Elezioni: fino agli anni novanta anche a Sona vi era l’obbligo di votare. Con pubblicazione dell’elenco di chi non si era recato alle urne

In un periodo nel quale a Sona siamo impegnati con la campagna elettorale che ci porterà domenica 10 giugno a votare per il nuovo Sindaco ed il nuovo Consiglio comunale, torna interessante ricordare una norma elettorale che restò in vigore per quasi cinquant’anni, probabilmente conosciuta da pochi: il Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946.

Fu approvato dal primo Governo di Unità Nazionale, con Presidente De Gasperi, nominato il 10 dicembre 1944 dal Re-Luogotenente Umberto II e che restò in carica fino al voto del Referendum Istituzionale del giugno successivo.

Il manifesto, a firma del Sindaco Ledro, che fu affisso a Sona il 12 giugno 1946.

L’art. 1 della norma così recitava: “L’esercizio del voto è un obbligo al quale nessun cittadino può sottrarsi senza venir meno ad un suo preciso dovere verso il Paese in un momento decisivo della vita nazionale. L’elenco di coloro che si astengono dal voto nelle elezioni per la Costituente, senza giustificato motivo, sarà esposto per la durata di un mese nell’albo comunale. Per il periodo di cinque anni la menzione «non ha votato» sarà iscritta nei certificati di buona condotta che vengano rilasciati a chi si sia astenuto dal voto senza giustificato motivo”.

L’art. 84 incaricava i Sindaci di provvedere a rendere operativa la norma, compresa l’esposizione per un mese nell’albo comunale dell’elenco di coloro che si erano astenuti dal voto senza giustificato motivo. Questa disposizione fu applicata per la prima volta in occasione del voto per l’elezione dell’Assemblea Costituente.

Il manifesto che presentiamo, a firma del Sindaco Giovanni Ledro, fu affisso sui muri di Sona il 12 giugno 1946 e annunciava proprio la pubblicazione dell’elenco di coloro che non avevano votato.

La norma, che fu eliminata negli anni novanta, ottenne il doppio risultato di convincere i cittadini a votare ed inoltre a rendere una normalità il farlo.

In effetti la partecipazione al voto fu per molti anni attorno al 90% di chi ne aveva diritto. Questo risultato fu ottenuto per la preoccupazione delle sanzioni previste dalla norma o fu una assunzione di responsabilità dei più, dopo un ventennio di voti di Regime?

Certo è che la prima frase dell’art. 1 del Decreto Legislativo 74 è così d’attualità che sembra scritta per i problemi politici dei nostri giorni.

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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