“Quella corsa una scommessa con me stessa”, Stefania di Lugagnano alla Maratona di New York

Come tutti sanno, domenica 5 novembre si è svolta la tradizionale e prestigiosa Maratona di New York, pochi tuttavia sanno che quest’anno una nostra compaesana quella Maratona l’ha corsa.

Stefania Tortella, di Lugagnano, ha preso un aereo mercoledì 1 novembre, 20 ore di viaggio per andare a prendersi quella soddisfazione che tanti runners, professionisti o amatoriali, sognano.

“Sul volo per New York – ci spiega Stefania – vedevo altri partecipanti, sento i loro discorsi come “mi sono allenato per concludere in 3 ore e mezza”, “ho comperato un nuovo modello di scarpe con il gel e gli ammortizzatori” e qualche altra diavoleria che proprio non conosco, oppure “ho seguito una tabella di allenamento con tabella alimentare annessa” mi veniva da sorridere e da chiedermi “cosa sto facendo?”.

Ci racconta che un evento sportivo come questo non è fatto per essere vissuto solo nel momento preciso in cui si deve correre.

“Il giovedì ci siamo recati al Marathon Expo per ritirare il pettorale: per la prima volta entriamo a contatto con il mondo della Maratona: l’Expo è enorme e ci sono migliaia di persone, stand, runners da tutto il mondo… La cosa che noto da subito è l’organizzazione, molto precisa e senza intoppi: ho consegnato la mia iscrizione e subito ho ricevuto il pettorale e la maglietta, c’erano volontari che parlavano un po’ tutte le lingue e che pazientemente rispondevano a tutte le nostre domande. Mi sentivo quasi importante a girare fra gli stand dove ci sono in bella mostra tutte le attrezzature spaziali per i runners! Ho fatto anche finta di intendermene, per darmi un po’ di tono! Il venerdì e il sabato mattina li abbiamo sfruttati per ambientarci e girare la città, e già questa è stata una maratona, ma dal pomeriggio di sabato si entra in trance agonistica. Il briefing con gli organizzatori mi dà qualche dritta, ma mette pure un po’ di ansia parlando di tecnicismi del percorso, di ritmo, respirazione, salite…”.

Tanta pressione, paura, magari anche un leggero senso di inadeguatezza. Tutte emozioni normalissime davanti ad uno dei mostri sacri delle Maratone. Inesorabilmente il giorno arriva.

“Quando la sveglia ha suonato, alle 4 del mattino, sono scattata subito in piedi e ho iniziato a prepararmi, alle 5.30 il pullman partiva per Staten Island. Al nostro arrivo il sole ancora non era sorto, ma nonostante questo la folla aumentava a vista d’occhio. Alle 7.00 già avevo passato i controlli, ma avevo comunque altre 4 ore di attesa al freddo: stretching e chiacchere non bastavano a tenermi tranquilla, solo al colpo di cannone che annunciava la mia ondata le emozioni sono cambiate. Una folla eterogenea con capelli, pelle, lineamenti e abbigliamento di diversi colori che si incammina verso la partenza, la gente che acclama, l’inno americano che suona. Partiamo. Piove, ma questo non mi disturba, anzi, le mie gambe tengono bene e per cercare di imbrogliarle ragionavo in miglia, contare fino a 26 invece che fino a 42 un po’ ti fa credere di arrivare prima al traguardo. Batto il cinque alla gente, sorrido, corro affiancata a gente di ogni tipo e in tutto questo vengo accompagnata da musica e incitamento. Passo il Queens, la First Avenue, il Bronx, l’Harlem, Central Park e poi il cartello: 40km. Mi godo gli ultimi 2 chilometri come un premio ancora più grande della medaglia che mi hanno dato all’arrivo”.

Stefania non si era posta obiettivi di tempo, il suo unico obiettivo era quello di poter arrivare alla finish line e soprattutto divertirsi e vivere un’esperienza che pochi vantano.

Tutto questo lo ha vissuto e raccontandocelo, si è aggiunta alle molte storie di successi sportivi nel nostro Comune!

.

About Veronica Posenato

Nata il 6 agosto 1996. Diplomata al Liceo Scientifico A. Messedaglia di Verona nell’anno 2014/2015. Attualmente, studentessa di Infermieristica all’Università degli Studi di Verona. Scrive per Il Baco Da Seta dal 2009.

Related posts