Lugagnano: sullo spostamento del campo nomadi il TAR rifiuta la sospensiva e da ragione al Comune (per ora)

La vicenda era esplosa a metà dello scorso febbraio, quando dieci ditte presenti nella zona industriale attorno alla Grande Mela avevano fatto ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale contro la decisione del Consiglio comunale di Sona di creare in quella zona, in via Liguria, “un’area di sosta a lungo termine” che dovrebbe accogliere i nuclei famigliari che ora sono presenti nel campo nomadi in via Le Mase a Lugagnano.

Quel campo nomadi (nella foto) è inserito praticamente nel centro di Lugagnano da moltissimi anni, proprio a ridosso di una zona molta frequentata, che comprende gli impianti sportivi e la Casa di Riposo.

Cresciuto ben oltre i limiti previsti, quel campo suscita da tempo le vibrate proteste dei residenti di quella zona, a causa soprattutto delle condizioni in cui versa l’area. Anche l’AC Lugagnano, che utilizza gli impianti adiacenti il campo nomadi, ha più volte segnalato come la presenza di quel campo costituisca un vero problema per i giovani atleti, che per arrivare agli impianti “sono costretti a passare proprio all’interno dell’accampamento, rasentando baracche e altri mezzi abitati da persone. Senza dimenticare il problema dei palloni che spesso finiscono nell’accampamento e non sono più recuperabili”, come scrive il Presidente Giovanni Forlin in una lettera inviata al Comune.

Contro la decisione del Comune di spostare quel campo in zona Grande Mela era arrivato, come si diceva, il ricorso al TAR di dieci imprenditori di quell’area. I ricorrenti, tra le altre cose, contestano al Comune di aver operato in maniera abnorme, utilizzando in modo illegittimo le disposizioni normative in materia.

Nel ricorso le dieci ditte, inoltre, chiedono al giudice da subito un provvedimento che sospenda l’efficacia degli atti impugnati, in attesa che il Tribunale Amministrativo stesso si pronunci sulla materia. Una richiesta che, se accolta, avrebbe significato per il Comune avere le mani legate e non poter procedere con la realizzazione dell’area di sosta fino a sentenza di merito.

Contro quel ricorso, e contro la richiesta di sospensiva, si era quindi costituito anche il Comune di Sona, contestando ogni addebito e argomentando sulla bontà e sulla legittimità della condotta tenuta.

Ma arriviamo alle novità di queste ore. Sulla richiesta di sospensiva il Tribunale Amministrativo Regionale ha pronunciato venerdì 9 marzo un’Ordinanza con la quale respinge la richiesta di sospensiva delle dieci ditte ricorrenti.

“Non sussiste un pregiudizio grave ed irreparabile – scrivono infatti i giudici amministrativi. – È contestata la previsione dell’area nei pressi di via Liguria a Lugagnano di Sona quale area di sosta a lungo termine. Trattasi di area di proprietà comunale per la quale il p.a.t. prevede la destinazione a servizi. La previsione contestata non incide sulla conformazione e sul possesso dei lotti in cui vengono svolte le attività produttive, commerciali e direzionali. Né appare grave il lamentato pregiudizio conseguente all’ipotesi che su tale area venga ad insediarsi una famiglia di nomadi, attualmente residente in zona non idonea, considerando che l’allocazione di tale famiglia nella zona contestata non costituisce l’oggetto dei provvedimenti impugnati. L’istanza cautelare – conclude il TAR nell’Ordinanza del 9 marzo – non può pertanto essere accolta”.

Primo set quindi che va al Comune di Sona. Ora i giudici dovranno entrare nel merito di quanto contestato.

About Mario Salvetti

Nato nel 1969, risiede da sempre a Lugagnano. Sposato con Stefania, ha due figli. Molti gli anni di volontariato sul territorio e con AIBI. Nella primavera del 2000 è uno dei quattro fondatori del Baco. Dal 2008 ricopre il ruolo di Presidente.

Related posts