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“Che gelida manina”
di La Redazione, 19.06.2009
Nel video Giuseppe Lugo canta la romanza “Che gelida manina”. Nato a San Rocco in località Rosolotti, del Comune di Sona nel 1889, Lugo – come si legge anche su Wikipedia - rimase orfano di madre, e emigrò giovanissimo a Milano e poi in Belgio, dove si guadagnò da vivere svolgendo i lavori più umili.
Dopo la prima guerra mondiale, alla quale partecipò come artigliere, nel 1920 lavorò in Belgio in una miniera di carbone. La sua voce tuttavia non risentì delle tremende esalazioni tanto che Lugo si permise il lusso di esibirsi al bar con gli amici. Rimase ricca e bella di colore, e ricordava quella di Beniamino Gigli. Una sera, per caso, venne ascoltato dal maestro Gaudier, direttore della corale locale, che lo invitò a studiare canto. Lugo finalmente scoprì che la voce avrebbe potuto essere la sua fonte di sostentamento.
Ritornato a Milano, fece domanda al Conservatorio ma non fu accettato per superati limiti di età; un dipendente della Ricordi, sentitolo cantare per caso, lo segnalò al maestro Tenaglia, il quale accettò di dargli lezioni di canto e musica gratis. Sposatosi con la figlia del maestro Gaudier, fece ritorno in Belgio.
Il tenore Giuseppe Lugo debuttò all'Opéra-Comique di Parigi nel 1931 nel ruolo di Cavaradossi nella Tosca, stipulando un contratto triennale con quel teatro. Dopo aver cantato come tenore principale al Théâtre de la Monnaie di Bruxelles ed ancora all'Opéra-Comique di Parigi per parecchi anni, fece un'apparizione al Royal Opera House di Covent Garden, a Londra nel ruolo di Cavaradossi nella Tosca nel 1936 ed attirò così l'attenzione dei teatri d'opera italiani. In Italia ebbe una breve ma proficua carriera, imperniata in particolare sui ruoli delle opere di Puccini, Faust nel Mefistofele di Arrigo Boito, e il Duca di Mantova nel Rigoletto.
All'Arena di Verona stupì il pubblico con un'interpretazione memorabile del Duca di Mantova (le cronache del tempo infatti parlano di un vero e proprio evento epocale). Dopo alterne vicende, nel 1949 diede l'addio alle scene a Pistoia con il ruolo che gli aveva dato tanta fortuna, il Cavaradossi nella Tosca.
Dopo essersi dedicato all'agricoltura per molti anni nel suo paese d'origine vicino a Verona, dimorando a Custoza nella casa detta appunto Villa Vento, morì a Milano il 18 settembre del 1980.
Giuseppe Lugo viene ricordato ogni anno a Sona con un concerto istituito nel 1995 con l’intento di rendere omaggio alla memoria del grande tenore e nello stesso tempo creare una manifestazione di rilievo capace di promuovere e consolidare l’interesse per la musica lirica.
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didascalia foto: Giuseppe Lugo nei panni di Sansone
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