Il Risiko della politica a Sona: strategie possibili e probabili alle prossime elezioni

Tira già aria di campagna elettorale. In Italia, ma anche a Sona. Per entrambe si voterà nella primavera dell’anno prossimo.

La legge prevede che l’attuale legislatura nazionale finisca esattamente il 15 marzo 2018, giorno in cui cinque anni fa si riunirono per la prima volta le nuove Camere dopo le elezioni politiche del 23 febbraio. Tuttavia, è opportuno tener presente che Governo e Quirinale possiedono un margine di flessibilità per decidere la data dello scioglimento delle Camere e le elezioni.

Ci sono, pertanto, due possibili scenari: scioglimento delle camere in anticipo (come già successo al termine del Governo tecnico di Monti) e voto a febbraio-marzo; oppure scioglimento delle Camere intorno al 15 marzo e possibile (ma poco probabile) election day con le Comunali, tra il 15 aprile e il 15 giugno.

La scelta di uno dei due scenari è oggetto di un tiro alla fune tra i vertici della politica nazionale: sia Renzi sia Salvini andrebbero al voto subito; il PD, però, ha ancora sul tavolo leggi che vuole approvare (tra le tante, ius soli e biotestamento); a Berlusconi preme molto guadagnare tempo, dato che ad ora non è candidabile.

È importante, inoltre, tener conto del contesto nazionale perché produce un inevitabile riflesso anche sulla politica locale: sia per il voto alle nazionali a febbraio-marzo sia per l’ipotesi di election day i politici locali hanno tutto l’interesse di far convergere i voti dei cittadini con le scelte nazionali.

Ad oggi le ultime elezioni amministrative in Italia rappresentano l’unico dato elettorale certo: il successo del centrodestra è avvenuto grazie ai demeriti del PD e del Movimento 5 Stelle (loro prima vera sconfitta politica degli ultimi cinque anni) e la componente politica più “civica” ha assunto forme di protagonismo rilevanti. Fatto che è calzato a pennello alle ultime elezioni amministrative a Verona.

Ora facciamo un focus su Sona.

Res sic stantibus, le elezioni nel nostro Comune potranno riflettere solo in parte la politica nazionale: la forte presenza di liste civiche indipendenti con buone probabilità renderà meno scontata e più ostica la conquista del bacino elettorale più ampio per i partiti tradizionali.

Stiamo parlando delle liste civiche dell’attuale maggioranza del Sindaco Gianluigi Mazzi, che si sono fatte spazio tra il sistema tripolare italiano, costituito da centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle. Se la maggioranza si ripresenterà alle elezioni in modo compatto, avrà molte (ma non tutte) le carte in regola per poter giungere al ballottaggio e puntare ad una continuità di amministrazione.

È voce ormai diffusa che il Consigliere di minoranza Moletta di Lista Tosi per Sona punti alla carica di primo cittadino, nonostante un certo feeling con l’attuale maggioranza sembri rendere possibile il sostegno di Moletta a questa. Meno probabile (ma non impossibile) l’inverso: per Moletta la partita si giocherà soprattutto a Lugagnano, la frazione con il bacino elettorale maggiore, ma quella in cui nel 2013 non riuscì assolutamente a sfondare.

Tuttavia, affinché questo sostegno (vicendevole) sia effettivamente probabile, occorre considerare come Flavio Tosi si muoverà a livello nazionale: già lui stesso si pone all’interno del centrodestra e strizza l’occhio a Silvio Berlusconi, “che è un leader sicuramente molto più credibile rispetto a Matteo Salvini”, per usare le parole dell’ex sindaco di Verona.

Centrodestra, appunto. Oggi il centrodestra è di fatto un laboratorio politico esteso su tutta la penisola: non si esclude infatti che in vista delle prossime elezioni nasca a livello nazionale un’area civica di centro-destra a supporto dei partiti tradizionali, a prescindere dallo stampo maggioritario o proporzionale della legge elettorale ancora in cantiere.

Ed è proprio quest’area che potrà rappresentare il secondo (e ultimo) polo elettorale a Sona, grazie alla presenza significativa di liste civiche. Un fatto: le due assemblee pubbliche organizzate da gran parte della minoranza (una su immigrazione, CAS e SPRAR e una sull’autonomia del Veneto) connotano una confermata vicinanza tra il Consigliere di minoranza Flavio Bonometti di Progetto Comune (ecco, un’altra lista civica) con l’ex Sindaco Gualtiero Mazzi della Lega Nord.

All’interno del panorama del centrodestra il connubio tra lista civica e partito tradizionale funziona, come è stato a Verona: il sindaco Federico Sboarina appartiene alla lista civica Battiti, che alle elezioni ha capitanato l’intero centro-destra (Forza Italia e Lega Nord compresi).

Un ulteriore rafforzamento dell’area di centrodestra può essere costituito dal partito Indipendenza Noi Veneto. Sempre in occasione delle scorse amministrative a Verona, Gianluigi Sette – che si era già candidato sindaco a Sona nel 2013  ha asserito: “Abbiamo sposato da subito questo progetto perché Sboarina rappresenta l’unico e vero centrodestra veronese. Per noi indipendentisti sarà anche un trampolino di lancio per la libertà e la prosperità di Verona e di tutto il Veneto.”

Tutto questo anche a Sona potrebbe funzionare: voci di corridoio confermano, infatti, che la Lega Nord si stia guardando intorno alla ricerca di un candidato che sappia, appunto, rappresentare la componente civica e partitica all’interno della coalizione.

Situazione diversa per il centrosinistra. Il partito di Renzi oggi non gode di ottima salute a livello nazionale: Renzi ha vinto (come previsto) le primarie del PD (anche a Sona), ma l’affluenza è stata minore rispetto al passato. In sostanza: Renzi è forte all’interno del partito, ma il partito è più debole nei confronti dell’elettorato.

a Sona il PD forse sta peggio: dopo aver ricevuto anche dal nostro Comune lo schiaffo della vittoria del No al referendum dello scorso dicembre, oggi non può fare a meno di racimolare voti attraverso liste civiche se vuole sperare di arrivare almeno al ballottaggio.

Fuori dal coro il Movimento 5 Stelle: se per anni è stato primo nei sondaggi cavalcando l’onda di protesta e di malcontento dei cittadini in tutta Italia, le ultime amministrative hanno segnato una battuta d’arresto per il movimento di Beppe Grillo. Pur essendo ben piazzato nei sondaggi, il M5S è a picco rispetto ai sondaggi del giugno 2016: dal 32% dell’anno scorso è passato al 26-28% circa. Un testa a testa con il PD.

E a Sona il movimento sta attraversando una fase di incertezza: si sono succeduti fino ad ora quattro Consiglieri pentastellati e la loro partecipazione alle sedute del Consiglio Comunale nello scorso anno 2016 è stata scarsa. L’affidabilità del candidato Sindaco ed una campagna elettorale mirata sul territorio potrebbero essere gli ingredienti del recupero dei consensi.

About Gianmaria Busatta

Nato nel 1994 e residente a Lugagnano, ha conseguito la maturità presso il liceo classico Don Nicola Mazza (VR) nel 2013, è laureato in Economia e commercio e frequenta il corso di laurea magistrale in Banca e finanza presso l'Università degli studi di Verona. Grande interesse per eventi culturali e politici, ha come passione più forte il cinema. Ha frequentato il corso Tandem "Cinema e letteratura" presso l'Università di Verona e il corso "Scrivere cinema" presso la Biblioteca Civica di Verona.

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