Il progetto judo di Ants per l’autismo di Lugagnano e fondazione just: “in armonia”, tutti sul tatami

Procede con successo “Judo in Armonia”, progetto speciale per bambini e ragazzi con autismo promosso e attivato da Ants Onlus di Lugagnano con Fondazione Just Italia.

Dallo scorso ottobre, i corsi si svolgono tutti i lunedì e i giovedì presso la palestra Consolini del CONI, grazie ad un team straordinario di volontari e istruttori supportati dalle psicologhe Silvia Poiesi e Irene Antolini.  

Un progetto, un sogno, una splendida avventura nata da un’idea di Fondazione Just, di cui Luigina Desopo è instancabile e solare rappresentante (nonché istruttrice Judoka). Chi meglio di lei può raccontarcene la storia?

Come è nata l’idea di questo progetto?

Tutto è cominciato cinque anni fa, quando una mamma è venuta in palestra con il suo bambino autistico e ha chiesto a me e al mio collega Claudio Marcolini di potergli far provare questa attività… per non dirgli no, abbiamo iniziato a documentarci e nel frattempo abbiamo fatto entrare in palestra: lui si è subito integrato con gli altri ragazzi, e giorno dopo giorno abbiamo ottenuto risultati sorprendenti… Da lì è nata pian piano l’idea: ci siamo detti, perché no? Il judo è uno sport di contatto, un’attività che avvicina tra di loro i ragazzi e li fa interagire pur nelle loro diverse caratteristiche: aiuta il ragazzo timido ad aprirsi così come quello esuberante a contenersi…  secondo noi quindi è un’attività ideale anche per i bambini con questo tipo di sindrome.

Come vi siete fatti conoscere?

Prima di tutto siamo ci siamo presentati in Fiera proponendo dei corsi pensati per questi ragazzi “speciali”: una mamma dell’associazione Ants ha deciso di provare con suo figlio e ne ha convolti alcuni altri… i bambini sono aumentati poco a poco e noi abbiamo iniziato a studiare sempre più come lavorare con loro, perché non c’erano insegnanti preparati in materia… Diciamo che noi abbiamo voluto essere un po’ “pionieri” in questa nuova strada!

Una strada che prosegue nel migliore dei modi…

Sì, il bilancio in qui è davvero positivo: in questi cinque anni siamo cresciuti molto, i nostri ragazzi stanno facendo passi avanti straordinari: hanno acquisito “il saluto” iniziale e finale, svolgono esercizi di coordinazione, cose facili per gli altri ragazzi ma impegnative per loro… Certo, lo spettro autistico comprende varie tipologie, quindi abbiamo pensato di creare due gruppi distinti in base alle diverse potenzialità e abilità. E siamo molto contenti ed orgogliosi di tutti…

Hai “reclutato” un fitto e attivissimo gruppo di volontari… come li motivi al meglio?

Beh, in effetti il nome della nostra associazione, “Judo in armonia” non è stato scelto a caso! Siamo molto affiatati tra di noi… come ho fatto? Prima di tutto ho cercato sempre più informazioni in materia di autismo, anche grazie a mia figlia che studiava psicologia a Padova: da lì sono nate pian piano tante idee e ho cominciato a coinvolgere le persone che mi stavano vicine, di cui conoscevo la sensibilità e sapevo avrebbero appoggiato la causa, ad esempio miei vecchi compagni di palestra di Judo, altri vecchi amici, conoscenti, mamme come me… È stato come un vortice! è molto bello vedere questo coinvolgimento, questo interesse che emerge: chiunque venga e assista alla lezione la prima volta si appassiona e vuole poi unirsi al gruppo, partecipare, aiutare come può. E poi… tutti dicono che la mia passione traspare dalle mie parole e dal mio sguardo quando parlo del progetto e dei nostri ragazzi!

Possiamo confermarlo! Ecco, spiegaci allora come si può unirsi alla vostra mission.

Non è necessario essere istruttori o esperti di Judo, anzi, molti volontari partono da zero, vengono da noi il sabato mattina per imparare a stare sul tatami, a fare certi movimenti: è una strada nuova che abbiamo aperto quest’anno con riscontri ottimi!

Nessuna remora, né esitazione, ma tanto entusiasmo, lo stesso che trasmette Luigina…

Potrebbe esserci un po’ di paura da parte di qualche insegnante, timore di far “rallentare o fermare” il gruppo, invece no, al contrario, questo rappresenta un’opportunità di crescita per tutti i ragazzi!

È il gruppo di ragazzi stessi ad aiutare nell’integrazione dei loro compagni speciali… la prima volta, con il nostro primo ragazzo, ho detto loro senza dare troppe spiegazioni: “è diverso da voi, ho bisogno che mi aiutate a farlo giocare con voi”. Ho dato questo incarico e l’hanno preso a cuore: lui ha partecipato senza perdere mai un giorno e non è stato un attimo da solo ma sempre circondato dagli altri… fa ancora Judo con noi, all’inizio stava solo con me mentre adesso sta con tutti e fa tecniche ed esercizi al pari dei coetanei. Quello è stato l’anno più bello, che ricordo ancora con tanta emozione, un’esperienza meravigliosa che ci ha dato il vero input per partire in questa avventura…

Un’avventura in cui coinvolgere sempre più realtà… è questo, vero, l’obiettivo primario?

Assolutamente sì! Siamo già stati invitati in Liguria per spiegare come lavorare con loro: puntiamo a far sì che in tutte le maggiori città italiane possa esserci almeno una palestra in cui i ragazzi possano cimentarsi nel Judo. Siamo pronti in qualsiasi momento ad andare in tutta Italia per fare formazione perché ci crediamo moltissimo, ci teniamo a dire “si può fare!”. Anche per abbattere pregiudizi, preconcetti che non hanno fondamento… E perché vogliamo si possa dire “sì” a tutte le mamme che chiedono di poter far provare questo sport al proprio figlio, così come è successo a me, quel giorno di cinque anni fa.

Ma gli orizzonti di Luigina e dei “suoi” vanno oltre i confini nazionali.

Siamo in contatto con Special Needs Judo Union, Associazione irlandese con affiliate in Olanda, Belgio, Svizzera e Grecia: noi siamo la palestra italiana referente per questo progetto. Il loro insegnante irlandese, James Mulroy , è stato già 2 volte a Verona e a settembre tornerà per fare formazione, rivolta e aperta a tutti… L’obiettivo è organizzare tornei con loro, siamo stati a vedere come lavorano ed è bellissimo, vedere una gara è incredibile perché dopo pochi minuti le “differenze” tra gli atleti si annullano completamente ed  è qualcosa di straordinario…

Tornando al presente: puoi dirci qualcosa dell’evento – già sold out! – per sabato 14 aprile?

Certo! ancora una volta è stato bello vedere tanto coinvolgimento questa band, la White Project Band, che organizza spesso concerti a scopo benefico, ha sentito parlare di noi e si è appassionata alla nostra causa. Il concerto si terrà sabato al Teatro San Michele, alle 20.45: sarà una serata speciale anche per noi, per presentarci, farci conoscere ancora di più e ringraziare i nostri volontari e tutte le persone che ci sostengono e appoggiano. Altro progetto “vicino” è quello di giugno, quando parteciperemo con altre palestre a uno stage estivo a Lignano: quest’anno porteremo sei ragazzi di Ants che verranno “da soli”, insieme agli operatori … il tutto sempre in ottica di favorire al massimo l’integrazione: e questo progetto mi dà molto orgoglio ed entusiasmo.

Ad Ants Onlus va un grazie di cuore… “Siamo felici di aver conosciuto Ants, un’Onlus speciale, davvero, che ci ha offerto questa bellissima opportunità, facendoci conoscere persone meravigliose e mettendoci a disposizione esperti e psicologi.

Ma un grazie speciale va ricambiato doverosamente a lei, la vulcanica Luigina e al suo inarrestabile gruppo di collaboratori, che ogni giorno ci ricordano e ricordano a tutti, sempre col sorriso, che si si può fare, che insieme nulla è davvero impossibile.

About Vera Tomelleri

Laureata al DAMS, mamma di 4 pesti, addetta stampa, Vera Tomelleri è appassionata di Manga e mountain bike, sogna l’Africa, la route 66 e… un’escursione in Oceano per avvistare squali bianchi.

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