4 novembre: furono centoquattro i caduti da Sona nella Prima Guerra Mondiale

La Prima Guerra Mondiale iniziò nel luglio del 1914 e coinvolse le principali potenze economiche mondiali. L’Italia entrò in guerra nel maggio del 1915. Il 31 luglio di quello stesso anno arrivò nel Comune di Sona la prima notizia di un Caduto.

Era Emilio Zoccatelli di Lugagnano, che a 26 anni, fante del 40° reggimento di Fanteria, morì sul Monte S. Michele del Carso durante la seconda  Battaglia dell’Isonzo nella quale, in quindici giorni di combattimenti, morirono 6.000 soldati di sola parte italiana, 4.900 furono quelli dichiarati dispersi e vennero registrati 30.000 feriti. Monte S. Michele in quei giorni fu conquistato per due volte e per due volte fu perso.

A partire da quella prima tragica notizia non passò settimana nella quale non ne giungessero dai fronti di guerra altre ugualmente funeste, Caduti, dispersi, prigionieri, feriti, invalidi. Lo stillicidio di eventi luttuosi terminò solamente nel 1922, a ben quattro anni dalla fine del conflitto, quando morì per le conseguenze di anni di trincea Agnoli Luigi di Palazzolo, che lasciò vedova la moglie Pozzani Amabile ed il figlio Agostino.

I Caduti da Sona furono 104, le vedove ventisei, gli orfani quarantasette e undici mamme vedove persero anche il figlio. Morirono tre coppie di fratelli Marchi Giuseppe e Luigi di S. Giorgio, Fraccarolli Angelo e Celestino di Palazzolo, Scala Angelo e Giovanni di Sona che lasciarono, questi ultimi, una madre vedova senza altri figli. Nella foto, scattataalle Bocche del Cattaro, un Reparto Italiano aggregato all’esercito del Montenegro: è presente anche il Reduce Gasparato Valentino di Lugagnano, il primo a destra nella fila centrale.

Anni orsono chi aveva vissuto gli anni del dopoguerra ci raccontò di come, in vicinanza del 4 novembre, i monumenti ai Caduti, costruiti nelle frazioni del Comune fra il 1919 ed il 1927, venissero coperti di fiori e di lumini e nelle serate prima e dopo quella data si formava una processione continua con veglie, di famigliari e amici, che rivivevano così nel dolore il ricordo dei loro cari.

I ricordi dovrebbero aiutare, ma forse non è vero se pensiamo che, trent’anni dopo, un secondo conflitto mondiale con gli stesso attori, rimescolati nelle alleanze, triplicò i morti della Grande Guerra. 

La parola fine alle guerre è stata ora finalmente scritta? Per l’Europa forse si, ma nel mondo le guerre in atto sono decine ed i morti migliaia ogni anno. Le famiglie e le scuole sappiano trasmettere ai giovani sani sentimenti di pacifismo e le nazioni più progredite si impegnino di più per risolvere le crisi economiche e religiose che infiammano ancora così tanti conflitti.

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.