Inaugurata la mostra di pittura dell’Università Popolare di Sona: incontriamo nuovi artisti

Ha aperto i battenti sabato 14 aprile a San Giorgio in Salici, con un ricco buffet di benvenuto, l’annuale mostra dei lavori realizzati durante i corsi di disegno e pittura, sfilature, piccolo cucito e addobbi floreali, organizzati dalla nostra Università Popolare.

Alla manifestazione, che è stata brevemente presentata dagli insegnanti dei diversi corsi e alla quale ha portato il saluto dell’Amministrazione Comunale l’Assessore Bianco, ha partecipato un folto pubblico di appassionati e di semplici “curiosi” che hanno ammirato e condiviso la creatività di tutti i gruppi che hanno partecipato alla kermesse.

In questa foto ed in alto alcuni momenti dell’inaugurazione di sabato 14 aprile.

Nell’articolo che abbiamo pubblicato venerdì scorso (per gli amanti della scaramanzia, venerdì 13 c.m.) vi avevamo lasciato presentando alcuni dei parametri con i quali si deve poter valutare l’operato di una Università Popolare e una prima serie di interviste agli studenti dei corsi di pittura e disegno, oggi possiamo misurare un altro importante parametro con il quale misurare la validità dei corsi proposti: l’eterogeneità degli artisti presenti che sono diversi per età, cultura, esperienza, professione… tutti uniti e animati dalla cultura “del bello”.

Se poi guardiamo al parametro territoriale, la nostra è una Università che accoglie e attira molti artisti che vengono a dipingere e a lavorare nel nostro Atelier e nelle sale messe a disposizione dal Comune, anche da comuni distanti, che la sera partono da Verona o da Monzambano o da Bussolengo, Sommacampagna e altri comuni e frazioni limitrofe.

È un grande segnale, che ci dice quanto siano curati e attenti gli amministratori che gestiscono l’Università e la serietà dei corsi proposti, dove anche artisti “affermati” e che sono “sulla breccia” da molti anni, vengono per confrontarsi e stare insieme con i più giovani.

Molto spesso tocca anche a loro il ruolo di “vedersi copiare” dai più giovani, ma, a loro volta, ricevono molto, sia in energia che in spazi di collaborazione.

E la riprova di tutto questo si ha assistendo in prima persona, come abbiamo fatto noi, all’allestimento della sala: chi prendeva le catenine, chi trovava i ganci, chi attaccava le etichette, chi portava i cavalletti e chi controllava gli allineamenti… sembrava di vedere un unico organismo che si muoveva quasi in silenzio e con gesti che sembravano automatici anche per chi è alla prima esperienza espositiva.

E non è forse anche questo un grande risultato? Di questi tempi in cui è difficile trovare sinergie anche da parte di chi le sinergie dovrebbe trovarle per lavoro, è uno spettacolo vedere un gruppo che si ove in questo modo; non è normale, sono artisti!

Quest’oggi presenteremo un secondo blocco di autori, anche in questo caso, in ordine sparso, senza una scaletta predefinita, come proiettando colori diversi su una nuova tela. Incontriamo Lorena Dal Bosco, di Pastrengo; Mara Mazzurega, di San Giorgio in Salici; Susie Lonardi, di Palazzolo; Luciano Residori, di Verona; Gianluca Bergamini, di Salionze; Irene Griendi, di Bussolengo; Nadia Righetti, di Lugagnano e Giacomina Di Bello, di Lugagnano.

In attesa che anche voi li conosciate visitando le sale della mostra ed ammirando le loro opere, non ci resta che darvi appuntamento nei prossimi giorni, quando, presentando gli ultimi artisti, cercheremo di scoprire altri “segreti” della nostra Università Popolare.

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Lorena Dal Bosco.

LORENA DAL BOSCO

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Lavoro come architetto presso l’Ufficio lavori pubblici del Comune di Bussolengo.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Si può dire che io disegni da sempre, dipingo da 25 anni. Conservo con cura il mio primo vero quadro (dipinto a tempera) e datato 1993!

Ma se neppure li dimostri…

Eppure…

Come hai cominciato?

Ho cominciato frequentando il Liceo Artistico Nani-Boccioni, come ti dicevo la mia è stata una passione nata prestissimo.

Da quanti anni frequenti l’Università popolare di Sona?

Da circa 8 anni.

Come è cambiata la nostra Università Popolare in questi anni?

Per quanto riguarda il corso di pittura, sempre in meglio, sia per le persone (che sono aumentate in numero e dalla personalità eclettica) che per i riconoscimenti esterni  e le opportunità che ci vengono date.

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Il mio primo maestro, che ricordo sempre con piacere, è stato il Prof. Alessandro Del Gaudio, insegnante di disegno e pittura al liceo artistico. Poi, però, studiando architettura al Politecnico di Milano, ho avuto modo di confrontarmi con molti insegnanti, ma ricordo anche il Maestro Stefano Fasoli che insegna pittura a Sommacampagna.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Più che rispondere ad una domanda sulla tecnica che è sempre variabile e mutevole a seconda dei soggetti e delle emozioni che si vogliono rappresentare, mi piacerebbe esprimere un’idea sull’essenza stessa dei dipinti. I dipinti sono frutto di un progetto, che da un’idea di base si trasforma, con il colore, fino ad assumere l’aspetto finale, quello che l’artista intende quando dice che il quadro è “a posto”).

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Non ho soggetti preferiti, affronto diverse tematiche; ultimamente mi sta appassionando un settore che ritengo ancora poco indagato dalla pittura, ossia l’archeologia industriale.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Ricevere il premio del concorso “L’arte racconta i quartieri” che si è tenuto nel palazzo della Gran Guardia di Verona.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Mi piace far rivivere ricordi ed emozioni che si sono vissute nei luoghi più diversi, anche attraverso soggetti che, all’apparenza, potrebbero sembrare poco “pittoreschi”; anche i luoghi hanno un’anima.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora avuto modo di realizzare?

Sì, ma un po’ per scaramanzia un po’ perché ci vorrebbe un intero giornale per riportarle tutte, preferisco non parlarne. Ho molte idee in testa che non ho ancora avuto modo di realizzare.

A chi sei più grata, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Non c’è una persona in particolare che mi abbia spinto su questa strada, forse dobbiamo risalire alla maestra delle elementari!

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Dipende molto dall’umore del periodo. I pittori nelle diverse epoche e con i loro diversi stili e tecniche hanno sempre molto da dirci, ma occorre che noi ci troviamo in uno stato d’animo di sintonia con la loro arte, è questo che intendo quando parlo di “umore”.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Oltre che qui a San Giorgio in Salici, la prima settimana di giugno sarò con i pittori di Sona a Lazise, in Sala Civica, mostra che si tiene ogni anno. Poi conto di partecipare a “Villafranca All’arte” e poi… e poi… chissà? Dopo aver esposto a Milano l’estate scorsa, ho avuto diversi contatti con Gallerie d’Arte…

Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

Oltre che alle mostre dei dintorni, i miei quadri sono “esposti” nel sito www.pitturiamo.com e sulla mia pagina Face book “Dal Bosco Lorena Art Gallery”.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Lorena non ci risponde ma deponendo per un attimo il pennello, con un largo sorriso, ci fa segno OK! Con due mani!

Un’ultima domanda che, se vogliamo, esce un po’ dal mondo dell’arte: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

È una domanda sulla quale c’è molto da riflettere, quando ci penso non trovo nulla di divertente nella violenza, soprattutto se esercitata nei confronti delle donne, e della pedofilia.

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Mara Mazzurega impegnata con i pennelli.

MARA MAZZUREGA

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Ho lavorato nell’ambito della ricerca in psicologia presso l’Università di Trento, ora, però, sto facendo la mamma a tempo pieno e nel frattempo… cerco lavoro!

Capisco, come nasce la tua passione per la pittura?

Dalla passione di mio papà! (che è anche l’insegnante del corso ndr) Per me è un artista in continua evoluzione che mi dà molto anche come Maestro di pittura.

Come hai cominciato?

Ho iniziato quest’anno, con il corso organizzato dall’università popolare di Sona, ho provato a mettermi in gioco e a dipingere.

Questa risposta un po’ mi sorprende, vedendo i tuoi lavori non si direbbe che tu sia una principiante ai primi pennelli.

Grazie! Eppure è così, anni fa, sempre con l’università popolare di Sona ho frequentato un corso di yoga, poi ho ripreso quest’anno con il corso di pittura.

Inutile chiederti chi è stato il tuo primo maestro?

In realtà, quando frequentavo il liceo psico-pedagogico, mi piaceva disegnare e dipingere ma prima d’ora non ho mai frequentato scuole e corsi ad indirizzo artistico.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Per approssimazione successiva, per prove ed errori…

Sento che l’ironia non ti manca, la metti anche nei tuoi dipinti?

Veramente sto proprio imparando, non mi sento ancora di poter dire di avere uno stile e una tecnica già definita, per me è ancora tutto un mondo in evoluzione e da scoprire.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Mi piacciono i dettagli, e i volti, le sue espressioni i suoi atteggiamenti, e gli animali… almeno credo! Perché come dicevo sto ancora imparando e devo ancora affrontare tante nuove tematiche che non è detto che non mi appassionino di più.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Riuscire a dipingere i miei primi quadri, credimi è già una soddisfazione (ti capisco, mamma mia come ti capisco!)

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

La mia speranza, come quella di tanti artisti al mio livello, è senz’altro quella di dar forma alle emozioni attraverso il colore. Non so ancora se sarà la rabbia, la gioia, l’invidia o cos’altro ancora, so solo che vorrei renderle percepibili attraverso i colori.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora fatto?

Sì, sogno di dipingere un ritratto di mia figlia, Sole, prima che compia 50 anni.

Considerando che adesso ha poco più di un anno, tranquilla, ci riuscirai… A chi sei più grata, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

A papà, che con pazienza cerca di insegnarmi le basi della pittura (anche se ogni tanto mi “sgrida” perché dice che “faccio quello che mi pare”).

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

In questo momento mi piace molto l’arte di Frida Kahlo (un’artista messicana della metà degli anni 50 che sta tornando alla luce anche in questi tempi e che ebbe una vita assai travagliata; nelle sue opere è sempre presente un rapporto ossessivo con il suo corpo martoriato a seguito di un incidente automobilistico, anche se condito con elementi di humour e di folklore messicano ndr) ma mi piacciono diversi artisti e generi, ognuno deve essere apprezzato per le sue peculiarità.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Vorrei tanto dipingere sul cartone di recupero, il cartone degli imballaggi, vorrei i miei fogli dipinti con spezie e caffè… per ora solo idee.

Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

Nello “scantinato” dove si tiene il corso (Ecco! ndr).

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Se avrete pazienza qualche anno, certo che lo farò!

Un’ultima domanda: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Non si può, non è giusto scherzare sulla guerra, sulle sofferenze, e mi fanno paura le incertezze che si vivono al giorno d’oggi. C’è un limite oltre il quale tutte le “cose” diventano veramente serie, bisognerebbe saper cogliere questo limite, che però è diverso da persona a persona. Vorrei tanto che, rispettando questo limite, si sapesse scherzare di più, l’ironia ci rende liberi.

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Susie Lonardi al cavalletto.

SUSIE LONARDI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Gestisco il mio Bad and Breakfast e, in parte, mi occupo dell’azienda agricola di famiglia.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Ho sempre amato dipingere, o meglio, fin da quando ero piccolina sono sempre stata attratta dal colore.

C’è qualche episodio della tua giovinezza che ami ricordare e che ha risvolti con il colore?

Sì, ce n’è uno in particolare che ricordo sempre volentieri: ricordo che frequentavo la prima media, ho “messo” dei colori su un foglio e poi, riguardando il disegno finito, vedevo in quei colori un mare in burrasca…

Come hai cominciato?

Seriamente dici?

Seriamente…

Mi ci sono dedicata seriamente negli anni 90 del secolo scorso. (capirai, pensavo dell’800!)

Da quanti anni frequenti l’Università popolare di Sona?

Da circa 20 anni (Praticamente da sempre ndr)

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Il mio primo maestro è stato il Prof. Elvio Campi, di lui ricordo la sua capacità di interpretare “nel profondo” i semplici lavori che facevamo a quel tempo. Non ho frequentato scuole ad indirizzo artistico ma ho avuto la fortuna di avere privatamente un maestro che mi seguisse.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Mi piace molto sperimentare, non uso una sola tecnica…. Credo che i miei lavori migliori nascano quando… Nascono da soli, nel momento in cui devono nascere.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Mi piace dipingere; il soggetto, l’ispirazione nasce al momento, quando qualcosa, può essere qualunque cosa, colpisce la mia creatività.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Provo molta soddisfazione quando posso rappresentare i miei lavori, alle mostre d’arte e nelle gallerie o anche, semplicemente, nelle sale del mio B & B.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Forse emozioni…

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora fatto?

A questa domanda ti direi di no, ho sempre dipinto sotto l’impulso del momento, è così che mi piace, e quindi non faccio progetti per il futuro e non ho desideri predefiniti, seguo “l’istinto” del momento.

A chi sei più grata, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

A me stessa.

A te stessa?

E a tante altre persone che sarebbe troppo lungo elencarti e non voglio dimenticare nessuno…

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?     

Sono affascinata dalla pittura di Giorgio Morandi (che è stato universalmente riconosciuto uno dei protagonisti della pittura italiana del ‘900 del quale sono famosissime le sue “nature morte”)

I tuoi prossimi progetti artistici?

Ho in programma la partecipazione ad alcune mostre, ma è ancora prematuro definire un vero e proprio calendario. Sarò sicuramente a Lazise dal 1 al 7 giugno.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Sicuramente.

Un’ultima domanda che, se vogliamo, esce un po’ dal mondo dell’arte: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Questa è una cosa molto personale, le sensibilità sono molto diverse e trovo difficile dare una risposta univoca a questa domanda, per quanto mi riguarda, non riesco a scherzare quando avverto la situazione seria (per me, voglio dire).

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Un’opera di Luciano Residori.

LUCIANO RESIDORI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Sono stato per 50 anni un autoriparatore, attualmente sono pensionato.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Sono da sempre appassionato di pittura, posso dire che questa passione è nata con me, me la porto dentro. Ormai sono più di 40 anni che dipingo…

Come hai cominciato?

Ho iniziato a dipingere fin da giovane, la mia passione non mi lasciava scampo e correvo a dipingere ogni volta che il mio lavoro me ne lasciava lo spazio.

Da quanti anni frequenti l’Università popolare di Sona?

Saranno ormai dieci, undici anni.

Come è cambiata, secondo te, l’Università popolare di Sona, in questi anni?

È cresciuta molto, sia come qualità di insegnamento che come proposte.

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Il mio primo maestro l’ho avuto quando frequentavo il Gruppo Artisti Parona, si chiamava Vittorio Ferrari; di lui ricordo la sua grande passione e il suo essere capace di coinvolgerci facendo partecipare ai nostri anche storici appassionati storia locale che avevano sempre un “segreto” da raccontarci. Poi, come ti dicevo, frequento da molti anni i corsi dell’Università Popolare di Sona e l’Accademia Cignaroli.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Mi piace definirmi un “Impressionista contemporaneo”. Amo anche sperimentare tecniche miste nelle quali posso, ad esempio, unire materiali diversi come sabbia, stucchi, polveri di marmo, ecc.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Sono particolarmente attratto dai paesaggi marini nei quali trovo la luce, il sole il turchese del mare, le trasparenze e, in fondo, la sua immensità. Mi piace anche dipingere, quando le incontro, figure e momenti di vita particolari come ad esempio è stato quando ho dipinto “La violoncellista” e “La riflessione” di un anziano.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Nella mia “carriera” se così si può dire, artistica, per la mia partecipazione ai diversi concorsi di pittura, ho ricevuto molti riconoscimenti; fra tutti mi piace ricordare il premio che ho ricevuto nel 2013 al Palazzo della Gran Guardia in occasione del concorso “L’arte nei quartieri”. Però le vere soddisfazioni vengono da chi guarda ed apprezza le nostre opere.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Serenità, serenità e bellezza.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora fatto?

Certo! il mio quadro migliore devo ancora dipingerlo! E sarà l’ispirazione del momento che mi guiderà nella scelta dell’opera.

A chi sei più grato, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Sono tanti gli artisti che vorrei citare e che mi hanno incoraggiato a procedere con la mia passione.

Ce n’è qualcuno che avresti piacere di ricordare?

Sicuramente il compianto Franco Bazzani, con il quale dipingevo fino a tarda notte e poi tanti altri…

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Fra tutti gli Impressionisti, quello che mi colpisce di più è Claude Monet, il pittore che ha dipinto le famosissime Ninfee ma che è anche l’autore di “Barca a vela. Effetto sera” e di “Londra, il Parlamento, riflessi sul Tamigi”, o anche del “Il treno nella neve” e tantissime altre opere che è impossibile ricordare… Alla passione per gli Impressionisti, associo la passione per “Il realismo” che vede in Gustave Courbet, Honorè Daumier e Francois Millet alcuni dei suoi esponenti migliori (Ndr F. Millet, per dare l’idea ai nostri lettori dello stile dei suoi quadri, è l’artista che ha dipinto il famosissimo “Angelus” che ritrae una coppia di contadini in preghiera sul proprio campo di lavoro). Ecco, vorrei tanto che i miei quadri fondessero insieme queste due grandi correnti pittoriche.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Continuerò la mia ricerca e cercherò sempre di migliorarmi attraverso il confronto con le opere di tanti altri artisti, contemporanei e non.

Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

La prima settimana di giugno sarò con i pittori di Sona a Lazise, in Sala Civica, poi, in ottobre, sarò a Peschiera del Garda.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Sì, senz’altro.

Che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Non possiamo scherzare, nel senso di modificare, alterare, manipolare, snaturare e quant’altro, la parola data. È il primo segno di rispetto che dobbiamo avere per chi ci ascolta.

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GIANLUCA BERGAMINI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Lavoro in ufficio da qualche anno, mi occupo di documentazione in materia ambientale e sicurezza. Prima ero quello che noi definiamo un “operativo”, un addetto agli interventi sull’impianto per conto dell’Azienda Elettrica per la quale lavoro.

Come nasce la tua passione per la pittura?

La mia passione è nata per curiosità verso una attività che mi interessava ma che non credevo di saper fare; poi la lettura di alcuni testi, come ad esempio “Disegnare con la parte destra del cervello” di Betty Edwards, poi l’incontro con un insegnante che li metteva in pratica, ecc. ecc.

Quando hai cominciato?

Tardi, molto tardi! Avevo circa trent’anni! Se lo avessi saputo avrei iniziato prima! Molto prima…

Da quanti anni frequenti l’Università Popolare di Sona?

Ormai sono 4 anni e sempre con il Maestro Giorgio Mazzurega.

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Non ho nessuna formazione, per così dire “classica”, e non ho mai avuto la possibilità di frequentare scuole ad indirizzo artistico, per contro ho partecipato a molti corsi di disegno e ad altri corsi in cui mi sono confrontato con gli acquerelli e con la pittura ad olio.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Alla ricerca di un equilibrio tra la maestria tecnica e la capacità di trasmettere l’emozione che ha dato il via al quadro; equilibrio tra definito e indefinito…

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Parto sempre da un soggetto reale e cerco di trasformarlo secondo la mia visione, secondo il mio percepirlo. I soggetti sono comunque soggetti “classici”: paesaggi, nature morte, figure, ecc.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Provo una grande soddisfazione tutte le volte che mi guardo indietro e mi dico: “Però! Qualcosa ho imparato!”. Ovviamente mi fa piacere quando vengo apprezzato.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Inevitabilmente si cerca sempre di esprimere quello che si ha dentro e “non si vede”, sé stessi, per quanto ci si conosce! La pittura ci fa scoprire, spesso il risultato sorprende anche chi lo ha ottenuto.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora fatto?

Continuo a sognare cose ed emozioni che vorrei dipingere, e immaginarle. Tele che un giorno dipingerò… spero.

Sento sempre un grande desiderio di migliorarmi.

A chi sei più grato, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?           

Tutte le esperienze che ho fatto mi hanno portato qualcosa. Devo dire un grande grazie a tutti i maestri che ci hanno messo davvero tanta passione per farmi imparare e trovare la mia via.

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Non posso dire di avere un artista o una corrente con la quale mi sento particolarmente in sintonia. “Preferisco” tutti gli artisti dei quali avverto la maestria, la profondità, la ricerca, la spiritualità…

I tuoi prossimi progetti artistici?

Continuare a lavorare a lavorare a lavorare, anche quando andrò in pensione, a lavorare lavorare lavorare… e poi tornare ad iniziare! Continuare a confrontarmi e a far vedere le mie opere. Credo che il confronto, in questa arte, sia molto importante.

Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

Praticamente sto iniziando solo ora ad esporre le mie opere, in mostre collettive e forse, a maggio, a Peschiera del Garda, la mia prima personale…

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Cerrrrrto!

Che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Direi che l’ironia va bene, ma, restando nel mondo dell’arte, non mi piacciono le provocazioni/dissacrazioni gratuite e fini a se stesse, soprattutto se architettate per meri fini commerciali.

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Irene Griendi

IRENE GRIENDI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Sono una commerciale e collaboro con aziende del settore grafico.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Mi ha sempre affascinato la capacità di esprimersi con i colori che possiedono molti artisti e, finalmente, mi sono decisa anch’io ad emularli.

Quando hai cominciato a dipingere?

Sono una “novizia”! ho iniziato solo da qualche mese, da ottobre dell’anno scorso…

Da quanti anni frequenti l’Università popolare di Sona?

Questo è il primo anno. Prima non ho mai avuto occasione di frequentare scuole o corsi ad indirizzo artistico.

Come l’hai conosciuta?

Tramite il passa parola.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

È un po’ troppo presto per rispondere a questa domanda…

È vero, scusami, ha giocato un po’ la forza dell’abitudine…

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Mi piace dipingere sia il paesaggio, la natura e anche la figura umana, le persone, ma anche in questo caso è difficile rispondere a questa domanda perché sono ancora nella fase in cui sto imparando praticamente tutto.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

È stato molto importante per me che guardavo con ammirazione tanti artisti, vedere che con una buona guida, anch’io riesco a comunicare con i colori.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Certo: la bellezza della vita e della natura!

C’è qualcosa che sogni di dipingere?

Sono attratta dai paesaggi marittimi, spero di riuscire presto a confrontarmi con loro…

A chi sei più grata, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Devo dire che è stata una grande soddisfazione quella di essermi messa in gioco ed aver avuto il coraggio di mettermi in discussione e di provare.

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Senza ombre di dubbio, l’impressionismo (la corrente di fine ‘800 che fa del “catturare la luce” il suo obiettivo dichiarato ndr)

I tuoi prossimi progetti artistici?

Ora che sono riuscita a cominciare credo che per me sia importante non smettere; i miei prossimi progetti artistici? Dipingere e disegnare persone e paesaggi.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Quando ne avrò l’occasione, senza dubbio.

Che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

La violenza e il fanatismo non sono mai cose sulle quali si può scherzare, in particolare detesto le situazioni in cui si ridicolizza lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale.

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Nadia Righetti al cavalletto.

NADIA RIGHETTI

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Sono impiegata in una azienda che opera nel settore pubblicitario

Come nasce la tua passione per la pittura?

La mia passione per la pittura nasce dall’amore per l’arte in generale e dal desiderio di esprimere la mia interiorità con la luce dei colori.

Quando hai cominciato?

Ho iniziato a dipingere nel 2011.

Da quanti anni frequenti l’Università popolare di Sona?

Saranno ormai 7 anni, artisticamente parlando sono ancora in fase evolutiva.

Chi è stato il tuo primo maestro? Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Il mio primo maestro è stato Pierre Zocca. Di lui ricordo come mi ha guidato nella realizzazione del mio primo dipinto: una riproduzione di “La Pie” di Monet. Purtroppo non ho avuto il tempo di frequentare scuole ad indirizzo artistico.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Tecnicamente la mia pittura è olio su tela.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

La mia pittura si ispira al surrealismo e ha anche una forte componente religiosa. I soggetti che preferisco sono immagini dell’iconografia sacra o raffigurazioni di elementi della natura in cui la componente realistica viene trasfigurata e si carica di un significato spirituale.

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Provo sempre una grande soddisfazione quando sento di aver ultimato un dipinto, soprattutto quando avverto di essere riuscita a trasferire le mie emozioni nell’opera.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

Ognuno dei miei dipinti è espressione di qualcosa: la luminosità dei colori per indicare la luce interiore, l’abbinamento di più soggetti per indicare l’amore universale, la rappresentazione della natura in chiave simbolica.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora fatto?

I sogni nel cassetto sono ancora molti…

A chi sei più grata, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

Ai grandi pittori. Osservando attentamente i loro quadri ho imparato molto. Ad esempio guardando alcune opere di Van Gogh ho appreso come rappresentare la luce con il colore,

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Il mio pittore preferito è Van Gogh. La corrente impressionista francese è quella che preferisco.

I tuoi prossimi progetti artistici?

Tutti da scoprire… l’ispirazione per dipingere un soggetto piuttosto che un altro viene spontanea, matura in modo semplice, quando la senti dentro.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Certo, perché no?

Un’ultima domanda che, se vogliamo, esce un po’ dal mondo dell’arte: che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Il rispetto. Considero il rispetto alla base di ogni rapporto umano.  Senza rispetto non può esistere nessuna forma di amore.

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Giacomina Di Bello

GIACOMINA DI BELLO

Di cosa ti occupi nella vita di tutti i giorni?

Sono impiegata amministrativa in un’azienda di trasporti.

Come nasce la tua passione per la pittura?

Fin da bambina mi piaceva disegnare e colorare. Mi ricordo che, i miei primi disegni erano colorati. Mi piaceva disegnare perché in qualche modo mi facevo trasportare in un mondo parallelo.

Come hai cominciato?

Ho iniziato intorno ai 15/16 anni, all’epoca dipingevo su stoffa, poi intorno ai 20 anni ho

iniziato con l’Università Popolare di Sona

Da quanti anni frequenti l’Università popolare di Sona?

Credo 27 anni.

Come è cambiata in questi anni l’attività dell’Università?

Prima si aveva l’impressione di avere un rapporto classico insegnante-studente, ora,

invece si interagisce di più tra studenti.

Chi è stato il tuo primo maestro?

Il Prof. Elvio Campi. È l’insegnante che ho conosciuto frequentando i primi anni dell’Università Popolare e che mi ha trasmesso la voglia di sperimentare e di osare con il colore. È riuscito a farmi

abbattere la “paura” della tela bianca.

Hai frequentato scuole ad indirizzo artistico?

Purtroppo no.

Tecnicamente, come definiresti la tua pittura?

Bella domanda!!! Non ne ho idea!!! Dovresti chiederlo a Giorgio per avere una definizione corretta.

Cosa ti piace dipingere? Quali sono i soggetti che prediligi?

Ora come ora non ho soggetti particolari a cui mi dedico, mi piace giocare con il colore, adoro i colori accessi, mi danno la sensazione di gioia e dinamismo. Vorrei arrivare a trasmettere sulla tela, sensazioni ed emozioni tramite il colore senza che questo venga “ingabbiato” in una figura definita (albero, casa, mare, montagna…)

Qual è la più grande soddisfazione che hai avuto dalla tua pittura?

Provo una grande soddisfazione quando qualcuno vuole un mio quadro, perché vuol dire che ho trasmesso qualcosa di mio a tal punto che questi ha deciso di acquistarlo.

C’è qualcosa che vorresti esprimere attraverso i tuoi dipinti?

La gioia, lo spazio mentale, la leggerezza. Riuscire, guardando un mio quadro, a fare un passo dentro l’immagine stessa dipinta.

C’è qualcosa che hai sognato di dipingere, e non hai ancora realizzato?

No, penso che finora sono sempre riuscita a tradurre i miei spunti in disegni e dipinti.

A chi sei più grata, se così si può dire, per avere la possibilità di esprimerti con i colori?

A me stessa, per essere riuscita, a periodi alterni, a traslare sulla tela con l’uso del colori, emozioni buone e cattive.

Qual é il pittore/la corrente pittorica che preferisci?

Dalì, Magritte, e il surrealismo in genere (un movimento letterario e artistico nato nel I° dopoguerra che s’ispira all’inconscio dell’uomo e che cerca di esprimere il funzionamento reale del pensiero, il suo manifesto è stato scritto da A. Breton intorno al 1920. ndr).

I tuoi prossimi progetti artistici?

Riuscire a dipingere di più!!!!

Dove potremmo vedere i tuoi quadri? Hai mostre in itinere?

Ora come ora a casa, al momento non ho mostre attive.

Quando parteciperai a una nuova rassegna, ci terrai informati, giusto?

Certo!

Che cosa è troppo serio per te per scherzarci su?

Essere denigrata e sottovalutata, soprattutto sul lavoro. Sono molto critica con me stessa in tutti i settori, ma guai a chi si permette di sottovalutarmi!

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