Gli Ebrei a Sona e la busta numero 410 dell’archivio comunale

Oggi 27 gennaio, Giorno della Memoria, è doveroso ricordare cosa fu anche nel nostro Comune e sul nostro territorio quel terribile capitolo della Storia anche italiana.

Il 1938 segna l’avvio anche in Italia della persecuzione degli ebrei. Il 14 luglio venne pubblicato sul quotidiano Il Giornale d’Italia un documento intitolato Il Fascismo e i problemi della razza, redatto da dieci scienziati italiani (e noto anche come Manifesto degli scienziati razzisti o Manifesto della razza), che teorizzò l’esistenza di razze distinte su base biologica.

Si dichiara espressamente che “con la creazione dell’Impero la razza italiana è venuta a contatto con altre razze e deve perciò essere tutelata da ogni pericolosa contaminazione di sangue“.

L’Arena del 7 ottobre 1938

Il Ministro dell’Educazione nazionale Bottai, con specifica circolare, invitò l’Accademia di Agricoltura Scienze e Lettere di Verona ad approfondire i temi affrontati dalla nuova rivista La difesa della razza, destinata, nelle sue intenzioni, a diventare “l’organo di maggiore importanza del razzismo italiano”.

Bottai sottolineò che “i fondamenti del razzismo italiano, pur partendo da dati biologici, sono di sostanza squisitamente spirituale e vengono posti innanzi tutto a salvaguardia di quell’inestimabile patrimonio intellettuale e morale che il nostro popolo ripete da Roma”. Ma precisò anche che “ora […] con la creazione dell’Impero la razza italiana è venuta a contatto con altre razze e deve perciò essere tutelata da ogni pericolosa contaminazione di sangue”. Il razzismo “spirituale” diventò, quindi, razzismo “biologico”.

Anche al Podestà di Sona fino al 1942 vennero richieste segnalazioni in merito alla presenza di ebrei sul territorio (nell’immagine sotto il titolo). Nell’archivio comunale si conserva una Cartella/busta, la numero 410, che contiene prospetti predisposti per l’uso, ma non compilati. A mano con matita troviamo scritto “sospesa”.

Da informazioni assunte presso la Comunità Ebraica di Verona e l’Istituto Veronese per la Storia della Resistenza riteniamo di poter affermare che il Comune non fece alcuna segnalazione della presenza di ebrei a Sona per l’unica ragione che nessun cittadino italiano di etnia ebrea era registrato all’anagrafe.

I dati raccolti forniscono, però, l’informazione che a Verona città erano residenti dai 300 ai 400 cittadini di religione ebraica e una piccola comunità di internati era presente a Caprino. Ad eccezione di pochi, che riuscirono a fuggire in tempo, tutti furono deportati.

Solamente in pochissimi sopravvissero e poterono tornare a Verona. Anche a loro va, oggi, la nostra memoria.

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About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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