Malamore: “Il silenzio aiuta il carnefice”. Intenso e potente lo spettacolo contro il femminicidio a Sona

C’è chi dice no alla violenza sulle donne. Il Comune di Sona lo ha fatto, dal momento che tanti cittadini, non solo di sesso femminile, si sono assiepati in sala consiliare per assistere a “Malamore”, spettacolo forte ed estremamente toccante, che Estravagario Teatro ha messo in scena mercoledì 21 novembre.

La serata è stata  voluta dall’Assessore alle Pari Opportunità Monia Cimichella, il cui forte coinvolgimento emotivo ha fatto vibrare la sala del consiglio più volte.

“Femminicidio è la parola chiave di questa serata. Femminicidio – dice Cimichella, in apertura – è un termine diverso da omicidio, perché sottolinea il motivo della morte.” Si tratta infatti di un neologismo che non indica la generica uccisione di una donna, ma la sua uccisione in quanto donna, secondo un’ottica che non tollera pari dignità tra i sessi. Tale fenomeno è radicato nella storia ed è stato spesso ignorato o sottovalutato; solo di recente si è cominciato a percepirlo come inaccettabile per la sua drammatica frequenza e diffusione tra tutte le classi sociali ed età.

Ad approfondire la questione è intervenuta l’avvocata Virginia Bonfante, che ha ribadito come i femminicidi siano in Italia un gravissimo problema di tipo storico, frutto di un retaggio culturale che facciamo fatica a scrollarci di dosso. A tal proposito, ha ricordato come “solo nel 1981 si stato abrogato il delitto d’onore.”

Ad aggravare la situazione sono anche i tempi della giustizia. “Quando una donna arriva a denunciare, possono passare anche quattro anni prima della sentenza e quindi della condanna. Va anche sfatata una convinzione radicata – ha precisato Bonfante – cioè che il femminicidio sia frutto di un raptus di follia, perché non lo è mai.” Ha poi ricordato che una delle questioni più urgenti cui mettere mano è quella della disparità contributiva tra uomo e donna.

L’Italia dovrebbe fare il possibile per favorire l’integrazione delle donne nel mercato del lavoro. L’avvocata ha anche sottolineato la sua totale contrarietà rispetto al decreto Pillon, considerato lesivo dei diritti delle donne. “Del resto – precisa – intorno a tale decreto si è espresso con profonda preoccupazione persino l’ONU, in quanto esso porterebbe ad un aumento delle disuguaglianze di genere.”

Il contributo di Virginia Bonfante è stato seguito dalle storie di morte violenta, raccontate dalle attrici, tutte vestite di rosso e intervallate dalla bellissima voce di Terry Veronesi, che le ha accompagnate con brani di cantautrici famose, come la Mannoia e la Bertè.

Lo spettacolo si chiama “Malamore” e si ispira al libro “Ferite a morte” di Serena Dandini, ma le attrici ci tengono a precisare che i racconti, seppur romanzati, si rifanno tutti a casi di cronaca nera in cui mogli, fidanzate, compagne, figlie sono morte per mano di uomini violenti. Si è voluto dar voce a donne che hanno parlato poco o non hanno parlato affatto, quando erano vive, che non hanno trovato il coraggio per denunciare, per mille ragioni diverse. Impossibile ascoltarle senza sentire continue fitte al cuore, senza emozionarsi profondamente, senza avvertire lo sdegno e la rabbia nel silenzio profondo di tutti i presenti in sala consiliare.

Le storie  hanno trovato la loro conclusione in un video, in cui si vede il dolcissimo viso segnato dalla commozione di Nadia Murad, che ha ricevuto il Nobel per la Pace 2018, “per i suoi sforzi per mettere fine alle violenze sessuali nei conflitti armati e nelle guerre”. Murad è una delle tremila ragazze yazide vittime di stupri e altri abusi compiuti dai miliziani dell’ISIS. Nadia fu sequestrata ma, dopo atroci violenze, riuscì a fuggire. Non ha ceduto alla paura e ha cominciato a raccontare la sua storia in giro per il mondo. “Dobbiamo sempre schierarci. La neutralità favorisce l’oppressore, mai la vittima. Il silenzio aiuta il carnefice, mai il torturato.” E’ con questo pensiero di Elie Wiesel, letto dall’Assessore Cimichella visibilmente emozionata, che si chiude una serata intensa, capace di stimolare riflessioni profonde.

L’Amministrazione comunale ha dato prova una grande sensibilità nei confronti di questo dramma, dal momento che sono ben quattro gli appuntamenti organizzati dall’Assessorato alle Pari Opportunità e alla Cultura durante la settimana. Tra questi, due si svolgeranno proprio domenica 25 novembre.

Nel teatro parrocchiale di Sona andrà in scena “L’amore che non è”, spettacolo di Enzo Rapisarda ispirato ai racconti di Gianpaolo Trevisi, mentre in Biblioteca “Pietro Maggi” dal Progetto Gutenberg verrà approfondita la figura di Franca Rame, drammaturga che si è spesa per i diritti femminili. Ad arricchire la serata è previsto anche l’intervento delle volontarie del Telefono Rosa Verona.

About Chiara Giacomi

Nata a Verona nel 1977, ha conseguito la laurea in Lettere presso l'Università di Verona e l'abilitazione all'insegnamento presso l'Università Ca' Foscari di Venezia. Sposata, con due figli, insegna Lettere al liceo.

Related posts