Obiettivo cinema: “Fast & Furious 8”, di F. Gary Gray. Più spettacolo e (sempre) meno trama

20Trama e Recensione

Dovunque voi siate, non importa se a un quarto di miglio o dall’altra parte del mondo. Quello che conta nella mia vita saranno sempre le persone che ho davanti. Proprio qui. Proprio ora. Tu sarai sempre con me. E sarai sempre mio fratello!
Dom (Vin Diesel)

Due macchine, Toretto e Brian, un bivio, un cielo terso e una luce bianca. E la canzone “See you again” di sottofondo. Terminava così Fast & Furious 7, nel modo migliore e più emozionante, un commovente tributo al compianto attore Paul Walker (che interpreta Brian nella saga) in seguito alla prematura scomparsa durante le riprese del medesimo lungometraggio. Poteva essere una degna conclusione anche per tutta la saga, ma la produzione cinematografica ha stabilito che il successivo ottavo episodio rappresenta il primo di una (ultima?) trilogia, che si concluderà nel 2021, quindi, con l’episodio 10.

Mentre Dom e Letty si godono una felice luna a Cuba, entra in scena un’affascinante e misteriosa donna, che terrà sotto scacco Dom e lo obbligherà a lavorare per lei contro al resto del gruppo. Sarà la “familia” di Toretto che dalle strade di New York fino alle distese ghiacciate del Mare di Barents cercherà di fermare Dom e impedire che si scateni il caos in tutto il mondo.

Sai cosa mi piace di te, Dominic? Che sei un vero fuorilegge, ma la tua famiglia va contro l’unica cosa che loro non sono in grado di gestire: te!
Cipher (Charlize Theron)

È dal quarto capitolo che la saga di Fast & Furious ha preso una piega diversa: meno corse automobilistiche, più azione e più scazzottate. Si tratta di un cambiamento di genere che ai fan più affezionati alla trilogia iniziale può non andar giù, ma non si può non osservare che un salto qualitativo – avvenuto prima con Fast & Furious 5 e poi col settimo capitolo – c’è stato, sia a livello di sceneggiatura e trama, sia di regia.

Se la sceneggiatura dell’episodio 8 (il titolo originale è The Fate of the Furioussolletica continuamente l’attenzione dello spettatore – le battute tra Luke Hobbs e Deckard Shaw sono le migliori –, lo stesso non si può dire della trama: esilissima e noiosa, i colpi di scena sono pochi e prevedibili. D’altra parte, arrivati ad un ottavo film, è arduo raccontare qualcosa di nuovo ed innovativo.

F. Gary Gray, già regista di The Italian Job e del recente Straight Outta Compton, conferisce uno stampo registico simile a quello già dato da James Wan per il capitolo precedente, aggiungendo qualche effetto rallenty (qualcuno di troppo) nelle sequenze d’azione: dopo circa un’ora il ritmo narrativo galoppa e ogni scena, pur essendo titanica e visivamente spettacolare, viene orchestrata magistralmente grazie anche ad un ottimo lavoro di montaggio.

Se, quindi, gli oltre 130 minuti del film sono indubbiamente eccessivi per la trama raccontata, così non si può dire per lo spazio dedicato ai personaggi: Gray riesce a trovare, infatti, un equilibrio non facile per le parti dei personaggi. Peccato solo per l’antagonista Cipher, interpretata da una (sempre bellissima) Charlize Theron un po’ troppo apatica. Fenomenale l’interpretazione di Jason Statham, che riesce a dare personalità al proprio personaggio efficacemente e fin da subito (si guardi la scena della rissa in carcere). Il resto del cast l’abbiamo sostanzialmente già visto.

Il prodotto finale è una miscela di testosterone, umorismo ed esplosioni: le gare automobilistiche, che nei primi quattro film erano il punto saliente della pellicola, in Fast & Furious 8 (e nei tre precedenti) sono solo un pretesto per introdurre un personaggio o costituire la base di un’architettura narrativa più grande. E l’asticella dello spettacolo è sempre più alta.

Contro il concetto di “impossibile” e numerose regole della fisica, questo capitolo 8 diverte, sorprende e stupisce: non si tratta di un mero prodotto commerciale, ma anche un modo per vivere (solo al cinema) le emozioni primordiali.

La Scheda

“Fast & Furious 8”, regia di F. Gary Gray, 2017

La Valutazione

3 stelle di 5

Il trailer

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Nicola Mazza (VR) nel 2013, è laureato in Economia e commercio e frequenta il corso di laurea magistrale in Banca e finanza presso l'Università degli studi di Verona. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e il corso "Scrivere cinema" presso la Biblioteca Civica di Verona.

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