“Sconcertati da Voci di casa nostra”, nasce una polemica tra il Rettore dell’Università Popolare e il Gruppo di Ricerca Storica del Comune

Lo scorso dicembre è stato pubblicato l’ultimo libro scritto dal Gruppo di Ricerca per lo Studio della Storia Locale del Comune di Sona, una associazione di studiosi che, sotto il patrocinio della Biblioteca Comunale di Sona e dell’Amministrazione municipale, si impegna ad effettuare ricerche sul passato del nostro territorio.

Il libro, “Voci di casa nostra. Profili di personaggi che hanno dato lustro al Comune di Sona”, è stato pensato per conservare la memoria di coloro che si sono resi benemeriti per la nostra società, in epoche più o meno lontane. Alcuni sono nati nel Comune, altri vi hanno abitato per un periodo, tutti hanno lasciato un’impronta importante nel tempo in cui sono vissuti. Certi hanno già avuto la dedica di una via, e pertanto si è acquisita familiarità con i loro nomi, qualcun altro probabilmente oggi risulterà del tutto sconosciuto. Ogni capitolo di questo Quaderno contiene la breve biografia di ciascun personaggio.

Il volume, in distribuzione gratuita presso la Biblioteca di Sona e l’Anagrafe di Lugagnano, è stato molto apprezzato in quanto, nella sua voluta sinteticità, rappresenta un interessante volo d’uccello su personaggi illustri del nostro territori, soprattutto per i concittadini che magari non ne hanno mai sentito parlare.

Arriva però in questi giorni alla redazione del Baco una lettera firmata dal Rettore dell’Università Popolare di Sona Nora Cinquetti e dal marito Vittorio Zardini, che si dicono sconcertati da come nel volume è stata trattata la figura di Attilio Fedrigo. A rispondere alla loro lettera il Presidente del Gruppo di Ricerca Storica del Comune di Sona Mario Nicoli, che è anche da sempre collaboratore del Baco proprio nelle materie storiche.

Nora Cinquetti, Rettore dell’Università Popolare di Sona

“Abbiamo avuto modo di leggere il testo: ‘Voci di casa nostra’, profili di personaggi che hanno dato lustro al Comune di Sona, del gruppo di ricerca per lo studio della storia locale. Comune di Sona. Ci asteniamo da commenti di tipo generale e metodologico – spiegano Nora Cinquetti e Vittorio Zardini per soffermarci sulla presentazione del signor Attilio Fedrigo. Siamo rimasti sconcertati dalla veloce sintesi sul suo operato e dall’esiguo spazio dato a questa figura di ricercatore: 23 righe di ‘ricerca storica’ e una piccola fotografia della piantina del museo poco significativa e illeggibile, se non con una lente d’ingrandimento!”.

“Ci sembra doveroso integrare con qualche informazione, avendo personalmente conosciuto Attilio Fedrigo.  Nato a Ca’ del Moro, casa isolata di Chieve di Mazzano, nel Comune di Negrar, fin da bambino lavorava nella proprietà di famiglia. Dopo la scuola elementare si dedicò con impegno ed ingegno alle varie attività agricole; si muoveva inoltre con grande curiosità, attenzione e immaginazione nell’ambiente circostante, ricco di segni e tracce della vita sulla terra. L’attività di ricerca vera e propria si è sviluppata nel primo dopoguerra, con il trasferimento della famiglia a Monzambano. Lì imparò a riconoscere i fossili, a raccoglierli e a conservarli. Ricercò e reperì, con difficoltà in quegli anni, testi sulla formazione della terra, le ere geologiche e la paleontologia. Questi testi, di non facile studio, gli hanno permesso, progressivamente, di conoscere e immaginare l’aspetto dei più antichi e remoti paesaggi del suo ambiente di vita ma, soprattutto, lo aiutarono ad orientare in modo sempre più strutturato la sua appassionante ricerca sul campo. A Monzambano Attilio Fedrigo ha ricoperto anche la carica di vicesindaco, verso la fine degli anni cinquanta e fino a quando si trasferì nel ‘62 a Sona. Come è riportato nel testo sopra citato, il ricercatore ha iniziato ad effettuare scambi di informazioni e materiali con altri studiosi come lui, in varie parti del mondo. In particolare ha stabilito, negli anni, costanti rapporti con i musei di Scienze Naturali di Verona e di Trento, divenendo un collaboratore ufficiale e, come amava precisare, ‘alla luce del sole’. Il museo di Trento – indicano Nora Cinquetti e Vittorio Zardini in occasione del rinnovo delle proprie vetrine espositive donò al collaboratore veronese quelle dismesse ma ancora in buono stato di conservazione. A Sona abitava nella grande corte Fedrigo, oggi proprietà del Comune e sede dei servizi tributari e della biblioteca. La sua attività di ricerca, scambio e studio ha caratterizzato e illuminato la sua vita fino in tarda età dando luogo ad un vero e proprio museo, dapprima nella stessa corte Fedrigo, più tardi in un grande spazio ricavato nel seminterrato della nuova abitazione. Ricco di reperti di grande bellezza e valore paleontologico, il museo, sotto lo sguardo attento di Attilio Fedrigo, è diventato luogo d’incontro per scolaresche di ogni ordine e grado e per studenti di geologia indirizzati al ricercatore da docenti che ne conoscevano la competenza. La Banca Popolare di Verona, intorno agli anni ’80, ha dedicato all’illustrazione del museo un diario scolastico distribuito in tutte le classi della scuola dell’obbligo della nostra provincia. Il diario riportava, per ogni settimana scolastica, bellissime fotografie e descrizioni dei fossili del museo”.    

“Anche noi abbiamo apprezzato la sua impressionante raccolta e, con altre persone, ci è capitato di ascoltare, seppur da incompetenti, le sue ‘lectio magistralis’ sulla storia della terra, le ere geologiche, l’età e le caratteristiche dei suoi ritrovamenti. Qualche fotografia di alcuni suoi meravigliosi fossili avrebbe veramente meritato di occupare un giusto spazio nel testo Voci di casa nostra…”.

“Forse non c’è da stupirsi – concludono con rammarico il Rettore dell’Università Popolare Nora Cinquetti ed il marito Vittorio Zardini – delle poche righe riservate, nel testo, al ricercatore Attilio Fedrigo perché anche il museo, donato al nostro Comune, da trent’anni soffre di ristrettezze (molto materiale non è esposto per mancanza di spazio) e soprattutto attende di essere valorizzato. Certo, serve la consapevolezza del valore scientifico e culturale del dono ricevuto; certo, è fondamentale cogliere e far riemergere lo spirito del donatore; certo, bisognerebbe investire notevoli risorse  per un progetto, anche graduale, di  promozione di un tale patrimonio, certo si dovrebbero mettere in campo consulenze e sponsor ma, il museo potrebbe diventare un luogo di grande prestigio per il  Comune  di Sona, uno spazio di approfondimento del lungo percorso della vita sulla terra, un laboratorio di studio specialistico perfettamente centrato sul nostro  territorio, aperto e importante  per le nuove generazioni”.

A replicare, come si diceva, il Presidente del Gruppo di Ricerca Storica del Comune di Sona Mario Nicoli.

Il volume “Voci di casa nostra”, edito dal Comune di Sona

“Cari Nora e Vittoriorisponde Mario Nicoli – vi ringrazio della vostra lettera. Era giusto che, oltre ai complimenti che abbiamo ricevuto per la nostra ultima pubblicazione, ci fosse spazio anche per qualche critica (anche se l’espressione “sconcertati” mi sembra francamente eccessiva, non si è offeso nessuno). Parlando in generale, vi facciamo presente che i nostri Quaderni vengono stampati – per ragioni di costi – in formato standard, cioè con 64 pagine, non una di più e non una di meno. A volte è difficile, in uno spazio così esiguo, scrivere tutto ciò che si vorrebbe. La stessa vostra critica si potrebbe fare, allora, anche per il grande tenore Giuseppe Lugo, la cui biografia è stata pubblicata da una casa editrice parmense alcuni anni fa su un libro di molte pagine, ben più delle due facciate da noi riservate. Data la tirannia dello spazio, abbiamo preferito riservare qualche pagina in più a certi personaggi, come Pietro Maggi o Folchino Schizzi, che in passato furono intellettuali di primissimo piano, ma oggi totalmente dimenticati”.

“Venendo al caso specifico del personaggio in oggetto, vi informiamo che il Gruppo per la ricerca della storia locale ha in progetto di pubblicare in un prossimo futuro un Quaderno (probabilmente ancora di 64 pagine!) avente come tema la preistoria nel Comune di Sona. Ci sarà una prima parte che parlerà del museo Fedrigo, e che servirà da guida al turista in visita, e una seconda sezione che tratterà dei siti preistorici scoperti anni fa nelle frazioni del nostro territorio. In questo contesto si dedicherà ad Attilio Fedrigo un capitolo esauriente sulla sua biografia e sulle sue ricerche, trattandosi di uno dei protagonisti del libro. Ciò che avete letto su ‘Voci di casa nostra’, pertanto, era solo una anticipazione. Informazioni su di lui ne abbiamo, potremo attingere anche ai numerosi articoli pubblicati in passato sul Baco dedicati all’argomento”.

“Attualmente l’impegno del Gruppo di ricerca è sospeso – chiude il Presidente Nicoli – in attesa delle imminenti elezioni amministrative. Sarà la prossima Amministrazione municipale a decidere l’eventuale proseguo della sua attività che, lo ricordiamo, fa parte delle iniziative della Biblioteca Comunale di Sona”.

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