Sona e i 100 Giri d’Italia, una lunga storia d’amore per le due ruote

5 maggio: con questo titolo il Manzoni iniziava una sua poesia dedicata a Napoleone nel giorno della sua scomparsa. Da quest’anno il 5 maggio sarà ricordato anche per la data di partenza del centesimo Giro d’Italia.

La prima edizione fu nel 1909, il 13 maggio, partenza e arrivo a Milano dopo otto faticosissime tappe, lunghe dai tre ai quattrocento chilometri; si partiva il mattino presto col buio, per arrivare anche a notte inoltrata. Le biciclette erano pesantissime, qualcuno le ha definite “cancelli in ferro con le ruote”.

Quest’anno la partenza è da Alghero, in Sardegna per poi passare nell’altra grande isola italiana la Sicilia e attraversando tutto lo Stivale arrivare a Milano in piazza Duomo con la 21esima tappa finale: la prova a cronometro Monza-Milano, dopo 3572 chilometri di “passione rosa”.

Per i pochi che non lo sapessero il “rosa” è il colore più importante del giro. La maglia rosa è la maglia che indossa il ciclista primo in classifica. L’ultima maglia rosa è stato Vincenzo Nibali, vincitore della scorsa edizione e quest’anno ai blocchi di partenza col numero 1. Il trofeo finale denominato “Trofeo Senza Fine” quest’anno è in oro rosa. Tutto in “Rosa” perchè rosa è il colore della “Gazzetta dello Sport” quotidiano organizzatore da sempre del Giro d’Italia.

Purtroppo il Giro numero 100 non passerà né da Verona né da Sona, ma molte sono state le volte in cui è passato. Sia in un senso che nell’altro.

Facilitata dalla presenza della Strada Statale 11 e dalla posizione geografica, molto spesso, la tappa Verona-Milano o Milano-Verona fu la tappa iniziale o finale del Giro d’Italia. Le edizioni numero 12-13-14-15 degli anni dal 1924 al 1927 per esempio si conclusero sempre con la tappa Verona-Milano. Ci viene da pensare, visto lo sviluppo della rete stradale di allora, che molto probabilmente i ciclisti di quel tempo siano transitati anche dal Comune di Sona percorrendo la famosa ”Statale 11”.

Anche negli anni 50-60-70 il Giro transitò molte volte dalle nostre parti e toccò il nostro Comune per la gioia dei tanti tifosi appassionati di ciclismo. Da ricordare anche, vicino a noi, una partenza di tappa da Bardolino (nel 2007), da Garda invece, nel 1969, partì addirittura la 52esima edizione della corsa e ben tre arrivi di tappa furono a Boscochiesanuova (1957-1958-1979). Nella bellissima foto che pubblichiamo sopra si può ammirare il passaggio del Giro dal Bosco di Sona nel 1969.

Dalle edizioni più recenti siamo riusciti a raccogliere testimonianze dirette dei nostri concittadini che in occasione del passaggio del Giro assiepavano i bordi della Statale, al Bosco di Sona ed ai Crocioni soprattutto ma anche a Ca’ di Capri o all’Albarello.

Aspettavamo con ansia il passaggio dei corridori, ma anche le macchine della Carovana che li precedevano erano uno spettacolo!  

Passavano velocissimi, ma era bello vederli e sentire le voci. Grande soddisfazione quando riuscivi a riconoscere qualcuno.

Avevo 12 anni quando, con mio padre, andai ai Crocioni a vedere, per la prima volta, il passaggio del Giro, ricordo ancora la gioia che provai quando riuscii a raccogliere due borracce lanciate dai ciclisti!

Molto spesso le attività produttive (calzaturifici soprattutto) ma anche commerciali con la sede vicino alla strada sospendevano temporaneamente l’attività per consentire a tutti i lavoratori di assistere al passaggio della Corsa.

L’ultimo passaggio del Giro a Sona fu il 26 maggio 2013, giornata di sole e molto pubblico a bordo strada  (vedi Baco n. 72 ). Era l’ultima tappa, da Riese Pio X a Brescia con Vincenzo Nibali già sicuro vincitore avendo oltre 4 minuti di vantaggio sul secondo in classifica generale.

Doveroso ricordare alcune edizioni alle quali parteciparono due illustri nostri concittadini: Assuero Barlottini e Giuseppe Pancera.

Nel 1913 e 1914 Assuero Barlottini (Quaderni di Villafranca 1890–Lugagnano 1969) partecipò alla più importante corsa ciclistica italiana. Fu un grande campione ma purtroppo la grande guerra bloccò la sua carriera sportiva, divenne quindi allenatore e preparatore di molti ciclisti, Pancera e Guerra i più famosi. Oggi, un suo nipote: Giampaolo “Papo” Bendinelli tiene ancora alto il nome di famiglia compiendo grandi imprese nel triathlon; sport che comprende oltre a gare di nuoto e corsa a piedi anche una prova di corsa in bicicletta. Buon sangue non mente!

Nei giri del 1927-28-29 fu la volta di Giuseppe “Bepi” Pancera (S. Giorgio in Salici 10 gennaio 1899–Castelnuovo 19 aprile 1977) soprannominato il “Fornaio di Castelnuovo”, protagonista del ciclismo italiano nella seconda metà degli anni 20. Specialista delle corse in linea, si mise in evidenza nel giro d’Italia del 1927 arrivando quinto. Nel 1928 arrivò secondo dopo Alfredo Binda su 298 partenti. Nel 1929 arrivò settimo al Giro ed ottenne un brillantissimo secondo posto nella classifica finale del Tour de France.

About Franco Fedrigo

Nato a Isola della Scala il 5 agosto 1961 e residente a Sona dal 1975. Sposato con tre figli. Appassionato di sport è componente del Comitato per la gestione del Teatro Parrocchiale e con alcuni amici organizza una rassegna di film sulla montagna. Fa parte della redazione del Baco dal 2002.

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