Sona e altri cinque Comuni mettono assieme i servizi. “Per offrire sempre maggiore qualità”, spiega il Sindaco

Il 16 maggio è stata una data importante per Sona: in Giunta comunale si è discusso dell’Unione di Comuni tra Sona, Bussolengo, Castelnuovo del Garda, Pastrengo, Pescantina e Valeggio sul Mincio per mettere assieme servizi che rendano più economica, efficiente ed efficace la loro azione in un bacino di popolazione che viene a raggiungere più di 85 mila abitanti. Con l’avvallo della Regione Veneto che incoraggia l’associazione tra Comuni. Unico a restare fuori tra i Comuni dell’area è Sommacampagna.

Stiamo parlando di unione di servizi per renderli più efficienti, non di fusione di Comuni – spiega il Sindaco di Sona Gianluigi Mazzi – Sona rimarrà Sona, e così gli altri Comuni coinvolti. Il concetto che sta alla base di questa scelta aggregativa è che vogliamo tutti dare servizi migliori ai nostri cittadini. Non riusciamo a farlo se non mettendo assieme la polizia, il sociale, la protezione civile, la riscossione dei tributi, l’informatizzazione dei processi e tanti altri servizi che man mano si identificheranno. In questi anni più volte ci siamo incontrati come amministratori per rispondere ad una domanda: come può un Comune da solo dare ancor di più alla propria gente? È infatti emerso subito un principio: se tutti noi cittadini vogliamo servizi più efficienti e migliori allora l’unico modo è quello di metterli assieme tra Comuni vicini. Non ci sono altri margini o possibilità se non questi. I Comuni, e anche Sona, più di così non riescono a fare per tutti i limiti imposti nel corso degli anni e per non gravare ulteriormente sulle tasche dei cittadini. E allora la soluzione è quella di aiutarci, condividendo servizi. Non farebbero così anche i privati?

La Giunta comunale di Sona, in accordo con quella degli altri Comuni, ha quindi deliberato di affidare la redazione di uno studio di fattibilità per la costituzione di un’unione di Comuni contigui volto alla verifica tecnica dei vantaggi e degli svantaggi.

Il Sindaco Mazzi. Sopra, il Municipio di Sona.

Dal nostro insediamento – afferma il Sindaco – abbiamo già condiviso molte azioni con i territori vicini come il sociale e la polizia, ma anche su aspetti di ordinaria amministrazione, con delibere e determine che già vengono condivise. Ora è giunto il momento di formalizzare per dare ancor di più ai nostri cittadini. Ne potrebbe nascere una realtà di più di 85mila persone che avrà servizi efficienti ed efficaci, all’altezza degli standard dovuti e necessari per un territorio avanzato come il nostro. Unire i nostri Comuni nei servizi potrà per esempio permettere di avere la polizia locale presente sulle strade 24 ore su 24, ogni giorno; permetterà di poter accedere ad un sistema informatico unico, con massima interfaccia e funzionalità sempre più online; potrà significare una Protezione Civile ancora più coordinata ed efficiente; permetterà di realizzare gare d’appalto uniche tra i Comuni coinvolti, in maniera da migliorare la qualità dei lavori eseguiti e dei beni acquisiti, spendendo meno di quanto si spenda oggi. E molto altro.

Lo studio di fattibilità deliberato dalla Giunta di Sona il 16 maggio prende il via dalle caratteristiche demografiche e socio-economiche di ogni territorio comunale, con analisi delle attività produttive, dei servizi scolastici, socio sanitari e assistenziali, dei servizi culturali, ricreativi e religiosi, della viabilità e delle reti di trasporto e di comunicazione tra i Comuni, della sicurezza urbana e stradale per poi approfondire le caratteristiche del progetto vero e proprio.

Queste caratteristiche – spiega ancora il Sindaco Gianluigi Mazzi – saranno poi incrociate ed armonizzate con le realtà organizzative ed economico-contabili e di erogazione dei servizi già esistenti nelle singole Amministrazioni Comunali interessate all’unione. Un processo complesso ma necessario per l’individuazione dei possibili elementi di unione con riguardo agli effetti sulle attività economiche, sulla riorganizzazione delle strutture comunali, sulla gestione del territorio, sull’individuare equilibri per le imposte, tasse e tariffe, e non ultimo sull’offerta di servizi pubblici.

Il Comune di Bussolengo sarà il capofila nel progetto. La spesa di circa 20 mila euro necessaria per la realizzazione dello studio di fattibilità sarà suddivisa tra i Comuni (Sona dovrà dare 4.006,97 euro) e la gran parte sarà rimborsata dalla Regione Veneto, con apposito bando.

La Regione incoraggia le Unioni di Comuni – indica Mazzi – perché è difficile trattare con tantissime realtà piccole. Il 54% dei Comuni nel Veneto è tra i 1.000 e i 5.000 abitanti: molto meglio avere interlocutori rappresentativi che mantengano le identità dei loro singoli territori, ma che pretendano di erogare qualità per i cittadini a costi sempre più bassi: i sonesi, e gli altri che condividono questo, se lo meritano.

Nello studio di fattibilità, per il quale il Comune deve chiedere entro fine mese il contributo economico alla Regione, saranno presenti i dettagli per l’implementazione. I tempi previsti per l’Unione dei servizi del Comune saranno comunque valutati successivamente, anche a seguito di un necessario passaggio politico nei diversi Comuni aggregati dove si stabiliranno le modalità e i tempi di attuazione.

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