Immigrazione, Tosi, la situazione politica a Sona e altro. Paolo Paternoster, Segretario provinciale della Lega Nord

Tra i suoi mille impegni incontriamo Paolo Paternoster, Segretario provinciale della Lega Nord per il secondo mandato dall’ottobre scorso. In tenera età ha anche abitato a Lugagnano, paese a cui è ancora molto affezionato. Un’occasione per il Baco di trattare temi non solo locali, ma anche di natura nazionale e di attualità.

Qual è il primo aggettivo che le viene in mente per descrivere l’ex premier Matteo Renzi?

Contapalle.

Perché?

Nei due anni abbondanti di Governo, Renzi non si è risparmiato innumerevoli affermazioni e chiacchiere poi smentite dai fatti, una lunga lista di provvedimenti uno peggio dell’altro.

Descrizioni simili non sono state risparmiate nemmeno a Berlusconi.

Ecco, Berlusconi la raccontava lunga, ma, venendo da un’esperienza imprenditoriale, è riuscito comunque a costruire qualcosa. A differenza di Renzi.

Entriamo nel merito dell’immigrazione. A suo parere, il Governo sta realizzando delle soluzioni concrete oppure dobbiamo prendere atto che il fenomeno migratorio sia lasciato al suo destino?

Cessata l’operazione Mare Nostrum, il primo novembre del 2014 è stata avviata l’operazione Triton al fine di salvaguardare la vita in mare e di contrastare il traffico illegale di migranti. La criticità di questa operazione è che per poter far fronte all’aumento del numero di annegamenti nel Mar Mediterraneo è stata estesa l’area di intervento dell’operazione.

In questo modo verrebbero ridotte le stragi. Ma perché rappresenta una criticità?

Ciò rappresenta una criticità poiché si favorisce un “effetto volano”: i soccorsi italiani ed europei nelle prossimità delle coste libiche vanno a ridurre drasticamente l’azzardo del viaggio in mare.

E quindi?

Quindi il problema è strettamente collegato all’accoglienza che abbiamo in Italia: alla luce di tutti i meccanismi di accoglienza, gli immigrati hanno tutta la convenienza ad arrivare, e noi in Italia non abbiamo un sistema di integrazione che funzioni.

Il sentimento di insofferenza da parte di alcuni Italiani verso questo fenomeno è, a suo avviso, legittimo o esagerato?

Premessa: la stragrande maggioranza di immigrati viene in Europa, in Italia in cerca di un’aspettativa di vita migliore, diversa. Ma la domanda è: se nel breve periodo attuiamo interventi nei limiti della fattibilità e sostenibilità, quale atteggiamento dobbiamo tenere nel lungo periodo? Penso che ognuno possa trarre le proprie conclusioni.

Anche perché tra i numeri di chi arriva e i numeri di chi rimane nel Paese d’origine c’è un divario enorme: quest’anno centinaia di migliaia contro oltre seicento di milioni.

In moltissime occasioni molti esponenti della Lega Nord hanno affermato che una soluzione efficace è creare una sinergia con un ente sovranazionale come l’ONU e investire là: scuole, ospedali, vie di comunicazione, posti di lavoro ecc.

La famosa formula “aiutiamoli a casa loro”.

Esatto. Non si tratta di alzare muri o chiudersi nell’indifferenza, ma sostenere uno sforzo comune: l’anno prossimo l’Italia investirà circa quattro miliardi di spesa pubblica per affrontare l’immigrazione clandestina; bene, estendiamo il medesimo sforzo con le dovute proporzioni agli altri Stati per poter agire verso una prospettiva comune.

Sembra facile. La realtà è ben diversa.

Finché in Italia esiste il business dell’accoglienza e diversi Stati europei innalzano muri per “proteggere” i propri confini, non c’è la prospettiva comune di cui ti ho appena parlato.

Parliamo di Verona. Il sindaco Flavio Tosi ora è un elemento in contro corrente all’interno del panorama del centro-destra. Qual è il suo parere di Tosi anche in vista delle prossime elezioni amministrative?

Io conosco Flavio da 25 anni, con lui ho condiviso moltissime esperienze, sia politiche sia di vita. Nonostante ciò, però, non capisco ancora la sua scelta di due anni fa: l’abbandono della Lega e il suo graduale avvicinamento al PD non si stanno rivelando delle scelte sagge per lui.

Può ancora essere effettivamente considerato di destra?

In Senato a Roma sostiene il PD di Renzi. A Verona, invece, in seguito alle dimissioni del segretario Bertucco del PD, che è sempre stato anti-tosiano, c’è aria di alleanza tra il partito Fare! e il PD. In questi ultimi anni il PD è stato sempre avverso a Tosi, e se si accordano per una “somma algebrica” in consiglio comunale, sicuramente ci rimetteranno entrambi, a prescindere dal candidato sindaco. Quindi no, non può essere considerato di destra.

Tosi a parte, il centro-destra di Verona dovrebbe essere preso come riferimento per il centro-destra nazionale?

La coalizione che si sta concretizzando a Verona è la stessa che un anno e mezzo fa ha sostenuto la candidatura di Zaia alle regionali. E in questa nuova coalizione entreranno anche tutti coloro che oggi appartengono al partito di Tosi, dato che l’anno prossimo, temo, faranno fatica a scendere a patti col centro-sinistra.

Stringiamo il focus della politica e parliamo di Sona. Lei che idea si è fatto dell’Amministrazione del sindaco Mazzi?

Prima dell’amministrazione Mazzi, circa tre anni e mezzo fa abbiamo appoggiato il sindaco uscente Gualtiero Mazzi, che, a mio parere, ha pagato uno dei momenti più bassi dell’elettorato della Lega.

Sono però i cittadini che esprimono una scelta con il proprio voto in base all’operato svolto dagli amministratori.

Vero, ma le elezioni amministrative di quell’anno sono andate male un po’ ovunque per la Lega: a causa degli scandali avvenuti nel partito, il nostro elettorato ha perso fiducia, e gli effetti sono stati drastici e negativi. Da spettatore esterno percepisco che l’attuale Amministrazione e il sindaco siano stimati positivamente dalla cittadinanza. Ultimamente ho incontrato più volte il primo cittadino e lo ritengo una persona valida e vicina ai suoi concittadini.

Ha espresso lo stesso punto di vista Gianluigi Furri, l’attuale consigliere di minoranza della Lega Nord, ma poi è stato taciuto da Edgardo Pesce, segretario della Lega di Sona.

Il mio è un punto di vista esterno, ma non escludo che all’interno dell’operato dell’Amministrazione ci siano elementi che non siano condivisi da Edgardo, persona che conosco da molto tempo e che stimo. Asserisco, inoltre, che siamo molto contenti dell’operato delle sezioni provinciali della Lega, tra cui quella di Sona. E aggiungo che sono molto dispiaciuto che Gualtiero non abbia vinto: lo conosco molto bene, so che nella sua Amministrazione ha dato tanto, e sono convinto che i cittadini non abbiano apprezzato in toto il suo lavoro.

Quindi, se si votasse oggi, ci sarebbe un esito diverso?

Sì, penso che Gualtiero oggi vincerebbe.

Il nome del partito pesa di più sui risultati delle elezioni rispetto alla persona?

Partito e persona sono entrambi fondamentali. Prendiamo come esempio Tosi nel 2012: poco prima di quelle elezioni erano scoppiati gli scandali nella Lega, e Tosi è stato l’unico sindaco leghista ad essere riconfermato nella provincia di Verona.

Cosa che però non è successa con Gualtiero.

Ripeto: a mio parere, Gualtiero meritava di essere rieletto; forse il suo operato non è stato apprezzato in pieno dai cittadini.

Come vede i giovani in politica? Sono il futuro o dobbiamo rassegnarci ad una classe dirigente con volti sempre noti?

Ti racconto la mia esperienza personale: sono entrato nella Lega a 21 anni, a 24 anni sono diventato vicepresidente dell’Agec, ed a 28 anni sono entrato in Consiglio comunale a Verona. Tantissimo entusiasmo – anche adesso non mi manca – ma zero esperienza. Fare politica è come fare un lavoro: occorrono voglia di fare e passione. A Verona abbiamo il gruppo giovanile della Lega, il Movimento Giovani Padani, con oltre duecento iscritti, il più grande a livello nazionale. Penso che i giovani in politica siano importanti, ma è necessario che vengano guidati e acquisiscano esperienza.

Come si può fare esperienza?

Dallo scorso settembre ho fatto partire nella Lega di Verona un Corso di formazione professionale-politica rivolto a tutti coloro che si occupano di politica, come consiglieri comunali, assessori, sindaci e membri di consigli di amministrazione. Siamo arrivati ad oltre settanta iscritti.

Lei ha intenzione di abbandonare il mondo politico?

Io sono da oltre vent’anni in politica, ma non ho intenzione di restarci ancora per tanti anni. Penso che ci sia un limite per tutti.

A Verona quindi occorre cambiare aria alle prossime amministrative?

Sì, penso che dopo dieci anni di Giunta Tosi sia arrivato il momento di voltare pagina. La nostra coalizione di centro-destra è compatta, le prospettive sono buone.

Come ultimo argomento mi piacerebbe affrontare il tema della comunicazione. Nelle ultime elezioni amministrative ha avuto un ruolo fondamentale (soprattutto a Roma, è difficile dimenticare i video in diretta su Facebook della Raggi e del duo Salvini-Meloni). Lei che idea ha in merito? Come bisogna affrontare l’ondata di informazioni che ci giungono dai mass media?

L’esperienza in Amia e in Agsm mi ha insegnato che la comunicazione è fondamentale. In politica, ma così come nelle aziende, internet e i social networks sono pane quotidiano: Facebook e newsletter sono essenziali per comunicare. Ma, allo stesso tempo, bisogna evitare la sovraesposizione. Bisogna avere, invece, molta cautela riguardo alle informazioni ricevute. Prendi come esempio le campagne elettorali per la presidenza negli Stati Uniti: è stato (quasi) impossibile trovare una fonte attendibile, obiettiva e non di parte.

Forse non è solo preoccupante la qualità dell’informazione, ma anche come la gente si approccia ad essa.

Vero, infatti è molto difficile gestire i contenuti di qualsiasi cosa, in quanto vengono recepiti in modo totalmente diverso dalle persone. Vedi la campagna relativa al sì e al no per il referendum.

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Nicola Mazza (VR) nel 2013, è laureato in Economia e commercio e frequenta il corso di laurea magistrale in Banca e finanza presso l'Università degli studi di Verona. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e il corso "Scrivere cinema" presso la Biblioteca Civica di Verona.

Related posts