“La politica giovanile non ha una bandiera, ma un obiettivo”. Incontriamo il Consigliere Mattia Leoni

E’ notizia di pochi giorni fa la scelta dell’amministrazione comunale di offrire ai giovani del Comune di Sona preziose occasioni di cittadinanza attiva con riconoscimento economico.

Per farci spiegare questa politica sempre più orientata anche verso i giovani incontriamo Mattia Leoni (a sinistra nella foto, con l’inviato del Baco Gianmaria Busatta), giovane Consigliere comunale di maggioranza appartenente alla lista civica “Giovani PerSona”, che promuove numerose politiche giovanili all’interno del nostro Comune, tra cui gli ultimi due bandi: Gutenberg e WIKI.

Come è nata la tua esperienza all’interno del Consiglio comunale?

La mia esperienza nella politica locale qui a Sona è iniziata due anni e mezzo fa, dopo aver sostituito il Consigliere Anna Lago. All’inizio della mia esperienza il mio obiettivo è stato quello di fare una mappatura del territorio per capire cosa già era presente e cosa era da potenziare, tenendo ben presente le esigenze dei nostri concittadini del Comune di Sona.

Da lì a poco è nato il primo progetto Gutenberg.

Sì, è stata davvero una questione di un paio di mesi. Non posso negare il successo di questo progetto perché probabilmente andava incontro a bisogni reali dei giovani del territorio.

Come definiresti questo progetto?

Gutenberg è stato, è e sarà un progetto di politiche giovanili all’avanguardia. Non si tratta infatti di un progetto disegnato e programmato; io lo vedo più come un contenitore di idee.

E qual è l’obiettivo?

Il Progetto si propone di potenziare la cittadinanza attiva, una realtà che, a mio parere, oggi è assolutamente all’avanguardia.

In quali modalità?

Qui si tratta di offrire ad un ragazzo delle responsabilità. E queste responsabilità generano delle opportunità. Il percorso di Gutenberg nasce con un bando di ricerca sul territorio ed una selezione di dieci giovani rappresentanti tutte e quattro le frazioni del Comune. Avviene poi un periodo di formazione, che oggi è essenziale. Sembra banale, eppure oggi nessuno può inventarsi: bisogna studiare e avere delle conoscenze.

Come avviene la formazione?

La formazione che realizziamo è ad altissimo livello e fa, ovviamente, da curriculum: vari professionisti approfondiscono coi giovani tematiche specifiche, quali l’organizzazione di eventi, la comunicazione e l’utilizzo dei social e la gestione degli spazi pubblici. La formazione avviene a 360 gradi: non è una semplice lezione formale e frontale, ma anche un bagaglio di esperienze che il giovane matura personalmente. Prendi un giovane di Sona e scopri che ieri è stato a Berlino, un altro la settimana prima a Parigi, un altro ha fatto un viaggio studio in Australia.

Esperienze che quindi possono dare un contributo al nostro Comune.

Esattamente. Da qui è nato poi un gruppo che ha generato diverse possibilità per tanti ragazzi: sono nati numerosi eventi gratuiti a sfondo sociale e culturale, dalla musica al cinema, dalla lettura per ragazzi alla gastronomia, dallo sport all’arte.

E riguardo alle opportunità per i giovani che aderiscono al Progetto?

Per tutti il Progetto Gutenberg è stata un’occasione di interazione con gli uffici comunali, capire come funziona la macchina amministrativa. Per qualcun altro il Progetto ha fatto da trampolino di lancio per altre attività, ma possiamo anche chiamarle professioni.

Come abbiamo riportato sul nostro sito, è nato anche il Progetto WIKI.

Sì, esatto. I progetti WIKI e Gutenberg sono il pacchetto unico delle politiche giovanili di Sona. Fino a circa cinque anni fa esisteva un portafoglio unico da cui attingere, ma occorreva rivolgersi direttamente al politico stesso per usufruire di queste risorse. Con l’attuale amministrazione c’è stato un cambio di approccio fondamentale: centralizzare le risorse in un unico contenitore, farci entrare i protagonisti e dar loro l’opportunità di gestire queste risorse.

Opportunità che genera responsabilità e autonomia.

E la responsabilità e l’autonomia generano circoli virtuosi, perché valorizzando gli spazi pubblici si attirano associazioni, si dà un impulso alla cultura, si offre l’occasione ai giovani di esprimersi.

Ma la cittadinanza attiva di cui mi hai parlato prima corrisponde a volontariato?

C’è un volontariato, che corrisponde all’approccio mentale, ma non credo che si raggiungano autonomia e responsabilità gratuitamente: vi è infatti un riconoscimento economico dell’attività svolta che per me è fondamentale. Deve passare il messaggio che ai giovani sono chieste delle competenze, ciò che fanno rende, e ciò che rende è quantificabile.

Considerando i Comuni limitrofi, che giudizio possiamo trarre delle politiche giovanili di Sona?

Considera Carta Giovani, il circuito intercomunale dove i giovani dai 14 ai 27 anni possono partecipare per realizzare progetti ed idee, a cui aderiscono tredici Comuni tra cui il nostro. Ecco, quest’anno all’interno di Carta Giovani “Bando alle ciance!” ha finanziato ben trenta progetti, di cui dieci sono di Sona. Un risultato incredibile!

Meraviglioso.

Pensa che gli eventi che abbiamo organizzato non sono frequentati solo da nostri concittadini, ma anche da tante altre persone che vengono da ben oltre dietro l’angolo del nostro Comune. Ed è qui che scatta la magia, diciamo: non sono più io quello che ci mette la firma, ma loro. Ecco perché sono orgoglioso di questi progetti: raggiungiamo l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ovvero quello di potenziare la cittadinanza attiva.

Il bello della politica, che non coordina ma collabora.

Il gruppo di politiche giovanili, di cui io ora sono rappresentante, è formato da loro; ed essi non sono delle pedine, né tantomeno sono stati reclutati in qualche modo, ma si sono avvicinati alla realtà politica di propria volontà. Devo riconoscere, infine, che la mia volontà di fare è nata da una possibilità di fare.

Per quale motivo?

Ho trovato un’Amministrazione comunale che mi ha ascoltato e ha creduto subito nelle mie idee. E ciò è davvero gratificante e stimolante.

Ci sono novità con il nuovo bando Gutenberg rispetto al primo?

Non ci sono particolari differenze, cerchiamo di dare continuità. L’unica peculiarità sostanziale è che rimarranno agganciati i ragazzi vincitori del precedente bando, in qualità di referenti del nuovo tavolo di politiche giovanili. Un’altra piccola novità consisterà in un passaggio del percorso di formazione tenuto da me, per quanto riguarda il funzionamento dell’apparato amministrativo comunale.

Su Facebook ho visto che sei stato al Festival di Venezia per parlare di politiche giovanili. Cosa ci racconti di questa esperienza?

Sono stato invitato dalla Regione Veneto, in particolare dall’assessore Elena Donazzan e dal Presidente del Consiglio regionale Roberto Ciambetti. Sona ha infatti aderito al bando regionale “Fotogrammi Veneti”: l’idea è quella di realizzare un film o docu-film sulle politiche giovanili comunali. In occasione, quindi, del Festival del cinema di Venezia è stato proiettato in un apposito spazio all’hotel Excelsior il docu-film del Comune di Alonte in provincia di Vicenza, il cui sindaco è un ragazzo di 24 anni. Da ciò che ho visto posso affermare che il loro è un progetto molto ben strutturato, ma si trova assolutamente all’interno della stessa prospettiva di ciò che stiamo realizzando qui a Sona.

Il tuo sogno nel cassetto?

Più che sogno nel cassetto è un mio prossimo obiettivo: mi piacerebbe far costituire a Sona la Consulta giovanile, un organo che risponde al Consiglio comunale, ma quindi con delle responsabilità, dei ruoli e degli obiettivi da raggiungere.

Secondo te, in vista delle prossime elezioni nazionali e comunali come si devono porre i giovani (e i meno giovani) nei confronti della politica?

Premesso che credo che non ci sia differenza di approccio tra politica locale e nazionale, in base alla mia esperienza e alle mie conoscenze noto che vi è una rivalorizzazione delle realtà comunali in funzione di un arricchimento del paese stesso. Vedo anche un netto distacco tra i giovani e la politica, ma lo comprendo: la politica nazionale ha fatto in modo di allontanare i ragazzi. Ma quello che stiamo facendo a Sona è una discontinuità con il passato e con altre realtà. Torniamo sempre al punto di cui abbiamo parlato prima: offrire ai giovani la possibilità di mettersi in gioco, avere delle responsabilità. E a Sona è stato un boom da questo punto di vista.

Quindi la politica giovanile non è slacciata da quella “tradizionale”.

Assolutamente no, è comunque politica in senso lato perché comporta confronto, dialogo, studio e approfondimento. E i giovani in politica non devono essere considerati come pedine o mosse di campagna elettorale, perché sono una preziosa risorsa quando ottengono una certa responsabilità. Credo che la politica giovanile non abbia una bandiera, ma un obiettivo.

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Nicola Mazza (VR) nel 2013, è laureato in Economia e commercio e frequenta il corso di laurea magistrale in Banca e finanza presso l'Università degli studi di Verona. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e il corso "Scrivere cinema" presso la Biblioteca Civica di Verona.

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