“Un disastro gli impianti sportivi di Lugagnano, ora basta”. L’Associazione Calcio ed il Real prendono posizione contro il Comune

Una durissima lettera quella che lo scorso 12 novembre le società sportive dell’AC Lugagnano e del Real Lugagnano – fresche reduci dal primo storico derby di Prima Categoria – hanno congiuntamente inviato al Comune di Sona, all’attenzione del Sindaco Gianluigi Mazzi e dell’Assessore allo Sport Gianfranco Dalla Valentina.

Toni molto ruvidi, frutto dell’esasperazione per una situazione degli impianti sportivi della frazione che, a detta delle due società sportive, non è assolutamente più accettabile.

“Sono trascorsi più di due mesi dall’inizio della stagione calcistica e dall’occasione in cui, alla presenza dell’Assessore allo Sport, ci siamo congiuntamente riuniti per cercare una soluzione pratica per l’utilizzo degli impianti sportivi – esordiscono nella lettera il Presidente dell’AC Lugagnano Forlin e il Presidente del Real Lugagnano Coati -. Le due società sportive hanno raccolto l’invito dell’Amministrazione ad una collaborazione pacifica, nel rispetto dei ruoli di conduzione e utilizzo degli impianti. In quell’occasione rammentiamo che l’Assessore prese l’impegno di eseguire quanto prima gli interventi necessari per poter allestire la disputa delle partite casalinghe nell’impianto di Via Barlottini, invitando entrambe le società a valutare, fra le varie ipotesi discusse, quella di utilizzare detto impianto per le partite casalinghe di entrambe le prime squadre”.

Ma quella proposta è per ora, secondo le due società, una soluzione difficilmente realizzabile. “Ad oggi, la condizione delle infrastrutture esistenti prosegue infatti la lettera inviata in Comune – non consente di poter destinare il suddetto impianto all’uso per il quale era stato originariamente programmato. Infatti non sono ancora accessibili gli spazi sottostanti alla tribuna, dove troverebbero naturale collocazione una zona bar-ristoro e dei servizi igienici per gli spettatori ed, inoltre, non vi è nessuna ipotesi concreta di dove poter allestire una zona biglietteria”.

“Ci è già stato fatto notare, con un tono di rimprovero – indicano senza mezzi termini Forlin e Coati – che disporre di un’area bar-ristoro o della possibilità di far pagare un biglietto non sono condizioni necessarie per la disputa delle partite. L’osservazione di per sé nemmeno sbagliata, non tiene però in considerazione che quel minimo di seguito di tifosi/amici che riusciamo difficoltosamente a coltivare, è il bene più prezioso di società dilettantistiche come le nostre ed è perlopiù costituito da compaesani che meriterebbero un’accoglienza adeguata. Non da meno, gli introiti che si realizzano dalla somministrazione di bevande e della vendita di biglietti sono più che mai fondamentali per le casse di entrambe le società. Ogni altra domenica abbiamo l’occasione di frequentare gli impianti sportivi di altri comuni della provincia e, possiamo affermare con ragionevole certezza, non ve né uno che versa nelle condizioni di quelli di Lugagnano”.

Le due società, a questo punto, propongono nella loro lettera una dettagliata ricognizione della situazione nella quale versano oggi gli impianti.

“Disponiamo di 3 campi di gioco (2 via Barlottini e 1 via Stadio). Primo Campo di via Barlottini: tribune “abbozzate” con locali sottostanti al grezzo, nessuna zone adibibile a bar-ristoro, nessun servizio igienico. Il fondo, appena rifatto, mantiene ‘ovviamente’ l’impianto di irrigazione di quasi trent’anni fa… (Perché mai mettere mano ad un impianto di irrigazione dal momento che si va a rifare il fondo??) ed ancora prima della fine del tempo di ‘riposo obbligato’ evidenziava parassiti e erbe infestanti. Per quanto riguarda il campo rinnovato, come tante e tante volte è stato segnalato, anche prima che progettista e ufficio tecnico firmassero il via libera alla consegna, i difetti sono molteplici ed evidenti. Il prato è infestato da diverse erbacce, il fondo lo si percepisce irregolare alla semplice camminata, gli irrigatori centrali sono infossati, le linee di drenaggio appaiono evidenti su tutto il terreno. È scandaloso che l’opera sia stata tranquillamente accettata: qualunque privato cittadino mai avrebbe pagato di fronte ad un risultato del genere; andava e va contestata a maggior ragione per rispetto del denaro pubblico impiegato”.

“Secondo Campo di Via Barlottini – proseguono -: Il campo da allenamento realizzato solo un anno fa (NdR foto sopra) versa in condizioni ancora peggiori, la qualità con la quale è stato realizzato l’intero impianto è da caso di studio. Il fondo non drena l’acqua, rendendo vana, alle prime precipitazioni, qualsiasi tipo di manutenzione si opera sul terreno. Le recinzioni sono state fatte al risparmio (un solo punto di accesso), non è stato previsto nemmeno un punto di presa d’acqua, l’illuminazione in alcuni tratti, richiede un vero e proprio sforzo di immaginazione. La risposta che ci viene fornita dall’Amministrazione è che si dispone di perizie che attestano l’adeguata realizzazione degli impianti. Quindi tutto a posto! Il Re è nudo ma nessuno lo può dire!!! In campagna elettorale è stato più volte annunciato che lo spostamento dell’accampamento nomade sarebbe stato imminente. Ad oggi non se ne parla neanche più. Quando è previsto lo spostamento?”.

In merito allo spostamento del Campo nomadi va, però, segnalato che essendo pendente un ricorso al TAR da parte di alcune ditte confinanti con l’area dove dovrebbe essere realizzato il nuovo campo, in zona Grande Mela, il Sindaco si trova in questa fase con le mani legate.

“Campo di Via Stadio – prosegue l’analisi dei due Presidenti -: Campo storico con impianti ‘storici’ con nessuna manutenzione effettuabile in quanto in via di dismissione. Non è dato sapere quando precisamente, ma lo status consente di evitare qualsiasi tipo di intervento straordinario. Infatti l’impianto di illuminazione è semifunzionante ma non è possibile sostituire le lampade in quanto i pali non risultano sicuri”.

La chiusura della comunicazione non è certo meno polemica delle premesse nei confronti del Comune e del Sindaco.

“Sottoscriviamo congiuntamente la presente – concludono, infatti, i due Presidenti – per richiedere un tempestivo incontro con il Sig. Sindaco per affrontare concretamente la situazione, capire in che modo le società scriventi possono contribuire alla realizzazione delle infrastrutture mancanti, capire se e perché gli impegni assunti in campagna elettorale stanno cambiando”.

Dopo questa comunicazione il richiesto incontro ufficiale tra AC Lugagnano, Real Lugagnano e l’Amministrazione comunale non c’è, però, ancora stato.

Nel frattempo, l’AC Lugagnano si sta organizzando per provare ad utilizzare il campo di via Barlottini per la prima squadra, come chiede l’Amministrazione comunale e anche alla luce delle condizioni del fondo di via Stadio. Serve però almeno portare la rete di recinzione all’altezza di due metri e venti, come previsto dai regolamenti in materia. Senza rete adeguata il campo da calcio non sarebbe omologato e in caso di partita l’arbitro potrebbe decretare la sconfitta a tavolino per la formazione di casa.

L’idea dell’AC Lugagnano è, quindi, quella di provvedere alla sostituzione della rete di recinzione e di usare temporaneamente la struttura della sede della società per garantire i bagni e un punto ristoro agli spettatori. Con tutte le difficoltà ed i problemi conseguenti.

“Preso atto della cattiva esecuzione dei lavori di realizzazione del nuovo campo di Via Barlottini, quello a nord – aggiunge a quanto scritto il Presidente dell’AC Lugagnano Giovanni Forlin, parlando con il Baco – abbiamo chiesto all’Amministrazione Comunale di intervenire nei confronti della ditta appaltatrice. Dai carotaggi effettuati, è emerso che il fondo presenta gravi problemi di drenaggio, per cui alla ditta, da quello che mi risulta, il Comune di Sona ha inviato una lettera di comunicazione dei vizi riscontrati con richiesta di risarcimento danni. Il fondo del campo dovrà essere completamente rifatto. Se l’impresa ha sbagliato, è giusto che rifonda il Comune. Anche il lavoro di risemina del manto erboso del ‘vecchio’ campo di Via Barlottini appare lacunoso ed anche in questo caso abbiamo chiesto di agire nei confronti della ditta appaltatrice. Come sempre fatto la nostra volontà è di confrontarci con l’Amministrazione Comunale e di cercare di risolvere i problemi, dotando finalmente Lugagnano di un centro sportivo degno di questo nome”.

Anche il Vicepresidente del Real Lugagnano Cristian Lorenzi, contattato dal Baco, interviene sulla spinosa vicenda. “Ci siamo visti costretti a mandare quella lettera al Comune per tentare di smuovere le acque. Il nostro è un impegno di totale volontariato, ma non possiamo accettare una situazione del genere. Sulla questione della mancanza di bagni e di uno spazio ristoro presso gli impianti di via Barlottini, ci erano state fatte delle precise promesse da parte dell’Assessore allo Sport: entro la fine del 2018 tutto avrebbe dovuto essere realizzato. Ed invece nulla è stato fatto. Riteniamo che, per quanto riguarda gli impianti sportivi, manchi al Comune una visione d’insieme, una progettazione complessiva, una capacità di pianificazione, ma che si lavori, quando va bene, solo per tamponare le emergenze. Oltre a quanto già portato all’attenzione del Sindaco, riteniamo, ad esempio, che sarebbe stata una scelta veramente lungimirante, anche dal punto di vista economico, quella di realizzare un campo di calcio sintetico. Sicuramente più costoso nella fase iniziale ma che alla lunga avrebbe avuto costi di manutenzione minimi e, soprattutto, avrebbe potuto sopportare in maniera egregia, come non può fare un campo tradizionale, un uso molto intenso da parte di molte squadre, soprattutto quando verrà definitivamente dismesso l’impianto di via Stadio”.

“Comunque – conclude Lorenzi , visto che non ci piacciono le polemiche fini a se stesse, ribadiamo la nostra massima disponibilità al dialogo, al confronto e alla collaborazione con l’Amministrazione. Ci siamo anche resi disponibili ad offrire il nostro lavoro di volontariato per contribuire a migliorare la situazione. Ora però serve una risposta forte da parte di chi ci amministra, è scaduto il tempo delle promesse”.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco, di cui è Direttore Responsabile. E' giornalista pubblicista iscritto all'Ordine dei Giornalisti.

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