“Vogliamo maggiore autonomia per il Veneto”, la politica di Sona si schiera per il referendum

La politica di Sona compatta a favore del sì nel referendum consultivo sull’autonomia del Veneto. Questo, sicuramente, il dato politico più significativo che scaturisce dall’assemblea che si è tenuta a San Giorgio in Salici venerdì 31 marzo.

Organizzata dai Consiglieri comunali di minoranza Gianluigi Furri della Lega Nord, Flavio Bonometti di Progetto Comune, Enrico Cordioli del Partito Democratico e Nuove Prospettive e Riccardo Barbaro del Movimento 5 Stelle, la serata si è tenuta nella sala civica della frazione.

Al tavolo dei relatori Flavio Bonometti, Enrico Cordioli e Riccardo Barbaro. Con loro l’Assessore Gianmichele Bianco e l’ex Sindaco, ed esponente di peso della Lega Nord, Gualtiero Mazzi. 

A moderare la serata Il Baco da Seta con Gianmaria Busatta, davanti a numerosi cittadini.

Il dibattito si è aperto con un’ampia introduzione di Busatta del Baco, che ha inquadrato il tema del referendum dal punto di vista giuridico e politico. Un referendum che chiederà ai Veneti di rispondere al quesito “Vuoi che alla Regione del Veneto siano attribuite ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia?”.

Il primo ad intervenire è stato l’Assessore Bianco, che ha esordito comunicando che la maggioranza che governa oggi Sona, dal Sindaco agli Assessori ai Consiglieri comunali, si dichiara favorevole al quesito referendario.

Quindi voteremo tutti sì. Anzi – ha proseguito l’Assessore Bianco – vorremmo che al Veneto fosse concessa ancora più autonomia di quella che si chiede con il referendum, temiamo infatti che l’intera operazione non si risolverà in nulla. Il modello che dobbiamo perseguire, secondo me, è quello della Germania e della. Svizzera. Dobbiamo però essere consapevoli che non sono sufficienti le norme per rendere vincente l’autonomia, servono poi amministratori con la testa. Troppi esempi negativi in Italia ci dimostrano che alla fine la differenza la fa proprio la testa. Un impegno che ci dobbiamo dare è comunque quello di andare a controllare tra sei mesi quello che i nostri rappresentanti faranno. Troppe volte è mancata in Italia la verifica del lavoro e delle promesse fatte. Come voi dovete controllare l’Amministrazione comunale di cui faccio parte, così dobbiamo fare con chi siede a Venezia e a Roma.

Dopo di lui la parola è passata all’ex Sindaco Gualtiero Mazzi, certamente il vero padrone di casa della serata per i ruoli che riveste nella Lega Nord, partito di punta in questa campagna referendaria veneta.

È una grande occasione per il Veneto – ha spiegato Gualtiero Mazzi, tratteggiando le caratteristiche del referendum -. Maggiore autonomia non significa rinuncia al principio di solidarietà con le altre regioni italiane, quello che però si vuole ottenere è che vengano premiati gli enti virtuosi e censurati quelli che non garantisco la tenuta dei conti, come non è mai stato fatto. Ha ragione chi dice che questo referendum non era strettamente necessario, si poteva comunque trattare con il Governo sulla base delle norme esistenti. Ma un eventuale risultato molto ampio a favore del sì servirebbe a Zaia per muoversi con maggiore autorevolezza, forte del mandato che gli verrebbe direttamente dal voto. Per cambiare le cose in Italia, anche se il referendum trionferà, servirà infatti una decisione del Parlamento, quindi il referendum ha soprattutto un valore politico, verrà portata a Roma la voce dei veneti. Il rischio ora – ha indicato l’ex Sindaco di Sona – è invece che a Roma si preferiscano ridurre le competenze delle regioni, come avrebbe voluto fare Renzi con il referendum fortunatamente fallito lo scorso dicembre. Oggi sul tavolo vi è la questione dell’autonomia, ma questo non significa che non rimanga in agenda anche l’idea dell’indipendenza.

E’ stato quindi il turno di intervenire al Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle Riccardo Barbaro, recentemente entrato in Consiglio comunale a Sona dopo le dimissioni di Matteo Boschi.

Con questo referendum – ha spiegato Riccardo Barbaro – come cittadini possiamo indicare chi secondo noi deve avere più potere amministrativo locale, non è una disputa tra veneti ed italiani.

Il Consigliere del M5S di Sona ha poi raccontato la sua esperienza di vita negli USA, confrontando il sistema federale americano con la realtà europea ed italiana.

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Il tavolo dei relatori. Da sinistra Bonometti, Cordioli, Bianco, il moderatore Busatta, Mazzi e Barbaro.

Dopo di lui la parola è passata al Consigliere del Partito Democratico e di Nuove Prospettive Enrico Cordioli, che ha spiegato quali siano i presupposti del referendum.

Per troppi anni – ha indicato Cordioli – vi è stato eccessivo squilibrio tra alcune regioni, troppo disallineamento tra quanto si da e quanto si riceve. Questo referendum è un segnale forte che si vuole dare a Roma, anche per superare situazioni inique come quelle create dal patto di stabilità. Deve però essere ben chiara una cosa, con l’autonomia non è che arriverebbero più soldi in Veneto, ma avremmo un diverso riparto delle competenze che potrà portare al miglioramento dei servizi, grazie ad una migliore gestione dei fondi locali. Sono d’accordo sul referendum – ha concluso Cordioli -, ma parliamo di autonomia e lasciamo perdere l’indipendenza.

A seguire, l’intervento dell’altro ex Sindaco seduto al tavolo, e ora Consigliere comunale per Progetto Comune, Flavio Bonometti. Che è ripartito proprio dalla questione economica.

E’ vero che forse non arriverebbero più soldi da Roma, ma sicuramente ne tratterremmo di più. Se regioni virtuose come Veneto e Lombardia approveranno questo referendum – ha spiegato Bonometti -, poi il Parlamento farà fatica a non dare corso alle conseguenti modifiche costituzionali. Vi sono materie, come la previdenza sociale, nelle quali è realmente strategico che la competenza diventi regionale. Il fatto poi che qui, a questo tavolo, siamo tutti d’accordo sul referendum può significare molto anche per i cittadini di Sona, si tratta sicuramente di un’indicazione forte. Sento che vi sono delle perplessità per i 14 milioni di euro che verranno spesi per questo referendum – ha proseguito Bonometti -. Secondo me invece sono un ottimo investimento, non uno sperpero. Permettono di aprire un percorso, sono un investimento per il futuro.

La serata si è quindi snodata attorno ad un dibattito serrato, favorito dalle domande incalzanti del moderatore del Baco. Molto attento e partecipe il numeroso pubblico, nonostante il tema sicuramente non facile: tante le domande e tanti gli interventi, a dimostrare un indubbio interesse per l’argomento. Tra gli altri, erano in sala e hanno preso la parola anche l’Assessore Gianfranco Dalla Valentina, il candidato alle ultime regionali del 2015 per “Noi Veneto Indipendenza” Gianluigi Sette ed il Vicepresidente dell’Associazione Veneto Russia Palmarino Zoccatelli.

Una bella serata di politica dialogante, di cui sicuramente si sente il bisogno in tempi di urla sguaiate e ragionamenti usati come clave.

Al termine Enrico Cordioli, a nome degli organizzatori della serata, ha annunciato che vi saranno altre occasioni come questa. E nella prossima il tema che verrà trattato sarà quello del PAT di Sona.

L’Assessore Bianco ha preso l’occasione per comunicare ai presenti che l’Amministrazione è in procinto di organizzare quattro incontri, uno per frazione, finalizzati ad illustrare i lavori e gli interventi in corso.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato in parrocchia a Lugagnano e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco. Dal 2008 ricopre il ruolo di Presidente.

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