barbieri Giovanni Battista medico condotto, Ederle Gioacchino farmacista, Castellani Prè Sante maestro comunale, Campagnola Girolamo esattore comunale; politici e amministratori: Mascalzoni Michele, Merci Gaetano, Marchi Arcangelo, Zacconi Antonio.

Più tardi, nel 1852, fu pubblicata l’opera “Corografia d’Italia, ossia gran dizionario storico – geografico – statistico”, a cura di M. Fabi. Per quanto ci riguarda, troviamo questa descrizione: “SONA, villaggio del Veneto, provincia e distretto I di Verona, che colle frazioni di Lugagnano, Mancalacqua, Messedaglia, S. Giorgio in Salici, S. Rocco al Palazzol e S. Giustina di Palazzolo ha 3100 abitanti. Trovasi vicino alla strada postale da Verona a Peschiera, con territorio ubertosissimo. È rimarchevole perché nelle sue vicinanze ebbero luogo parecchi fieri scontri nella guerra del 1848 fra gl’Imperiali e gl’Italiani. Dista 5 miglia all’ovest da Verona”.

Qualche anno dopo, nel 1854, fu la volta del “Dizionario corografico del Veneto”, a cura di G. Stefani. Del nostro territorio si dice: “SONA, Comune della provincia e diocesi di Verona nel primo distretto. Comprende le seguenti frazioni: Lugagnano, Mancalacqua, Messedaglia, S. Giorgio in Salici, Santa Giustina di Palazzolo e S. Rocco. Popolazione 3189. Estimo lire 75,678.05. E’ diviso in quattro parrocchie ed ha consiglio comunale. Sona, capoluogo del comune, dista 5 miglia verso ponente da Verona. Ha una chiesa arcipretale intitolata a S. Salvatore e dipendente dal vicario foraneo di Sandrà”.

Mentre i precedenti libri furono pubblicati durante il dominio dell’Impero Austroungarico, ecco finalmente un’opera dedicata a Vittorio Emanuele II re d’Italia, “Dizionario corografico d’Italia”, edito nel 1868 a cura di A. Amati. Riportiamo la descrizione che ci riguarda: “SONA Comune nel Veneto, provincia e distretto di Verona. Comprende le frazioni seguenti: Lugagnano, Mancalacqua,  Messedaglia, San Giorgio in Salici, San Rocco e Santa Giustina di Palazzolo. Ha una superficie di 3745 ettari. La sua popolazione secondo l’ultimo censimento è di 3127 abitanti. Gli elettori amministrativi nel 1866 erano 181, e 17 i politici, inscritti nel collegio di Verona. L’ufficio postale è a Verona. Appartiene alla diocesi di Verona. Il suo territorio si stende in piano ed in colle: l’agricoltura è attiva e informata ai principii della scienza agraria. Vi si respira un’aria saluberrima. Il capoluogo è un borgo che si trova vicino alla strada postale da Verona a Peschiera: sta a ponente ed a poco più di chilometri da Verona. Ha una chiesa arcipretale intitolata a san Salvatore e dipendente dal vicario foraneo di Sandrà. Lo stato dell’istruzione primaria versa in buone condizioni”.

Da queste descrizioni, tra loro simili, possiamo trarre alcune considerazioni su com’era il Comune di Sona a metà Ottocento. Aveva circa 3000 abitanti, per la maggior parte dediti all’agricoltura. L’ambiente era agreste, caratterizzato da fertilità del terreno (“ubertosissimo”) e da aria buona (“saluberrima”), ed erano ancora di là da venire i problemi dell’inquinamento da industrie e discariche.

Le frazioni erano quelle attuali, ma venivano citate anche Messedaglia, Mancalacqua e San Rocco (quest’ultima apparteneva a Palazzolo e non a San Giorgio in Salici come oggi), poi “declassate” a semplici località.

E’ poco credibile, a dire il vero, che vi fosse una buona istruzione primaria, più probabile che esistesse un diffuso analfabetismo. Infine, è da smentire la dicitura “Sonna”, che non risulta sia stata finora riscontrata in alcun documento storico.

About Mario Nicoli

Nato a Verona nel 1956, lavora come medico di base. Dal 2003 è redattore del “Baco da seta”, su cui pubblica articoli che trattano quasi sempre di storia del nostro Comune. E’ presidente del “Gruppo di ricerca per lo studio della storia locale di Sona”, che fa parte della Biblioteca comunale di Sona.

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