Perché le medie di Lugagnano furono dedicate ad Anna Frank? Una vicenda che torna di attualità

In questi giorni a causa delle tristi cronache provenienti nello stadio di Roma, con la bufera mediatica conseguente, è tornata di attualità la terribile vicenda di Anna Frank, la ragazzina ebrea tedesca divenuta un simbolo della Shoah per il suo diario, scritto nel periodo in cui lei e la sua famiglia si nascondevano dai nazisti, e per la sua tragica morte nel campo di concentramento di Bergen-Belsen.

Anche il nostro territorio ha reso nel tempo onore al ricordo di Anna Frank, intitolandole l’edificio della scuola media di Lugagnano.

La scuola fu inaugurata l’11 febbraio del 1980, un lunedì mattina con una cerimonia di benedizione da parte del Parroco di allora Don Mario Castagna e taglio del nastro. Brevi interventi del Provveditore agli Studi di Verona e del Sindaco Renato Salvetti, quindi qualche dolcetto e bibite per i ragazzi presenti ed aule aperte tutta la mattina per la visita di studenti e cittadini.

11 febbraio 1980, inaugurazione delle nuove medie di Lugagnano. Nella foto il Parroco don Mario Castagna durante la benedizione. A sinistra del Parroco l’Onorevole Fontana e dietro, alla destra di don Mario, il Sindaco Renato Salvetti (Foto Pachera)

Il nome “Anna Frank” alla scuola venne dato successivamente. La tragica vicenda di Anna Frank era diventata nota in Italia nel 1954, ma proprio nei primi anni ’80 si era avviato un dibattito nella società italiana per il fatto che, dopo anni di silenzio, alcuni tentarono di riprendere a minimizzare gli eventi legati al nazismo ed al fascismo.

La storia di Anna Frank divenne un argomento di discussione per chi intendeva, facendo credere che i diari non fossero di fonte originale, ribadire vicinanze alle dittature cadute con la fine della guerra e chi riteneva necessario invece ricordare la tragica verità ad uso educativo delle nuove generazioni.

Non vi fu un vero sondaggio, ma sicuramente i nuovi organismi eletti della scuola furono interpellati (dal 1975 erano operanti i Decreti delegati e quindi i Consigli di classe e d’Istituto) e la scelta di quel nome credo sia stata quanto mai opportuna.

Da molti anni ed anche oggi chi entra nella scuola media di Lugagnano viene ricevuto da un grande manifesto della ragazzina ebrea e non può sottrarsi dal porsi delle domande. Perché quelle vicende si siano potute verificare? E perché la relativa condanna non è ancora patrimonio comune del popolo italiano?

About Renato Salvetti

Nato a Rovereto (Trento) il 24 maggio 1940, ha conseguito il diploma di ragioneria a Verona. Sposato, con tre figli, ha svolto l’attività di dirigente d’azienda. È stato per quindici anni un amministratore comunale come Assessore e Sindaco di Sona. È storico delle vicende del Comune dal dopoguerra ed ha collaborato a pubblicazioni sulla storia recente e dei secoli passati del territorio di Sona e dell’area veronese.

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