La politica di Sona litiga sulla solidarietà, e rischia di perdere di vista l’obiettivo importante

Ha generato parecchio dibattito la scelta della maggioranza di bocciare la mozione presentata da Lega e Progetto Comune a favore delle comunità colpite dal maltempo in Veneto. Come in tutte le discussioni, il limen tra un fatto oggettivo e la propria opinione è delicatissimo, andare fuori tema può essere un’azione tanto involontaria quanto comodante.

Sentite entrambe le campane, gli appunti nel taccuino di chi scrive non sono affatto ordinati. Risulta opportuno approfondire e conferire maggior chiarezza al tema, perché rientriamo sempre nell’ambito della comunicazione politica, dove la dialettica ed il politicamente corretto sono filtri spesso presenti e da rimuovere.

Partiamo dall’inizio: l’idea proposta nella mozione da parte dei due gruppi di minoranza mette tutti dalla stessa parte. Sia la maggioranza sia il consigliere Moletta condividono la proposta della mozione. Bene, un percorso, quindi, che meriterebbe un perseguimento ed approfondimento. Tuttavia, il voto contrario della maggioranza e l’astensione di Moletta sono riconducibili al medesimo duplice motivo, cioè investire risorse maggiormente sul territorio comunale ed incrementare l’educazione ambientale delle generazioni più giovani.

Motivi giustificabili, ma solo in apparenza. Il castello di carte crolla con l’intervento di Bellotti: “manca un progetto concreto alla base”. Questo, forse, è il motivo principale della bocciatura della mozione.

Approfondiamo. Se in alternativa al contributo monetario fosse stata proposta una solida ed efficace iniziativa ben organizzata e strutturata, come era stato fatto con Sona Pro Fonte del Campo, la maggioranza avrebbe accolto la mozione? Probabilmente. Lo stesso Bellotti lo ha affermato durante il Consiglio del 27 dicembre scorso: “Rimaniamo aperti ad ogni proposta di solidarietà di fronte a progetti concreti“.

La maggioranza ha pensato bene di infischiarsene dei Cittadini di Vicenza, Belluno e Treviso”. L’affermazione della Lega è indubbiamente forte nei toni e nel contenuto, e si scontra con la suddetta dichiarazione di Bellotti e con le numerose iniziative di solidarietà che la maggioranza ha promosso ed a cui ha partecipato in passato.

Tuttavia, questa ci conduce ad una riflessione ulteriore: la mancanza di un progetto e l’investimento di risorse solo sul nostro territorio anche per un’educazione ambientale sono davvero motivi necessari e sufficienti per non effettuare un gesto di solidarietà? Dalle dichiarazioni dell’Assessore e dei Consiglieri di maggioranza, infatti, non è enunciata la mancanza di risorse monetarie come causa di voto contrario.

Ecco, allora, che la ricerca di un’iniziativa valida ed efficace in grado magari di coinvolgere direttamente anche la cittadinanza poteva essere una strada da percorrere, una sorta di controproposta da parte di chi vuole essere solidale ma in una forma che non sia il mero contributo economico.

Peccato, infine, che la Consigliere Dal Forno prima e l’Assessore Dalla Valentina poi la buttino in politica. Perché nel testo della mozione di politico non c’è nulla. È un rebus da Settimana enigmistica capire dove l’una vede colori politici in una mozione di solidarietà (gli unici elementi erano i simboli della Lega accanto alle firme dei tre consiglieri) e l’altro “slogan dal vago sapore elettorale”.

Ecco, “slogan”. Chi ha seguito la campagna elettorale ricorderà che il candidato Bonometti, sostenuto dalle liste Progetto Comune e Lega, ha più volte sentenziato in vari contesti: “prima i cittadini di Sona”; slogan evidentemente in antitesi con il testo della mozione, ma di fatto espresso in termini e modi diversi sia da Moletta, che invita l’Amministrazione ad investire risorse sul territorio, sia da Dalla Valentina, che preferisce fare educazione e prevenire fenomeni atmosferici pericolosi nel nostro Comune.

La volontà da parte della maggioranza di definirsi perennemente apartitici (anche quando non è il caso, come questo) con toni talvolta politically correct rischia di sfociare in un autogol dialettico.

Essendo la comunicazione politica un tema interessantissimo e che allo stesso tempo richiede prudenza, l’aspettativa della cittadinanza è che si eviti di ridurre una proposta di solidarietà in un caso politico. Poi, infatti, da polemica nasce polemica, e l’obiettivo finale di solidarietà sfuma.

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Mazza (VR) nel 2013, è laureato in Economia e commercio ed in Banca e Finanza, corso di Laurea Magistrale presso l'Università degli studi di Verona. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e diversi seminari sulla cinematografia presso la Biblioteca Civica di Verona.

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